Tragedia al Fiandre amatori: 2 morti e alcuni feriti

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Due partecipanti del giro delle Fiandre amatoriale, We Ride Flanders, un evento con 15.000 partecipanti,  sono morti oggi a causa di malori.


Un amatore olandese ha perso i sensi sul Taaienberg, cadendo a terra. Nonostante l’intervento dei sanitari per rianimarlo il corridore è morto a causa di un attacco cardiaco.

Un secondo partecipante, francese, è morto con la stessa dinamica sul vecchio Kwaremont.

Meno gravi, ma sempre con la necessità di andare all’ospedale anche per altri partecipanti: una donna si è accasciata per un malore sull’Eikenberg intorno a mezzogiorno, cosciente, è stata portata in ospedale. C’è stato poi un altro incidente nella Kortrijkstraat a Wortegem-Petegem: un ciclista è caduto ed è stato portato in ospedale con una clavicola rotta. Sul Koppenberg a Oudenaarde un altro ciclista è caduto e probabilmente ha riportato la frattura di una caviglia.

“Fiandre per tutti”, come recita lo slogan dell’eventi, ma in questa edizione con una svolta tragica.

Commenti

  1. Forse è una cosa da vecchio atleticamente scarso, ma a me sembra che con gli anni il livello di sforzo/impegno sportivo tra noi amatori, sia aumentato in modo esponenziale. Mi ricordo che non tanti anno fa ,se dicevi di fare 8/10.000 km all'anno ,ti guardavano come un ciclista serio, ora è un chilometraggio da scarsone. In inverno non si usciva e si andava a camminare,in palestra o si riposava proprio, adesso si esce anche a zero gradi o ci si scanna su Zwift. Non è che questo continuo alzare l'asticella fa si che aumentino anche i rischi di problemi cardiologici?
  2. A me dispiace da morire per quei 2 ciclisti ma che differenza avrebbe fatto, ai fini organizzativi, se avessero presentato un certificato medico con ecg? Nessuna.....ed è per questo che non faccio più GF o il raduno dell'asparago...... perché per farmi una pedalata in compagnia devo spendere; 50ina di € per iscrizione base a società più 100inaio di € per il certificato agonistico o in alternativa certificato del mio medico di famiglia che però se lo fa pagare e vuole un ecg quindi circa 80€ per fare qualche pedalata?! Almeno, una volta, per fare i percorsi medi bastava un certificato di sana e robusta costituzione che il tuo medico ti rilasciava gratuitamente (almeno il mio lo faceva) così già c'è stato un calo pauroso covid e post covid, facendo così si allontanano sempre più ciclisti e le GF stanno inesorabilmente morendo e non credo di essere l'unico a non fare più GF per questo motivo.

    P.S. l'assicurazione verso terzi c'è l'ho nella assicurazione capofamiglia con la mia compagnia, che copre per danni a terzi me e i componenti del mio nucleo famigliare al di fuori delle mura domestiche quindi non solo in bici......
    Ser pecora:

    Se fai manifestazioni come questa, che sono chiamate cicloamatoriali, ciclosportive o "granfondo" (chiaramente non intese come in Italia).

    Se fai gare in circuito o gare open (in circuito, ma magari con un po' dislivello) devi essere tesserato (stile Udace) e quindi il certificato agonistico è obbligatorio.

    Quindi se ti iscrivi alla sagra ciclopedalata (questo è il Fiandre in oggetto per es.) e poi vuoi fare tutti i muri in Z6 (dubito) saranno pure affari tuoi...

    In Italia ovviamente anche per fare la rando della festa dell'asparago devi avere certificato agonistico, copertura assicurativa RCA, caricare tutto sulla piattaforma a pagamento, PEC al ministero, patente nautica oltre le 25 miglia e non osare fare la foto con la bici appoggiata all'albero registrato dal comune competente, me racumandi! :==
    Lumi:

    20 minuti di applausi … la burocrazia in Italia è inarrestabile, con un intreccio indistricabile con l’incertezza giuridica, per cui se ti succede qualcosa in una gara potrebbe non essere colpa tua che hai esagerato ma colpa dell’organizzatore che non aveva raccolto il certificato, il tutto favorito dalle federazioni che grazie ai certificati agonistici obbligatori per fare quasi tutto tengono il controllo sul flusso di ricavi generati dai tesseramenti.

    A me dispiace veramente per questi due poveretti, ma l’unica considerazione che posso fare è che era giunto il loro momento e sperare che si siano goduti la vita fino all’ultimo secondo. Mettersi a dire che in Italia è meglio perche’ c’e’ la visita obbligatoria per agonismo mi sembra un po’ come avere la sindrome di Stoccolma.
  3. biglux:

    Vabbè non vogliamo dare da mangiare anche alla medicina dello sport?
    Se vai da un medico dello sport superficiale, che sai che ti liquiderà in pochi minuti per darti il pezzo di carta, siamo sicuramente nel caso che citi.
    L'ECG da sforzo che si fa alla visita sportiva, se fatta come si deve, è in grado di rilevare problematiche anche minime, per le quali può succedere che ti chiedano di eseguire degli esami aggiuntivi. Alla fine della visita sulla base degli esami e dell'anamnesi, il medico sportivo ti da anche un valore % di rischio cardiovascolare.
    Se ti interessa tutelare te stesso prima di pensare al pezzo di carta, fatti consigliare un medico serio e se ce l'hai già tienitelo stretto. Io oramai non faccio più gare da anni ma mi guardo bene dal saltare la mia visita agonistica annuale.
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