Tragedia al Fiandre amatori: 2 morti e alcuni feriti

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Due partecipanti del giro delle Fiandre amatoriale, We Ride Flanders, un evento con 15.000 partecipanti,  sono morti oggi a causa di malori.


Un amatore olandese ha perso i sensi sul Taaienberg, cadendo a terra. Nonostante l’intervento dei sanitari per rianimarlo il corridore è morto a causa di un attacco cardiaco.

Un secondo partecipante, francese, è morto con la stessa dinamica sul vecchio Kwaremont.

Meno gravi, ma sempre con la necessità di andare all’ospedale anche per altri partecipanti: una donna si è accasciata per un malore sull’Eikenberg intorno a mezzogiorno, cosciente, è stata portata in ospedale. C’è stato poi un altro incidente nella Kortrijkstraat a Wortegem-Petegem: un ciclista è caduto ed è stato portato in ospedale con una clavicola rotta. Sul Koppenberg a Oudenaarde un altro ciclista è caduto e probabilmente ha riportato la frattura di una caviglia.

“Fiandre per tutti”, come recita lo slogan dell’eventi, ma in questa edizione con una svolta tragica.

Commenti

  1. 4x16:

    Forse non hai inteso.... è chiaro che l'organizzazione è responsabile della sicurezza del percorso ma non della mia salute personale! Mi spiego, se la strada è chiusa e entra una macchina e mi stira, la colpa è dell'organizzazione perché non ha vigilato ma se mi viene un infarto perché ho tirato come un matto e il mio cuore non ha retto lo sforzo che colpa può avere l'organizzazione?
    non ho idea l'organizzazione che colpa possa avere in termini giuridici, ma tant'è che almeno ha la "certezza" (tra virgolette) che sulla carta alla partenza, tu sei a posto.
  2. 3andrea:

    se interessa l'argomento...
    https://www.montagna.tv/227497/le-responsabilita-in-montagna-il-capo-gita/
    riassunto: occhio a portare gli amici in montagna se la tua esperienza è riconosciuta... (anche empiricamente perchè magari hai fatto questa o quella cima/ferrata/alta via...)
    nn so da voi, ma qua in zona sono sparite persino parecchie marce "storiche" (roba che andava avanti da 30 anni e passa...)
    quelle da 5/10/15 km e famiglie con i passeggini per intenderci...
    giusto domenica in una delle poche rimaste è finito in rianimazione un 57enne, cosa che nn gioverà all'entusiasmo degli organizzatori di turno...
    giusto, sbagliato, boh... di certo passa la voglia di organizzare qualsiasi cosa
    io sare piu per il "ca**i tuoi" ma pare che da noi non funziona così...
    a
    Da noi non funziona perché bisogna sempre incolpare qualcun'altro per le leggerezze, imprudenze, sciocchezze personali.....volete che ai raduni partecipino solo tesserati agonisti? Benissimo ma poi che le associazioni non si lamentino del calo di partecipanti, i piagnistei il ciclismo è morto, è tutta colpa del covid ecc ecc.

    Ripeto.... perché per la gf del'asparago di 60km devo essere tesserato con tanto di certificato ma per fare la Etap a Parma da 58km, pedalata libera, con strade aperte, dove vige, per tanto, il rispetto del CDS paghi 10€ di assicurazione e via? È perché è aperta a tutti anche quelli con la Graziella? E chi vieta di fare il raduno dell'asparago con una Graziella? Ah si....lo vieta il fatto che anche al raduno ci si presenta con bici top di gamma per scannarsi a chi arriva primo......
  3. mariazzo:

    Non capisco perché ci si inalbera per il fatto che in Italia ci voglia un certificato medico sportivo agonistico anche per la gara della sagra della patata. Io lo vedo come una cosa positiva non negativa: CI costringe fare almeno una volta l'anno un check del nostro stato di salute.
    Sarà fatto male? pazienza, meglio male che non farlo... se siamo pignoletti, la volta dopo cambieremo studio medico.
    perche’ l’obbligo deve essere giustificato e spesso non lo è. E perche’ l’obbligo puo avere effetti controproducenti tenendo lontane persone dallo sport
    filixeo:

    Intendo dire che ci si comporta da bamboccioni e, se si vuole correre ad ogni costo pur essendo inadeguati in termini di preparazione o proprio fisici deve arrivare mamma stato ad insegnare che così non si fa. E via di certificati fatti bene o di sotterfugi.
    I bamboccioni esisteranno sempre, vorrei che lo stato si occupasse di cose piu’ serie, dimentichiamo che dietro a leggi, certificati, regolamenti, controlli e cause c’e’ anche un costo che paghiamo tutti (o quasi) con le tasse
    Al76:

    Anche se molti dicono che il discorso e' complesso, in realta' e' molto semplice. In Italia, se succede qualcosa (qualunque cosa) si cerca un responsabile che non sia la persona a cui e' successa la cosa (per motivi diversi, dal "far cassa per vie legali" allo scaricare ad alti i problemi). All'estero (e soprattutto al nord Europa, essendo una questione che ha radici nel protestantesimo) tu sei il primo responsabile di te stesso e di quello che ti capita. Se vai in bici e ti piglia un colpo, la colpa e' solo tua. Punto! E vale per tutto. Si chiama "responsabilizzazione".
    Verissimo, e si capisce anche leggendo molti interventi qui quanto sia radicata questa mentalita’, per cui lo stato debba sostituirsi ai cittadini dettando norme “per il loro bene”
    EMAC:

    Ci riprovo per l'ultima volta. In una manifestazione come quella di cui si sta discutendo dove partecipano migliaia di persone di tutte le età e con un impegno fisico elevato, TU medico, ritieni che facendo fare una visita medica sportiva obbligatoria il rischio di gravi problematiche diminuirebbe?
    oltre a non avere una risposta la domanda secondo me è malposta, perche se la persona che non partecipa alla gara perche’ non ha il certificato schiatta mentre taglia il prato o mentre sta sul divano non la hai salvata. Non devi contare solo gli eventi nella gara ma anche gli eventi in altri contesti dei partecipanti scartati, altrimenti hai un bias statistico. Ovviamente è impossibile fare questa statistica
    Fitzcarraldo:

    Meno di un mese fa si è corsa la maratona di Roma, ebbene:
    un italiano poteva iscriversi solo con idoneità agonistica e tesseramento, come alle altre maratone.
    uno straniero poteva iscriversi se regolarmente tesserato nella sua federazione, e va bene.

    ma i non tesserati?

    se italiani niente, a casa.
    se stranieri vengano pure, gli facciamo una categoria non competitiva solo per loro, e fanno la maratona insieme ai tesserati.

    ridicolo.
    E questa è la cosa che mostra in modo piu’ evidente di tutte come sia inutile per fini salutistici ma serva solo a fini burocratici la richiesta di certificato
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