Giro d’Italia 2026: dalla Bulgaria a Roma, un percorso esigente con 50.000 metri di dislivello

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Il Giro d’Italia 2026 partirà per la sedicesima volta dall’estero – dalla Bulgaria dove si svolgeranno le prime tre tappe – e terminerà a Roma (che ospiterà per l’ottava volta il Grande Arrivo) dopo 3.459 km con 50.000 metri di dislivello. Il menu della 109^ edizione prevede 1 cronometro individuale di 40.2 km, 8 tappe di pianura, 7 di media montagna e 5 di alta montagna con 7 arrivi in salita. Queste le difficoltà che i corridori dovranno affrontare da venerdì 8 a domenica 31 maggio. La Cima Coppi del Giro sarà il Passo Giau con i suoi 2.233 metri. Sconfinamento in Svizzera con una tappa interamente in territorio elvetico da Bellinzona a Carì. Milano ospiterà per la 90^ volta l’arrivo di una tappa. Con la partenza da Gemona del Friuli (1976-2026) il Giro ricorderà il disastroso terremoto di 50 anni fa. La Montagna Pantani sarà Piani di Pezzè mentre la Tappa Bartali, interamente toscana, sarà la cronometro da Viareggio a Massa. L’omaggio del Giro d’Italia a Vegni per i suoi 30 anni sulle strade della Corsa Rosa.


GRANDE PARTENZA BULGARIA

Tre tappe con alcune insidie, soprattutto nella seconda, sono l’antipasto della Corsa Rosa in Bulgaria. Prima tappa con partenza e arrivo sul Mar Nero, da Nessebar a Burgas, che assegnerà la prima Maglia Rosa. Si riparte da Burgas per raggiungere Veliko Tarnovo dopo 220 chilometri impegnativi che prevedono, nel finale, uno strappo di 3.5 km al 7,5%. L’ultima tappa in Bulgaria si concluderà nella capitale Sofia, dove sono attesi ancora i velocisti, con partenza da Plovdiv.

PRIMA SETTIMANA

Dopo il primo giorno di riposo, lunedì 11 maggio, il rientro in Italia è seguito da tappe potenzialmente di volata, ma non necessariamente dell’intero gruppo compatto, alternate a tappe di montagna. Si risale la penisola con il primo arrivo in salita al Blockhaus dal suo versante più temuto (Roccamorice). La settimana si chiude con la tappa dei “Muri” a Fermo e l’arrivo in salita appenninico di Corno alle Scale dove si ritorna dopo 22 anni dalla vittoria di Gilberto Simoni nel 2004.

SECONDA SETTIMANA

Secondo giorno di riposo lunedì 18 maggio. Si riparte con una cronometro individuale di 40.2 km tutta toscana da Viareggio a Massa, Tappa Bartali di questa edizione. Seguono tre tappe che alternano finali impegnativi a volate di gruppo in preparazione al fine settimana dove, in Valle d’Aosta, si arriva a Pila (dopo oltre 30 anni dall’ultima volta) con una tappa durissima di 133 km con oltre 4.400 m di dislivello. Domenica probabile volata a Milano che ospiterà il 90esimo arrivo di tappa della sua storia.

TERZA SETTIMANA

La terza settimana inizia col botto con la brevissima ma intensissima tappa interamente svizzera da Bellinzona a Carì. Due tappe miste fanno da antipasto alle ultime due molto impegnative. Il tappone dolomitico collega Feltre con i Piani di Pezzè (ancora un ritorno storico dopo la vittoria di Marco Pantani al Giro d’Italia Dilettanti 1992). Si scalano i passi Duran, Staulanza (con la variante di Coi), Giau (Cima Coppi) e Falzarego ripercorrendo così strade storiche del Giro. Il giorno dopo la Corsa Rosa ricorda il disastroso Terremoto del Friuli (6 maggio 1976) ripercorrendone il cratere prima di scalare due volte Piancavallo che definirà la classifica finale.

Grande Arrivo a Roma con il circuito passerella nella Città Eterna.

NUMERI E STATISTICHE

  • 3.459 i km di questa edizione
  • 50.000 i metri di dislivello
  • 16 le partenze del Giro d’Italia dall’estero
  • 8 i Grandi Arrivi a Roma
  • 40.2 i km a cronometro che verranno affrontati
  • 90 gli arrivi di tappa del Giro a Milano
  • 4 Il passo Giau è Cima Coppi per la 4^ volta dopo il 1973 (Jose Manuel Fuente); 2011 (Stefano Garzelli); 2021 (Egan Bernal).

 

Commenti

  1. andry96:

    a dire il vero mi pare più tracciato per rendere un minimo competitivo anche quell'altro corridore antipatico, niente tappe monstre, varie in modello unipuerto o quasi e 40km piatti, potrebbe essere un giro combattuto tra i due e lasciamo la sonnolenza al tour
    Quella del Giau è bella ignorante però. Così come quella di Pila. E senza contare il Blockhaus. E 40 km piatti quanto possono fruttare? 90/120 secondi? Non bastano. Serviva almeno un'altra crono. L'antipatico deve migliorare in salita.
    Il tutto detto a dicembre per maggio e senza nemmeno sapere chi partecipa quindi quasi così per dire.
  2. Tracciato che non mi dispiace per niente. Ottimi i 40 km piatti a crono, avrei azzardato ancora un'altra tappa contro il tempo, magari non lunga e mossa o con strappi.
    Bonus per noi rivieraschi l'arrivo a Chiavari, con disegno molto divertente nel finale.
    Mi aspetto una partecipazione ricca, anche senza vingo o Remco. Ci sono tantissime seconde linee che poi tanto seconde linee non sono...
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