L’UCI respinge il progetto One Cycling

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L’Unione Ciclistica Internazionale ha respinto il progetto One Cycling, la superlega di ciclismo a trazione (economica) araba, in quanto ‘incompatibile’ con il suo quadro normativo e privo di “coerenza sportiva”.


Nel suo comunicato, l’UCI precisa che: “Il progetto, sviluppato da alcune squadre e organizzatori in collaborazione con un fondo di investimento specializzato nello sport, è stato ritenuto incompatibile con la governance e il quadro normativo dell’UCI e mancava di coerenza sportiva”.

Il progetto One Cycling è promosso dal fondo sovrano Saudita, che era intenzionato a investire 260 milioni di euro in 3 anni a partire dal 2026 per riformare il modello economico del ciclismo riunendo diversi attori del mondo del ciclismo, tra cui organizzatori di gare e istituzioni, per revisionare il calendario gare ed eventualmente creare nuove competizioni. L’idea è che questo avrebbe generato nuove fonti di reddito, che gli attori (le squadre pro) di questo circuito chiuso avrebbero poi condiviso. Tra le squadre che hanno già degli accordi ci sono Visma-LAB, Ineos-Grenadiers e EF-EasyPost.

“È una buona cosa che la gente voglia investire nel ciclismo. Ma poi ci sono i principi. E per noi le condizioni non sono accettabili. C’erano troppe imprecisioni e cose non compatibili con le nostre regole. Come il fatto che alcune gare sarebbero state parzialmente di proprietà delle squadre, cosa vietata dai regolamenti dell’UCI”. Ha dichiarato il presidente dell’UCI David Lappartient.

In particolare Lappartient ha ravvisato “intenzioni bellicose” da parte di One Cycling nel fatto che alcune delle loro gare “private” si sarebbero svolte in contemporanea con altre già esistenti creando una concorrenza ed “sistema a due velocità”.

Nel suo comunicato stampa, l’UCI ha comunque sottolineato la volontà di “continuare a discutere con i rappresentanti del progetto per collaborare all’internazionalizzazione dei calendari World Tour e allo sviluppo economico dello sport”.

Commenti

  1. Zac36100:

    dici bene, è corretto che non sia nessuno ed è corretto che si scelga di farne parte e delegare a questo ente la regolamentazione.
    Però non mi piace molto l'atteggiamento legislativo ed impositivo dell' UCI rispetto ad una materia (lo sport) che dovrebbe avere altri valori.

    Preferisco un "perchè anzichè fare così, facciamo in un altro modo?" rispetto a dire "no. Punto e basta".
    Le strade non sono dell'UCI, le biciclette nemmeno e tantomeno le gambe che le muovono.
    sul "nessuno" hai frainteso ciò che ha detto @Ser pecora nella maniera diametralmente opposta.
    l'UCI è l'insieme di chi ne fa parte e tra questi ci sono pure i Plugge & Co. che spingono per One Cycling.
  2. Farisato:

    Sarebbe bene evitare che i nostri sport vengano snaturati da mentalita diverse da quelle dell europa latino occidentale.
    non credo si possa evitare. comandano i soldi. ci resta solo di spegnere la tv. ho fatto così con il calcio, e altri sport che per me sono diventati inguardabili a furia di stravolgere le competizioni per il dio denaro. se succederà smetterò di guardare anche il ciclismo e pace
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