Marc Madiot: “C’è un problema di sicurezza sulle corse”

Marc Madiot: “C’è un problema di sicurezza sulle corse”

Piergiorgio Sbrissa, 07/10/2020

Marc Madiot, Team Manager della Groupama-FdJ, non è mai stato uno che le manda a dire, anzi…ed alla tv francese ha detto chiaro e tondo che: “bisogna guardare in faccia le cose: c’è un problema di sicurezza sulle corse, legato alle mancanze degli organizzatori. Non mi farò degli amici dicendolo, ma va detto: è la realtà“.

Madiot era stato chiamato a commentare il caso delle transenne volate addosso a Wackermann e van Empel della ViniZabù-KTM, e si è cosi sfogato, ricordando anche altri casi recenti, come le morti del belga Bjorn Lambrecht al giro di Polonia 2019 e, sempre per rimanere al giro di Polonia, l’incidente occorso a Fabio Jakobsen. O  anche la recente BinckBanck Madiot ha affermato che tutti sanno delle pecche di alcuni organizzatori, ma che anno dopo anno nessuno fa niente. In primis il famigerato arrivo in discesa dell tappa in cui è caduto Jakobsen.

Madiot ha concluso dicendo che “dopo aver detto queste cose riceverò subito un po’ di telefonate…“, facendo capire che questi problemi sono spesso spazzati sotto il tappeto per interesse comune.

Nel frattempo l’associazione corridori professionisti, la CPA, ha richiesto un’inchiesta formale all’UCI sul fatto del Giro. Atto dovuto, ma che come quasi sempre porta niente.

Commenti

  1. Il telecomando ce lo hanno in mano i ciclisti secondo me. Se fanno fronte comune (ma deve essere comune) possono invertire la tendenza. Hanno scioperato i calciatori in Italia e gli sportivi dei maggiori sport americani. Se tengono alla loro incolumità, devono rifiutarsi di partire dove sanno che non ci sono le condizioni di sicurezza per farlo. Mi rendo conto che non è facile che accada, in primis perché per non subirne conseguenze, dovrebbero sul serio far fronte comune come un unico blocco o quasi….oltre al fatto che dovrebbero organizzarsi con qualcuno che fatta una ricognizione dei percorsi, visioni e si renda conto di eventuali criticità.
  2. Elenco quelli che secondo me sono due dei problemi principali:

    - i professionisti sono centinaia. Fare blocco comune è molto difficile perché, escluso il 10% dei big che ha peso, i restanti che lottano per entrare nei roster delle corse temono che "facendo casino" verrebbero messi da parte dalle loro squadre in favore di altri giovani che, pur di avere un posto al sole, a loro volta si guarderebbero bene di partecipare al fronte comune.

    - per come si svolgono le corse in linea, un controllo preciso della sicurezza del percorso è difficile dato che tutto viene montato in fretta e furia, a volte quasi allestendo le zone del traguardo a gara già iniziata o poco ci manca. Per dire, una volta che sono andato a vedere un finale di corsa percorrendo un tratto di gara, stavano ancora finendo di allestire un traguardo volante a un paio d'ore dal passaggio dei corridori.
    Mettiamo anche solo di controllare più approfonditamente i traguardi: se non vanno bene fermiamo la corsa iniziata? No perché succederebbe svariate volte l'anno secondo me (solo tra transenne e spartitraffico), e chi deve decidere avrebbe pressioni enormi.
  3. Sui media internazionali si legge di una certa contestazione alla CPA da parte di parecchi corridori, in quanto viene gestita col sistema dei "blocchi elettorali" della UCI (x voti per certe nazioni, y per altre) e non in base al principio "una testa un voto". Inoltre è considerata troppo connessa all' UCI e quindi "di parte".