Tom Pidcock va al Q36.5 Pro Cycling Team

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Il 25enne inglese Tom Pidcock passa dalla Ineos alla Q36.5 Pro Cycling Team. Nei giorni scorsi è arrivata la notizia da parte della squadra britannica che uno dei loro più importanti corridori sarebbe andato in altra squadra, dopo un anno di tumultuosi rapporti tra Ineos e Pidcock; ora arriva il comunicato da parte della squadra svizzera dell’ingaggio, fino al 2027:


Il Q36.5 Pro Cycling Team è orgoglioso di dare il benvenuto a Tom Pidcock, che si appresta ad affrontare un nuovo entusiasmante capitolo della sua carriera. Conosciuto per la sua versatilità e per la sua implacabile grinta, il venticinquenne britannico porterà la sua passione, la sua ambizione e il suo talento di livello mondiale alla squadra, affrontando insieme nuove sfide.   

La decisione di Pidcock di unirsi al Q36.5 Pro Cycling Team riflette la visione condivisa di crescita e la libertà di perseguire grandi obiettivi.  Avendo già ottenuto cinque vittorie su strada da professionista, tra cui le illustri Strade Bianche e Amstel Gold Race, Pidcock è spinto a raggiungere traguardi ancora più alti mentre si avvicina all’apice della sua carriera.

“Non si tratta solo di un cambio di maglia, ma dell’inizio di qualcosa di speciale”, ha dichiarato Pidcock. “La possibilità di lavorare con una squadra che sta crescendo, con partner e marchi incredibili, è qualcosa che mi motiva. Non vedo l’ora di vedere cosa riusciremo a realizzare insieme”.  

Per Pidcock, questo nuovo inizio non è solo una questione di ambizione personale; si tratta anche di far parte di una missione per elevare il team e i suoi partner a nuovi livelli. “Sono consapevole della sfida che dobbiamo affrontare per arrivare dove vogliamo, ma è un’avventura e sono entusiasta”, ha aggiunto.   

 La decisione di Pidcock riflette l’allineamento dei suoi obiettivi personali con l’approccio innovativo e lungimirante del team.    

“Siamo onorati di dare il benvenuto a Tom Pidcock nel Q36.5 Pro Cycling Team”, ha dichiarato il Team Manager Doug Ryder. “Tom è una vera incarnazione della passione e dello spirito competitivo, qualità che risuonano profondamente con i valori della nostra squadra. Il suo straordinario talento, sia in bici che fuori, e la sua comprovata capacità di vincere a livello WorldTour lo rendono un’aggiunta decisiva al nostro roster. Non vediamo l’ora di scrivere insieme il prossimo capitolo”.

L’arrivo di Pidcock segna una nuova entusiasmante era per il Q36.5 Pro Cycling Team e per i nostri partner, con l’intenzione di competere con maggiore costanza ai massimi livelli e di lasciare il segno nel mondo del ciclismo.   

 Con il suo approccio rivoluzionario e multidisciplinare che ha come fulcro la versatilità, Tom incarna perfettamente il nostro approccio allo sviluppo dei prodotti”, ha aggiunto Luigi Bergamo, presidente del Q36.5 Pro Cycling Team, fondatore e direttore della ricerca e sviluppo di Q36.5. ”L’arrivo di Tom nel team rappresenta una nuova entusiasmante era per il Q36.5 Pro Cycling Team e per i suoi partner, con l’intenzione di competere sempre più ai massimi livelli e di lasciare un segno nel mondo del ciclismo. “Avere Tom in squadra ci offre l’opportunità non solo di competere per la vittoria nelle gare più prestigiose del mondo, ma anche di continuare a spingere i confini della visione di Q36.5 su quale possa essere il futuro dell’abbigliamento da ciclismo performante. Non vedo l’ora di inviargli il suo primo paio di pantaloncini Dottore e sentire cosa ne pensa!”. 

In attesa di nuove sfide, Pidcock è pronto a cogliere le opportunità che lo attendono. “Amo correre in bicicletta e non vedo l’ora di farne una priorità. Unirmi a una squadra che crede in me e condivide la mia visione del successo rende questo passo incredibilmente importante per la mia carriera. Facciamo in modo che accada”. 

Tom Pidcock ha firmato un contratto di tre anni e si unirà alla squadra del Q36.5 Pro Cycling Team nel prossimo ritiro pre-stagionale che si terrà a Calpe, in Spagna, a gennaio.

Commenti

  1. Doctor Speck:

    Sempre più perplesso allora
    Avevo sentito dire che il contratto valeva fino a tutto il 2025.
    Mi sembra strano che possa andare oltre visto che il titolare della Q36.5 è il maggiore azionista (credo 81% circa) della Pinarello.
  2. Petgold969:

    COSA VA A FARE PIDCOCK ALLA Q36.5? MIRALBONS (Spagna) – Un punto imprecisato lungo la AP-7 che corre lungo il sud della Spagna. Una sosta per scrivere questo editoriale, sulla strada verso Calpe e dei primi ritiri di stagione. Come ha scritto Emiliano Neri nel nostro gruppo ristretto (del team è parte preziosa anche Luciano Crestani), con questo viaggio inizia il nuovo anno. Mancano 30 chilometri al traguardo, ma è meglio fermarsi per tempo e finire il lavoro con calma. Il titolo ci frulla da qualche chilometro per la testa: cosa va a fare Pidcock alla Q36.5? Uscendo da Valencia, poco dopo l’aeroporto, un immenso cumulo di auto infangate ci ricorda quello che è accaduto da queste parti poco più di un mese fa. Nei media non se ne parla da tempo, come del terremoto del Centro Italia, ma questo non significa che le ferite siano sanate e dimenticate. Proprio no. Dalla Sardegna arrivano i messaggi di Filippo Lorenzon, che ieri avrebbe dovuto raccontarci una gara di cross e si è trovato invece nel bel mezzo della bufera di vento che ha portato all’annullamento della gara. Oggi è al lavoro per bici.STYLE, l’ultimo nato, poi tornerà a casa. Qui si comincia invece nel pomeriggio con la Jayco-AlUla, in attesa dell’incontro con Pogacar programmato per domani. Il cross e Pidcock alla Q36.5 Ci sono due pensieri che si accavallano nella mente mentre si guida verso Calpe. Uno è il sincero dispiacere per il danno subito dall’amico Luca Massa, che per organizzare la Coppa del mondo di cross a Is Arutas ha messo in secondo piano ogni altro aspetto della sua vita e ora è lì a contare le perdite. Un altro è il passaggio di Pidcock alla Q36.5 Pro Cycling, che ci ha dato tanto da ragionare. Sono due aspetti slegati, distanti fra loro anni luce, per cui forse il solo link potrebbe essere il fatto che il britannico corre anche nel cross. Eppure, sotto questo sole accecante, con le curve che si infilano fra le montagne e il mare sulla sinistra, i puntini si uniscono e compongono un quadro. Schurter non c’entra La notizia che Pidcock sarebbe andato alla Q36.5 girava da mesi. Era convinzione comune che il ritiro di Nino Schurter dalla mountain bike avesse spinto Scott ad accaparrarsi l’astro nascente, l’unico in grado di tenere testa nel palmares al gigante svizzero. Con due Olimpiadi e tre mondiali, l’associazione veniva facile. Quando poi Schurter ci ha ripensato, la pista svizzera sembrava essersi raffreddata, fino all’annuncio di pochi giorni fa e quello odierno di Pinarello da cui si è capito che il motore dell’operazione non è Scott. Si dice infatti che Pidcock sarebbe da tempo il pallino di Ivan Glasenberg, proprietario di Pinarello come pure azionista di Q36.5 e alla fine avrebbe garantito lui per il contratto milionario (si parla di 8 milioni all’anno) del campione. Tom era il corridore più pagato della Ineos, bravo lui e bravo il suo procuratore, per cui forse di là non avranno lottato troppo per trattenerlo. A questo punto però, l’uomo del bar che c’è in ciascuno di noi, è portato a chiedersi: cosa troverà Pidcock nella nuova squadra che non poteva avere alla Ineos Grenadiers? Il mercato delle bici Andiamo al contrario: partiamo da quello che non troverà. Di certo l’ossessione del Tour, che gli si è cucita addosso da quando vinse il Giro d’Italia U23 del 2021 e si decise che sarebbe stato l’erede di Froome. A Pidcock le corse a tappe di tre settimane non piacciono, non le regge e forse trova noioso anche prepararle. Alla Q36.5, che da quando è nata non è stata ancora invitata in un Grande Giro, il problema probabilmente almeno nell’immediato non si porrà. Sfortunatamente per lui però non potrà dare per scontati neppure gli inviti per le classiche del Nord che più gli piacciono. Si può sperare che gli organizzatori belgi avranno un occhio di riguardo, allo steso modo in cui l’arrivo di Alaphilippe potrebbe aprire alla Tudor le porte del Tour, ma non ci sono certezze. E in che modo la Q36.5 si sta attrezzando per sostenerlo? Nelle sue dichiarazioni, Tom appare molto contento per l’opportunità di lavorare con dei nuovi materiali, anche se in un comunicato appena uscito, Pinarello fa sapere che il britannico continuerà a usare le sue bici per il fuoristrada. Anche il mercato delle bici infatti è in subbuglio. Si sussurra, ma è da confermare, che Scott avrebbe rinunciato al Team DSM Firmenich per concentrarsi sulla Q36.5 e al suo posto in Olanda già dal 2025 potrebbe sbarcare Lapierre, uscita dalla FDJ Suez in cui Specialized ha seguito Demi Vollering. I diritti dei più piccoli E’ tutto un ribollire di soldi, del resto si chiama mercato e così deve essere. Tuttavia, pensando a Luca Massa e alla sua Crazy Wheels che ha organizzato il cross in Sardegna (avendo alle spalle Flanders Classics e PPEvents), viene da chiedersi se in questo mondo così assetato di euro ci sia ancora posto per i piccoli. E’ un discorso che si estende ai team giovanili e sale fino ai vertici del movimento, coinvolgendo chiaramente anche gli organizzatori. E’ notizia delle ultime settimane che la Zalf Fior non ripartirà, che la Hopplà corra lo stesso rischio, così come rischierebbe lo stop la Work Service fra gli juniores (speriamo di no). Nelle scorse settimane, Luca Guercilena aveva posto una domanda cui cercheremo presto di dare una risposta. Se si parla di salary o budget cap per le squadre, perché non fare lo stesso con gli organizzatori? Perché non immaginare una lega in cui si condividano gli utili, in modo che i piccoli abbiano altre (provvidenziali) entrate? Perché ASO ed RCS possono drenare risorse dal territorio nel nome della loro storia? E perché invece i piccoli organizzatori come quello sardo, la stessa PPEvents e la SC Alfredo Binda della Tre Valli Varesine, rischiano di non ripartire per gli effetti di una calamità naturale? Perché i giganti non dovrebbero versare parte dei diritti televisivi o degli sponsor che rastrellano in virtù della loro forza, dato che lo stesso viene chiesto ai team WorldTour? Destinazione Calpe Sono i pensieri di un giorno di sole in questo primo viaggio che lancia il 2025. Chi governa il ciclismo sta lasciando correre da troppi anni e, come la tempesta di Valencia e quella che ieri ha fermato il cross in Sardegna, la marea rischia di spazzare via quel che trova sulla sua strada. Se non si mette mano al sistema, il ciclismo agonistico rischia di subire danni incalcolabili. La scomparsa delle società giovanili fa calare la probabilità che nascano campioni: è un semplice dato numerico, niente di misterioso. Chissà che non sia il gigante Red Bull, nel momento in cui capirà l’andazzo, a portare la sua esperienza di altri settori e suggerire un cambiamento di rotta. Ad andare avanti come si è sempre fatto, la storia insegna, non si va più da nessuna parte. Perciò adesso pubblichiamo questo articolo e poi ci rimettiamo sulla strada. Nonostante tutto, l’incontro con i corridori resta uno dei momenti più magici del mestiere.
    by Enzo Vicennati from bici pro urly.it/31399s
    8 mln l'anno a Pidcock?!
    In una Continental... ;nonzo%
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