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Fate ripartire le biciclette (e i relativi negozi)!

Fate ripartire le biciclette (e i relativi negozi)!

Staff, 12/04/2020

Non è un urlo di BDC-Mag nel silenzio della quarantena da Coronavirus, ma la specifica richiesta del presidente di Confindustria ANCMA al presidente del Consiglio Conte, che noi appoggiamo in pieno.

Eccola nella sua versione integrale:

 

Commenti

  1. VECCHIA:

    Io continuo a dire che un ciclista che si allena da solo non crea problemi a nessuno . Non venitemi a dire che se cado blocco la macchina messa in piedi per il virus perché è una cosa che non sta in piedi visto il numero di ciclisti che in un anno possono entrare nelle sale rianimazione . Allora per lo stesso motivo qualcuno potrebbe fare un infarto sui rulli . Ormai è un mese che siamo fermi e penso che almeno da soli ci dovrebbero lasciare pedalare .
    Il tuo pensiero potrebbe essere condivisibile, ma purtroppo siamo in Italia, se ci dicono che da domani si può fare attività sportiva all'aria aperta, quindi anche ciclismo, ma soltanto in solitaria, il 70% dei ciclisti che prima della quarantena era solito uscire in gruppo tornerebbe a farlo sbattendosene, PUNTO, è così ahimè, per questo si ergono divieti rigidi secondo me. Perchè l'italiano "medio" non ha buon senso. Di conseguenza ci rimettiamo tutti ma tant'è...
    Almeno secondo me. ;-)
  2. Per i negozi di bici la vedo grigissima anche a causa del rinvio/annullamento di tutte le granfondo del 2020 (forse qualcosa verrà recuperato a settembre/ottobre?speriamo...) senza quel grande canalizzatore di spese che sono le gare gran parte del mondo agonista ferma/riduce le spese (bici nuove, manutenzione, abbigliamento, integrazione...) e questo importante calo di fatturato sarà "sopportabile" (economicamente intendo) per i negozianti? per molti ho paura di no, io la vedo durissima per loro... a meno che la bici non venga davvero incentivata come mezzo di trasporto alternativo e "preferito" rispetto ad auto/BUS/METROPOLITANA... (cosa che spero, per me la bici è ancor prima che sport, mezzo di trasporto, libero, leggero e veloce).

    ps: stamattina sono venuto al lavoro in bici (pedalato di nuovo all'aperto dopo un mese): 24 km di goduria, 50' di viaggio... ho incontrato i vigili a 500 mt dal lavoro, mi hanno giustamente fermato per i controlli, io ho gli ho dato l'autocertificazione (scaricata ieri dal sito del governo, quindi l'ultima versione), abbiamo scambiato due parole (visto che sono sì "controllori" ma esseri umani...) e ripartito con reciproco scambio di auguri di buon lavoro e buona giornata, ah nessuno sceriffo solitario, nessun clacson assassino, nessuna macchina/pulman/camion ecc che mi abbia "stretto" o fatto/detto qualcosa (e si che di traffico, seppur limitato, ne ho incontrato, ho scelto la via più breve seppur la più trafficata per arrivare in ufficio). Il mio consiglio quindi è, se potete, andate a lavorare in bici, munitevi della documentazione e, se vi fermano, dimostratevi collaborativi ed empatici.
  3. Shinkansen:

    Sarebbe opportuno inoltre concentrarsi sul dopo.
    Per esempio: visto che la bici è un mezzo ecologico e dovremo continuare a convivere con le restrizioni e a mantenere per un certo periodo di tempo con il mantenimento della distanza di sicurezza la bici può essere un mezzo di trasporto alternativo ai mezzi pubblici?
    Oppure: i monopattini, quelli elettrici garantiranno la stessa mobilità?

    Buon divertimento.
    Utopico.
    Non mi aspetto dall' oggi al domani un cambiamento radicale da una Nazione che non è stata mai in grado di iniziare, portare avanti, e concludere, un opera di sensibilazione ne verso ciclisti, ne tantomeno verso l'utilizzo della bicicletta a più ampio raggio, intesa come Quotidianità di vita.
    Non lo hanno Fatto prima, e non cominceranno adesso a seguito di sto marasma.
    Eppure basterebbe guardare nemmeno tanto distanti da Casa Nostra.
    La amara verità e che la gente non ha voglia di "Faticare" sui pedali, ne per stare in forma, ne rantomeno per andare a prendere il latte.
    E quelli che ancora magari lo fanno, fateci caso... sono persone figlie di un altra generazione.
    Spessissimo passo molto tempo in bottega con il ciclista che mi ha un po avviato ed indirizzato nella mia avventura con la bici da corsa.
    L utenza media del negozio per interventi di quotidianità... ha una fascia di età superiore ai 50 anni.
    Ai Giovani, quelli che dovrebbero crescere su una bici, per far si che in futuro possa essere un punto fermo della mobilità.. la bici non interessa minimamente.
    E sono sempre di più quelli che si vendono in giro su quelle obrobriose bici elettriche.
 

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