Audience record per il Tour de France femminile

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Il Tour de France Femmes quest’anno ha riservato grande spettacolo e competizione serrata ed i risultati in termini di pubblico non sono mancati. L’edizione 2026 ha infatti registrato numeri record in termini di telespettatori.


La televisione francese France Tv, la quale ha fornito la copertura televisiva in Francia su due canali (France 2 e France 3) sia dell’evento femminile che maschile ha diffuso i dati di audience. Il Tour femminile ha fatto segnare il record di  23,2 milioni di spettatori che hanno seguito almeno 1 minuto di diretta in Francia durante le 9 tappe, con una media di 2,6 milioni a tappa ed uno share del 32,9% . La gara maschile ha registrato 45,6 milioni di spettatori francesi, 5,4 milioni quotidiani e con uno share del 31,7%. A questo si aggiungono 60 milioni di visualizzazioni su internet.

Il picco di pubblico, pari a 5,1 milioni di spettatori, è stato registrato durante la settima tappa, che ha visto Kasia Niewiadoma conquistare la sua prima vittoria di tappa sulla Grande Boucle in cima al mitico Mont Ventoux, Va notato che solo questa tappa è stata trasmessa in diretta integrale, le altre solo parzialmente. La tappa di apertura ha realizzato 2,17 milioni di spettatori e una quota di pubblico del 27,6%.

La tappa col maggior pubblico televisivo del Tour maschile è stata l’ultima, con la prodezza di Mathieu van der Poel, vista da 8,1 milioni di spettatori. La seconda tappa più vista del Tour maschile, la 20^, tappa dell’Alpe d’Huez, è stata vista da un numero di spettatori praticamente identico alla tappa del Ventoux femminile.

Numeri notevoli che rilanciano anche il tema della disparità di trattamento economico tra donne e uomini. Il montepremi totale per le donne è stato di 260.750 euro diviso tra le 21 squadre partecipanti alla corsa, contro i 2,3 milioni del montepremi maschile. Le squadre che si sono distinte nella classifica generale o che hanno vinto delle tappe occupano le prime posizioni, ma sei squadre hanno vinto meno di 1.000 euro, con la Mayenne Monbana My Pie in fondo alla classifica, senza alcun premio. In testa ovviamente la FDJ-Suez, i cui guadagni derivano dalla vittoria della maglia gialla da parte di Demi Vollering. La squadra francese ha guadagnato 50.000 euro; sommati ai premi vinti per le tre vittorie di tappa per un totale di 77.080eu. Per paragone, la UAE Team Emirates-XRG ha ricevuto il mese scorso 832.750 euro, di cui 500.000 euro solo per la vittoria finale di Tadej Pogačar. Una differenza netta di 10 a 1.

Chiaramente si può notare che il Tour femminile consta di 9 tappe invece delle 21 maschili, ma facendo due conti il montepremi ammonta a 28.972 euro a tappa per il Tour de France Femmes contro i 109.523 euro a tappa per il Tour de France maschile. Ovvero 708 euro per km nella corsa maschile contro i 222 euro per km nella corsa femminile.


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Il vincitore della classifica generale del Tour de France maschile riceve 500.000 euro, mentre la vincitrice della classifica generale del Tour de France femminile ne riceve 50.000.
Lo stesso schema si ripete (con rapporti leggermente diversi) per le altre principali classifiche:

Premi maschili

Classifica generale (maglia gialla): 500.000 euro
Classifica a punti (maglia verde): 25.000 euro
Classifica montagna (maglia a pois): 25.000 euro
Classifica giovani (maglia bianca): 20.000 euro
Classifica a squadre: 50.000 euro

Premi femminili

Classifica generale (maglia gialla): 50.000 euro
Classifica a punti (maglia verde): 3.000 euro
Classifica montagna (maglia a pois): 3.000 euro
Classifica giovani (maglia bianca) Maglia: €3.000
Classifica a squadre: €6.000

Tutto questo riflette evidentemente il valore commerciale dei due eventi, giustificato l’anno scorso anche dal direttore della corsa femminile, Marion Rousse: “La cosa più importante è poter vivere della propria passione piuttosto che concentrarsi solo sui premi in denaro che non garantiscono un reddito sostenibile. Se si confrontano i montepremi il Tour de France Femmes vanta un montepremi maggiore rispetto al Critérium du Dauphiné, a parità di numero di giornate di gara.” Quest’anno però i numeri record potrebbero averla convinta altrimenti.

Ad ogni modo il Tour femminile è una corsa decisamente in crescita e che attrae sempre più pubblico e guadagni, oltre ad offrire corse tirate ed eccitanti sino all’ultimo.

 

 

Commenti

  1. WattTheHell:

    ma infatti se in RCS fossero furbi, proporrebbero una sola corsa chiamata "Giro d'Italia" e farebbero correre le donne con partenza qualche ora prima degli uomini, come hanno fatto quest'anno per esempio al Giro di Svizzera (sole 5 tappe causa mancanza di soldi).

    A livello logistico lo ritengo gestibile perchè la "macchina" del Giro (maschile) non è grossa come quella del Tour. A livello mediatico porterebbe sicuramente risultati, inoltre si potrebbero far correre le donne dal lunedì della seconda settimana degli uomini. In sostanza il lunedì gli uomini fanno il primo giorno di riposo mentre, nella medesima città, le donne fanno la prima tappa. Dal martedì fanno esattamente lo stesso percorso per le successive 2 settimane, con un giorno di riposo il lunedì successivo.

    In questo modo le donne farebbero una corsa a tappe di 2 settimane con 13 tappe divise in modalità 7 - riposo - 6. Avrebbero il "lancio" mediatico con la prima settimana degli uomini, avrebbero una produzione TV di maggior qualità e avrebbero anche più pubblico....oltre ad avere l'arrivo in grande stile (certo l'arrivo del Giro non è quello del Tour a Parigi).

    In sostanza con 13 tappe così strutturate ci sarebbe spazio per:
    [LIST]
    [*]2 tappe veramente piatte da velociste pure (+ la tappa conclusiva eventualmente)
    [*]2 tapponi di alta montagna, uno per settimana
    [*]2 tappe mosse per le fughe
    [*]1 crono
    [*]6 tappe miste a scelta (tipo 1 per volata ma non scontata, 1 arrivo in salita di tipo "unipuerto", un paio di tappe stile "classiche", ecc)
    [/LIST]
    Inoltre devono aumentare il tempo massimo considerando che le squadre minori invitate non hanno assolutamente la forza di quelle principali, anche le ragazze non hanno mezzi paragonabili alle squadre top per quanto riguarda nutrizione, allenamenti, training camp, altura, ecc.
    Non credo sia gestibile per via del numero di persone alle quali devi trovare da dormire, spostamenti da fare, macchine e mezzi al seguito, le scorte ecc
  2. bianco222:

    Beh. Un businessman ti direbbe che se non investi non hai ritorno.
    Un businessman bravo ti direbbe che l'investimento deve essere proporzionale al ritorno. Anche se in effetti di questi tempi è un po' demodé :-)xxxx

    bianco222:

    Che spesso la questione è più di mentalità che non "numeri alla mano".
    Dipende a che numeri si guardano. E bisogna valutarli bene, magari senza la spada di Damocle della "misoginia" sempre pendente sopra la testa come in questo caso.

    Un numero alla mano: la klasika di S. Sebastian ha fatto almeno il doppio di views di qualunque tappa del TdF Femmes su Procyclingstats.

    Quindi chiaro che senza investimenti il prodotto non cresce, ma, parere personale, deve crescere organicamente. E' andata cosi anche per gli eventi maschili...
  3. Le ragazze hanno dato spettacolo, le riprese e il cronometraggio molto meno. Ho visto gare giovanili che hanno avuto riprese migliori. Almeno una moto in più ci voleva.
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