Doping: E gli asini volarono

Doping: E gli asini volarono

04/05/2015
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04/05/2015

“Un asino non diventa purosangue”, “Gli asini non volano”, etc… sono tra le frasi che più comunemente si sentono quando le discussioni sul doping infiammano. Non si sa se in buonafede o meno, ma, finalmente, questo modo di giustificare il doping è abbastanza radicato: “Il migliore alla fine vince”.

La forza non può non essere riconosciuta come tale, e mal che vada, siccome tutti si dopano chi vince è comunque più forte degli altri.

Sulla tv francese FranceTv Info, nella trasmissione Stade2, si è mostrato un documentario riguardante un esperimento condotto da Pierre Sallet, fisiologo e direttore del programma di ricerca AFT / Athletes For Transparency, con l’accordo della WADA, agenzia mondiale antidoping. Un sunto del programma può essere visionato qui:

Il protocollo ha previsto l’iniezione di microdosi di EPO (eritropietina) e GH (ormone della crescita) sotto stretto controllo medico di 8 atleti per un mese, e di vederne gli effetti sulle prestazioni, oltre a verificare la tenuta del protocollo ai controlli antidoping, eseguiti regolarmente.

Dopo 18 mesi per poter ottenere tutti i permessi dalla WADA, l’esperimento è iniziato con una ecocardiografia e ECG sotto sforzo per tutti gli atleti, in modo da valutarne le capacità iniziali. Tutti gli 8 atleti, seppur di livello diverso, dall’amatore ad un vicecampione del mondo di triathlon, erano in ogni caso atleti allenati e assidui. A seguire test di potenza su cicloergometro ed una cronometro su rulli di 14km tutti assieme. Infine test in pista coperta di corsa sui 3000mt.

Schermata 2015-05-04 alle 13.29.13

Primo step dopante: Autoemotrasfusione. 250ml di sangue viene prelevato ad inizio test per essere transfuso di nuovo un mese più tardi.

Schermata 2015-05-04 alle 13.29.27

Secondo step dopante: Iniezioni di EPO e GH in microdosi. Le dosi sono iniettate nella quantità minima per avere aumento delle prestazioni cercando di superare i test antidoping.

Terzo step dopante: Iniezioni di corticoidi, vitamina B12 e ferro per favorire l’assimilazione dei prodotti dopanti (Epo e Gh) e dare un boost ulteriore alla prestazioni grazie al cortisone.

Gli atleti hanno continuato ad allenarsi come d’abitudine, impegnandosi pero’ a non partecipare a competizioni per 2 mesi dall’inizio del test, fino allo “smaltimento” dei prodotti dopanti.

Dopo 10 giorni i primi feedback: Le sensazioni non sono state le stesse per tutti. Qualcuno ha avvertito dei miglioramenti, altri no.

Un atleta di alto livello di trailrunning ad es. non ha avvertito miglioramenti, mentre un altro ha affermato di aver guadagnato 10′ sul suo percorso abituale di 24km di corsa (in 10gg!). In particolare grazie alla sensazione di poter andare avanti ad oltranza, più’ che non andare semplicemente più’ veloce.

Ogni 3 giorni agli atleti sono state iniettate microdosi di EPO e GH. Dosaggio che il direttore della ricerca spiega essere veramente minimo, visto che un’ottimizzazione totale delle prestazioni necessiterebbe di 4 iniezioni al giorno oltre a 20 integrazioni di vitamine, cortisone, etc…

Schermata 2015-05-04 alle 13.29.41

Uno degli atleti, marketing manager in un’azienda, descrive come anche nel quotidiano abbia riscontrato dei grossi cambiamenti, avendo molta più’ energia sin dall’alba ed un comportamento più’ aggressivo.

Al 22° giorno il 4° step dopante: con l’autoemotrasfusione per aumentare il volume plasmatico ed il numero di globuli rossi.

Nel video si mostra chiaramente il rischio dell’operazione, che non ha gli stessi effetti su tutti: Uno degli atleti si sente male, avendo vertigini, senso di calore, palpitazioni.

Al 23° giorno di ripetono i test fisici iniziali. Seppure in microdosaggi e non su atleti in picco di forma il miglioramento medio nel test sotto sforzo è stato del 6,1%. Ovviamente i miglioramenti non sono stati uguali per tutti. Un atleta è passato da una soglia di potenza aerobica di 420W a 445W.

Schermata 2015-05-04 alle 13.29.57

Nella cronometro su rulli di 14km il miglioramento medio è stato del 2,3%, ma quello massimo del 5%.

Nella prova dei 3000mt indoor il miglioramento medio è stato del 2,8%, ma quello massimo del 3,9%, guadagnando 31″ sui 3000mt.

Ricordiamo che questi miglioramenti sono stati ottenuti con sole 12 dosi di prodotti dopanti ed in 3 settimane, e che non tutti hanno avuto gli stessi miglioramenti.

Miglioramenti tangibili per tutti gli atleti. Chi ha guadagnato 10″ sui 3000mt , chi 25″, che quest’ultimo definisce “miglioramento non umano”.

Lo stesso direttore della ricerca ha seguito il protocollo dopante, ma sin dal 2012, sottoponendo il proprio profilo ematico al protocollo di controllo del passaporto biologico e risultando sempre negativo.

Questa ricerca servirà quindi da base per migliorare il protocollo del passaporto biologico, visto che è provato che atleti che risultato negativi non sono per forza “puliti”.

Le altre conclusioni che si possono trarre sono che: Gli effetti del doping non sono uguali per tutti, e quindi “il campo di gioco livellato per tutti” non esiste; sotto controllo medico i rischi per la salute non sono alti.

E che si, gli asini possono volare.

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S
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Andrea Sicilia

Io spero e immagino che il test gli abbia dato sul serio degli utili elementi per scoprire il doping, sebbene questo è, e sarà sempre un passo avanti. Ma almeno gli si rende dura la vita. Sulle conclusioni, così come esposte nell’articolo, sono tutte cose che ho sempre pensato, nessuna esclusa. Il doping stravolge tutto e fa diventare un brocco, un cavallo da corsa, se unisce anche l’allenamento….e comunque incrementa e di molto le prestazioni. Mi sorprende, o almeno non capisco, che che l’incremento prestazionale non sia stato tutto uguale come a voler dire che gli effetti non sono gli… Read more »

Piergiorgio Sbrissa
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Piergiorgio Sbrissa

Non c’entra quanto Contador puo’ guadagnare rispetto l’amatore, ma quanto % rispetto un suo avversario. Ed il punto è che non si sa, perché lo stesso doping a lui puo’ dare l’1% all’altro il 2%, etc.., quindi l’incognita che il doping inserisce nel contesto agonistico vanifica ogni discorso su chi sia “meglio”. Pro o amatore che sia.

S
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Andrea Sicilia

Ok. Ma nel test di cui riferisci, scrivono che hanno testato un Contador e un samuelgol, dicendo che in percentuale non hanno migliorato uguale (non specificando chi ha migliorato quanto). E questo è ovvio. Contador e al 99% del suo potenziale, samuelgol non lo è. Migliorerebbe più di Contador anche solo magnando meno e meglio ( e non prima della gara). Secondo me, per dire che il doping non ha gli stessi effetti su tutti, cosa che non escludo, sia chiaro, dovevano usarlo su atleti di pari livello esattamente come stai dicendo tu. Quindi sottoporre un Contador e un Froome… Read more »

Piergiorgio Sbrissa
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Piergiorgio Sbrissa

Il testo è integrativo al video. Tra gli 8 atleti, oltre al vicecampione di triathlon ce n’è pure uno di trailrunning. E cmq non cogli il punto: Non cambia niente il livello da cui parti. Uno puo’ aumentare del 2% che sia Contador o meno. Che il broccolone abbia piu’ margine è un’ipotesi, e non si sa nemmeno di quanto. In epoca pre-test epo, in teoria (ma a guardare gli annali anche in pratica) potevi fare arrivare a vincere il tour anche gente improbabile. Magari perchè avevano un ematocrito naturale di 39 contro i 49 di un altro, con un… Read more »

S
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Andrea Sicilia

Ok, non no escluso che lo stesso doping possa dare risultati diversi su atleti di pari livello. Che il partire da livelli molto diversi, falsi grandemente una tale affermazione, però, lasciamelo affermare. Un broccolone che si è sempre allenato poco e male, facendo vita tutto tranne che da atleta, sarà sempre e comunque più migliorabile di Contador. Ovvio in primis da migliore allenamento, alimentazione ecc. ma anche da doping. Qualsiasi stimolo tu dia al corpo umano, lecito o illecito che sia, tanto più sali di livello, meno dà in suoi frutti in termini percentuali. Questo mi sembra abbastanza acclarato. Quando… Read more »

D
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dinute

Donati nei suoi libri lo ha sempre scritto nei suoi linri. Il doping non ha lo stesso effetto per tutti. Senza doping non è detto che armstrong o pantani fossero in grado di primeggiare come riuscivano grazie all’epo

S
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Andrea Sicilia

quel che dico, in sostanza, è che certi paragoni, vanno fatti su campioni test omogenei fra loro, non passando dal prò all’amatore.
Avrebbero maggior valenza dimostrativa secondo me.

P
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peggio

Il test stabilisce l’esatto contrario, il miglioramento è in percentuale ed è dato solo dall’introduzione delle pratiche dopanti, il resto non è mutato. Il tuo discorso poteva avere peso se avessero preso non atleti e li avessero fatti allenare, questi sono atleti allenati, pertanto la % va solo in base alla reazione fisiologica alle pratiche dopanti, non hanno riportato l’incremento di watt, ma la %. Pertanto dallo studio emerge che il doping è efficace, non migliora in modo uniforme le prestazioni ed i protocolli anti doping attuali non sono attendibili al 100% e devono essere migliorati. Pertanto un luogo comune… Read more »

D
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dinute

Da quello che leggo non si capisce se ci sia stato un test “in bianco” ovvero uno dei tester trattato con farmaci placebo. Anche perchè se questi 8 volontari nel periodo di trattamento si sono allenati di più o solamente meglio la validitá del test è nulla.

S
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Andrea Sicilia

Che l’asino rimanesse asino e l cavallo rimanesse cavallo, ho sempre pensato che non fosse. Così come ho detto di condividere di fatto tutto quel che è sinteticamente espresso nell’articolo. Avrei solo testato soggetti di pari ivello per stabilire su d loro la diversa efficacia del doping. Tutto qui. Probabilmente è diversamente efficacie anche per fattori fisici e fisiologici…ma avrei voluto vederlo verificato su soggetti omogenei e non su amatori ben allenati vs novelli Contador.
Prendiamolo più come legittima curiosità, piuttosto che come dubbio che il doping abbia incidenza diversa.

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123lorka

Riis che vince…anzi strastra domina il Tour e l’esempio piu lampante che l’EPO fa volare gli asini

C
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cesarotto

Sono in accordo con Andrea quando sostiene che la ricerca aumenterebbe di valore se i campioni testati siano omogenei e in questa ricerca non lo sono. Partendo dal presupposto che il doping altera i valori degli atleti in modo eterogeneo, non posso sapere quanto sia eterogeneo nel campione dei professionisti. Magari prendendo un amatore, un ultratrailer e un campione di triathlon ottengo determinate differenze e tra i soli professionisti altre differenze. Le differenze possono essere in difetto, in eccesso o essere inesistenti rispetto alla ricerca presentata, ma finchè non testo un campione omogeneo di professionisti i dati ottenuti sono solo… Read more »

G
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Gianan14

Quello che mi sembra metta in evidenza l’esperienza, che pur non potendo definirsi di referenza scientifica, per via del numero ristretto degli atleti è che, grazie alle microdosi di prodotti illeciti si possono aumentare le prestazioni senza che il passaporto genetico ne sia coinvolto. In pratica dimostra che con prodotti in commercio e un inquadramento medico gli atleti possono aumentare in modo significativo e rapidamente le loro prestazioni. Il tutto senza il pericolo di incappare in qualsiasi tipo di sanzioni. Per quanto riguarda l’impatto del trattamento sulle relative prestazioni del singolo atleta non mi sembra che fosse il cuore dell’esperienza.… Read more »

Roberto Massa
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esatto questo era il punto focale della “ricerca”. Il che apre notevoli dubbi non sul fatto che i microdosaggi siano probabilmente una pratica diffusa (“meno doping non significa zero doping”) ma soprattutto sul fatto che anche il passaporto biologico, arma deterrente perché elemento di tracciabilità a lungo termine (a differenza di una positività immediata, fatto assai raro), può essere raggirato. A ben vedere può essere un aspetto che ha trovato una pratica concreta: sbagliando (ed eventualmente pagando una squalifica) sul dosaggio molti si sono poi “corretti” e/o hanno trovato modalità di gestione e correzione dei dosaggi paradossalmente usando il passaporto… Read more »

N
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N1k86

Come sottolineato da Gianan14 credo che l’aspetto più interessante sia la possibilità di risultare puliti nonostante l’assunzione delle sostanze dopanti. Il resto, in termini di comparazione, è piuttosto relativo e si presta a speculazioni di ogni tipo…come detto da Andrea Sicilia “Probabilmente è diversamente efficace anche per fattori fisici e fisiologici”…del resto è un ragionamento che vale per la risposta soggettiva a qualsiasi tipo di trattamento terapeutico…anche non dopante. Mi preme sottolineare come lo studio sia stato condotto con l’utilizzo di sostante dopanti note al grande pubblico e soprattutto all’antidoping (non a caso la collaborazione con la WADA). Quindi mi… Read more »

D
Guest
doraemon72

Ciao,
da ignorante vi chiedo…non e’ che il passaporto biologico e’ stato adottato proprio perche’ non infallibile e che quindi rappresenti proprio una legittimazione di pratiche dopanti di questo tipo, o piu’ sofisticate, consentendo agli atleti di risultare puliti?

U
Guest
utah

Pierre Sallet, fisiologo e direttore del programma di ricerca AFT / Athletes For Transparency, con l’accordo della WADA, agenzia mondiale antidoping.

Chi controlla i controllori?

P
Guest
pushloop

Premesso che scegliendo ad hoc i dati e che con l’ausilio di un buon programma di statistica si può fare dire praticamente ciò che si vuole ad un “test” e che dunque un incremento così basso non è poi così eclatante, premesso che poco si sa se altre variabili che hanno effetti noti e ignoti sulla prestazione sono cambiate nell’arco di tempo considerato.. piuttosto il fatto interessante del caso di studio è che il livello di agenti dopanti è rimasto sempre al di sotto del limite consentito e che l’assunzione è stata effettuata non in maniera “professionale”, nè assidua: ciò… Read more »

G
Guest
Gianan14

Il fatto che attraverso l’utilizzo di mocrodosi di prodotti dopanti si possa arrivare ad innalzare le proprie prestazioni era da tempo conosciuto. Il professor Donati ne ha parlato e scritto tanto. Questa esperienza porta un valore nuovo. Il fatto che, alla luce del sole, diversi atleti, utilizzando protocolli precisi che prevedevano l’utilizzo di prodotti illeciti, sono pervenuti a risultati superiori a quelli registrati prima dell’inizio del protocollo. Il tutto senza che i controlli ad oggi in atto siano in grado di evidenziare anomalie. Non sono più dei sentito dire, sembra, testimonianze. Sono degli atleti monitorati scientificamente che dimostrano come si… Read more »

I
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Ilvassa

RImango sempre perplesso da questi report sensazionalistici.
Si parla di un miglioramento medio del 6 percento tra i vari dati che vengono dati in pasto ai fanatici.
Il sei percento in più non fa volare un asino, ma nella maniera più assoluta!
Tantovale mettersi d’impegno e dimagrire qualche kg!

P
Guest
posse

il 6% tra atleti di livello fa una differenza notevole, altro che

e visto che si parla di atleti di livello con % di grasso vicine al limite è difficile dimagrire (senza doping) QUALCHE CHILO..

P
Guest
posse

finalmente un articolo interessante, che conferma quanto alcuni hanno detto da 20 anni a questa parte

P
Guest
Perseo_navy

Salve a tutti, veramente interessante da tutti i punti di vista, e una ricerca fatta usando sostanze dopanti non fa altro che aumentare l’efficacia dei test oggi a disposizione. Che un asino non può diventare un cavallo, per me questo test ha evidenziato il contrario, tutti nella nostra vita ci siamo sottoposti ad un trattamento medico purtroppo per problemi di salute, ma siamo diversi e si reagisce in maniera diversa all’uso dei medicinali le metaboliziamo in maniera diversa, un esempio mi era stato prescritto un medicinale che aveva usato anche una amica di mia moglia a cui dava stanchezza e… Read more »

A
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alcos

abbastanza interessante ma miglioramenti di 2-3% potrebbero anche essere legati ad uno stare “meglio” o più in forma del tutto naturale.
mi sarebbe piaciuto che avessero allargato la base degli atleti sottoposti al test e con una metà con prodotti placebo…avrei scommesso in miglioramenti simili anche senza alcun prodotto dopante…
il cervello è il booster migliore!

S
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simonexc

sarà ma quando stai facendo un tour de france il cervello può quello che vuole ma se dopo due settimane i tuoi globuli rossi sono la metà di quando sei partito, cervello si o cervello no se non re integri quella scorta nella terza settimana di montagne prendi di quelle mazzate…..

trackback

[…] ben presente il discorso “lordo”, “netto” e soprattutto “tara” (qui un articolo esplicativo, ultimamente sono stati fatti tanti esperimenti simili, tutti con il […]

S
Guest
simonexc

a cosa di cui sono sicuro, è che le trasfusioni l’antidoping ad oggi continua ad avere seri problemi a riconoscerle… soprattutto se il sangue non è “dopato” ovvero trattato con farmaci… se è il tuo stesso sangue,e te lo ri innietti durante un tour o un giro, sarà difficile che qualcuno si accorga di qualcosa… ed è per questo che penso che la trasfusione sia ancora il metodo dopante più diffuso. lo stesso armstrong (leggete i vari libri “the fall”, o il texano dagli occhi di ghiaccio) dopo il cancro ridusse notevolmente ormone della crescita e testosterone (continuando con epo… Read more »