Il Team PicNic-PostNL utilizzerà gli airbag

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In questi giorni una novità interessante che scuote l’internet ciclistico sono gli airbag, in particolare gli Aerobag che utilizzerà in allenamento il Team PicNic-PostNL.


Come funzionano? L’azienda belga Aerobag per il suo sistema utilizza sensori elettronici per rilevare un possibile incidente prima di gonfiarsi, rilevando vari parametri come l’angolo della schiena o l’accelerazione rotazionale. “È tutto azionato da un algoritmo”, ha dichiarato il responsabile dello sviluppo Quinton Van Loggerenberg al sito Bikeradar.com. “Ci sono sensori XYZ, sensori di inerzia, sensori di impatto e campi magnetici che forniscono un punto di azzeramento fisso: il sistema è molto intelligente. Un ciclista che scivola semplicemente sull’asfalto non attiverà il sistema. Se poi vola oltre il guardrail, invece, sì”.

Secondo Aerobag, il sistema di sicurezza non richiede modifiche significative all’attrezzatura esistente. Il loro sistema airbag è composto da tubi in poliuretano termoplastico (TPU) che possono essere cuciti nei pantaloncini, oltre a una piccola custodia da portare sulla schiena del ciclista che contiene una cartuccia di CO₂ e i sensori. Nalini, sponsor tecnico, ha prodotto un kit appositamente modificato per il team Picnic-PostNL: “Nalini li ha realizzati per Picnic PostNL ed è stato il primo ad adottarli. Nalini si è impegnata a collaborare con noi per la prossima stagione per una maggiore disponibilità al pubblico“.

Van Loggerenberg ha aggiunto che un’altra squadra WorldTour, di cui non è stato rivelato il nome, si unirà presto alla Picnic-PostNL nell’utilizzo del sistema, mentre anche l’UCI è stata tenuto al corrente dello sviluppo:“Siamo già in trattativa con l’UCI per una serie di progetti e l’UCI ci ha dato ampio sostegno”, ha affermato Van Loggerenberg.

Aerobag è stato ideato all’indomani della tragica morte di Bjorg Lambrecht in un incidente al Tour de Pologne 2019, anche se Van Loggerenberg ha riconosciuto che il sistema rimane per il momento costoso: “Stiamo cercando di mantenerlo intorno ai 750-800 euro”, ha detto. “È piuttosto costoso. C’è molta tecnologia coinvolta”.

Sul sito di Aerobag si trovano delle FAQ dettagliate sul funzionamento: “si può lavare? Quanto pesa? etc..”

Cosa ne pensate? Li utilizzereste? Li trovate interessanti?

 

 

 

Commenti

  1. longjnes:

    sicuro?
    io è oltre 30 anni che vado in bici. prima 20 di mtb poi un mix, poi da 6-7 anni quasi esclusivamente strada,
    l'uso e adozioni delle protezioni va di pari passo col rischio che queste possano appunto servire. e cosa meglio della mtb con la quale spesso effettivamente si è in terra per cadute accidentali e non per incidenti con auto.
    quindi gravity ok, enduro pure, attività in ebike spinte pure ci puo stare.
    ma ad esempio già fare xcountry con protezioni è poco giustificato. tutto viene confinato a guanti più adatti, magari un casco piu avvolgente per i rami, al massimo leggere gomitiere.
    su strada il rischio è molto più basso. si cade molto meno.
    da quando faccio bdc in oltre 100milakm non sono mai caduto (mi tocco!). e anche molti amatori possono contare su una mano le cadute.
    non si può dire la stessa cosa di un prof che si trovano in terra molto più frequentemente di quanto non lo facciano amatori.
    la diffusione di massa di un dispositivo del genere per la strada la vedo quindi dura.
    per statistica su conoscenti l'evento catastrofico e con più postumi è l'incidente con auto e fratture tipo tibia, rotula, bacino, testa del femore, compressioni toraciche. questo dispositivo ripara solo parzialmente la parte superiore del corpo.
    Probabilmente avremmo avuto la stessa discussione 15 anni fa per il casco...gli amatori mica cadono come i pro e una macchina al massimo gli rompe una gambe...scelta individuiale, non dico che tutti lo dovreno comprare...io lo farei
  2. leandro_loi:

    non è che se gambe braccia e clavicola non sono protette, allora bisogna rinunciare a proteggere tutto il resto.
    Già, come quelli che dicono che il casco non serve perché tanto se ti schiaccia un tir, non ti protegge ;pirlùn^
  3. WNC2:

    Discuto l'algoritmo di apertura, per adesso è pensato dei professionisti che magari durante una gara possono cascare anche due volte per una semplice scivolata, cosa per noi gravissima, cosa invece che a loro comporta solo rialzarsi e ripartire tutti sgrabrellati, quindi in quel caso dubito che gli si apra l'airbag, che altrimenti sarebbe scomodissimo da levare e magari rimetterne uno nuovo.

    Potrà essere utile anche per un amatore, se cambiano completamente gli algoritmi di calcolo dell'urto che bisogna sostenere, anzi al momento dell'urto l'airbag deve essere già aperto, quindi boh, diciamo probabilmente l'angolo di inclinazione che devi superare perché si apra l'airbag, per un amatore mi sembra tutto molto complicato.
    i ciclocomputer riconoscono quando cadi, le tute da moto riconoscono quando si innesca una caduta, non vedo il problema.
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