Se ne parla ormai da tre anni, ma ormai sembra arrivato il momento della comparsa in scena di One Cycling, il progetto di una “super lega” del ciclismo promossa da un fondo dell’Arabia Saudita, previsto prima del Tour de France del prossimo anno.
Il progetto One Cycling nasce sotto l’impulso dell’Arabia Saudita appunto, per cui il paese del golfo garantirebbe alle squadre partecipanti un milione di euro all’anno (e 250.000 € per le squadre femminili) per partecipare al proprio calendario.
Infatti l’obiettivo del regno arabo è quello di istituire un calendario parallelo con quattro gare di alto livello a partire dal 2027, di cui una in Asia, una in America e una in Arabia Saudita, con il chiaro scopo di riunire tutti i migliori ciclisti senza che venga organizzata contemporaneamente un’altra gara di alto livello. In pratica obbligando i migliori corridori a scontrarsi varie volte a stagione invece di evitarsi per gran parte del calendario, come ora.
Il vero scopo di questa lega però non è quello di creare delle gare ex novo, sullo stile della fallita Hammer Series, ma assorbire nel suo circuito altre gare già esistenti, come qualche GT o delle classiche.
Ad esempio, secondo l’Het Nieuwsblad, Flanders Classics, l’organizzatore della maggior parte delle classiche fiamminghe, è tra i papabili ad entrare, così come RCS Sport, organizzatore del Giro, Milano-Sanremo, etc..
Al contrario, ASO, organizzatore del Tour de France (ma anche Vuelta, Paris-Nice, Liège-Bastogne-Liège, etc.) non ha ancora dato la sua approvazione, cosa che rappresenta un chiaro impedimento per One Cycling, in quanto le gare ASO sarebbero essenziali per il progetto, poiché l’obiettivo è che i diversi team partecipino solo alle gare presenti in questo calendario rimodellato.
Visma-Lease a Bike, EF-EasyPost, Ineos-Grenadiers, Soudal Quick-Step e Red Bull-BORA-hansgrohe secondo l’HN sarebbero le forze trainanti del progetto, a cui si dice abbiano aderito anche Lidl-Trek, Intermarché-Wanty, Bahrain-Victorious, Decathlon-AG2R, Picnic-PostNL e Movistar. Al contrario, per il momento, le squadre francesi si rifiuterebbero di entrare, in attesa del via libera di ASO.
Anche i team UAE e Alpecin-Deceuninck non hanno accettato di aderire al progetto, il che ovviamente non piace agli organizzatori arabi, che non possono prescindere dalla partecipazione proprio di Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel.
Il modo di One Cycling di attirare le squadre non è rappresentato solo dal gettone di presenza di 1 milione da dare alle squadre, ma anche di centralizzare e distribuire i ricavi delle trasmissioni televisive raggruppate in unico canale streaming gestito da One Cycling, che arriveranno a partire dal 2029.
Chiaramente la riuscita di questo progetto è ben vista da chi vorrebbe finalmente veder finire l’enorme influenza di ASO nel ciclismo e con lei la sudditanza economica delle squadre. Dall’altro lato rimangono molti punti interrogativi verso lo spostamento dell’influenza non alle squadre, ma verso il mondo arabo, molto impegnato nella pratica dello sportwashing in tempi recenti, senza contare della perdita di controllo sull’organizzazione delle gare da parte dei paesi della tradizione ciclistica (europei).




p.s. ok ok... so bene che non c'entra nulla, ma mi vien da dirlo... e poi ci sta qualcuno che per far sì che il movimento della mtb tenga, fa di tutto a mettere nel mercato bike tali che da quanto pesano, quando girano quasi quasi vanno ad influenzare la posizione dell'asse di rotazione terrestre
La strategia che ci sta dietro è quella di costringere le organizzazioni che governano gli sport a trattare con loro perchè diventino i padroni della giostra...