Fate ripartire le biciclette (e i relativi negozi)!

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Non è un urlo di BDC-Mag nel silenzio della quarantena da Coronavirus, ma la specifica richiesta del presidente di Confindustria ANCMA al presidente del Consiglio Conte, che noi appoggiamo in pieno.

Eccola nella sua versione integrale:

 

Commenti

  1. Mauro1988:

    Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato.....che sono morte una marea di persone, e sono morte da sole senza nessuno vicino e i loro cari nemmeno li hanno potuti rivedere un ultima volta o piangerli al funerale.

    Ma noi siamo ancora qui a discutere, perchè c'è la gente che deve fare l'allenamento in bici e non ce la fa più a resistere a questo complotto contro il mondo dei ciclisti amatoriali, gente che se ne vanta anche di non rispettare le regole....fate un video messaggio in cui dite le stesse cose scritte qui nel forum e mandatelo al TG, scrivete una lettera di protesta con le stesse sfuriate scritte qui...siete dei grandi, senza paura, allora fate arriva il vostro messaggio a chi sta vivendo sulla propria pelle questa emergenza

    Robe da matti....se ero moderatore avevo già chiuso tutto per le stupidate lette.
    un pò di sano benaltrismo ci voleva.
    penso che nessuno stia sminuendo i morti che ci sono stati e ancora ci sono, ci si lamenta perchè non si trova un nesso con parte dei divieti imposti. in questo mese ho fatto giri col cane in solitaria di un'ora invece che il classico 15 minuti, perchè non ce la facevo più e ogni tanto necessito d'aria, ne va della mia salute mentale oltre che fisica. se fossi stato in giro 10 minuti sarebbe cambiato qualcosa? in termini di contagio no di sicuro. e così via una sfilza di altri esempi.
  2. Mauro1988:

    infatti hanno dovuto mettere il divieto anche per quello, perchè improvvisamente c'erano le strade piene di gente a spasso con il cane anche se hanno il giardino e non lo avevano mai fatto prima...cosi almeno si capisce perchè non si può dare via libera alle attività alla 'aria aperta, perchè se no siamo punto e a capo.

    Si sminuisce eccome, perchè nessuno ha ancora avuto il coraggio di andare a lamentarsi da chi questa emergenza l'ha vissuta o la sta vivendo....ohhh sono appassionato di bici anche io, mi pesa anche a me, ma vivo a 200mt. dall'ospedale in emergenza, se incrocio un medico, l'ambulanza impegnati a risolvere l'emergenza come gli spiego che per me i divieti sono assurdi?
    ecco alura sei praticamente mio vicino di casa, o giù di li. il punto è che non devi proprio spiegare niente. oggi l'emergenza è medica domani potrebbe essere di altro tipo. il medico continua a svolgere il suo lavoro(non un'opera di carità), se il tuo comportamento non va a inficiare il suo operato non vedo per quale motivo dovresti rendergli conto, per solidarietà?
  3. faberfortunae:

    in realtà è proprio in questo momento storico in cui bisognerebbe che passasse l'idea che anche l'attività motoria, fisica, il fare sport contribuisce al mantenimento dell'equilibrio psicofisico dell'individuo.
    anziché criminalizzare chi vuole fare sport (in solitaria, ovviamente) bisognerebbe criminalizzare chi vorrebbe negare o peggio proibire l'attività fisica.
    siamo alla follia per cui il ministro della sanità, per contenere la diffusione del coronavirus, obbliga alla permanenza domiciliare dove le persone inevitabilmente finiscono per ingozzarsi e caricarsi di negatività dovendo rinunciare coattivamente ai benefici derivanti dal contatto con l'aria aperta (e smettiamola con la bufala che il virus è nell'aria, non è una radiazione nucleare...) per poi trovarsi la proliferazione di patologie ben più gravi come ipertensione e diabete (guardatevi una qualche statistica al riguardo)

    invece la nostra ignoranza ci porta a ritenere l'attività sportiva come attività ludica, di divertimento e quindi impossibile da praticare in un momento di lutto nazionale dove tutti gli sforzi debbono essere diretti a fondersi in una battaglia tanto ideale quanto retorica di sacrifici e rinunce personali anche se del tutto inutili o peggio addirittura dannose.


    Aggiungo per chi non ne fosse al corrente di già (e mi pare strano) alcune considerazioni di chi studia il settore:


    lo strumento più idoneo per migliorare la situazione sanitaria nazionale.. la bici !!

    Perché?

    1) Nessun farmaco è in grado di produrre benefici trasversali. I principi attivi del farmaco lavorano in modo specifico, non è possibile ottenere miglioramenti a livello di cuore, polmoni, muscoli, sistema nervoso e ossa con un unico farmaco (ci hanno provato con i farmaci "exercise-mimic" e li hanno ritirati)

    2) Una volta metabolizzato dal fegato, il principio attivo di un farmaco entra nel torrente ematico e ha un'emivita breve e apporta modifiche funzionali. Non è possibile ottenere modifiche strutturali a lungo termine, dette adattamenti cronici, con una pillola.
    3) Il corpo può attivarsi per inibire il principio attivo del farmaco e renderlo inefficiente. Inoltre alcuni farmaci possono causare reazioni avverse. Opportunamente modulata, l'attività fisica in bici non ha controindicazioni.
    4) Si tratta di un gesto che chiunque ha imparato, è semplice e immediato e non necessita di fasi di apprendimento della tecnica
    5) Può essere eseguito in autonomia e all'orario preferito, non richiede assembramento di persone a orari stabiliti, permettendo massima flessibilità di applicazione
    6) Essendo modulabile in intensità e frequenza, l'attività può essere adattata a casi particolari quali ipertensione, diabete, osteoporosi, sarcorpenia, dislipidemia. Essendo un'attività in scarico delle articolazioni, è adatta anche agli obesi e ai sovrappeso
    7) Grazie ai cardiofrequenzimetri, ai ciclocomputer e alle app digitali è possibile seguire da remoto un "paziente". Un solo laureato in scienze motorie preventive e adattate, opportunamente formato, può seguire 30-40 pazienti
    8) L'implementazione da parte del SSN di un nuovo farmaco in grado di offrire questi benefici avrebbe costi esorbitanti per le casse dello Stato. Questa no.
    Immaginate un futuro dove un cittadino italiano si reca dal medico di base con le analisi e quest'ultimo conferma la diagnosi di ipertensione, diabete o dislipidemia (le più "mortali" in caso di infezione da COVID) e prescriva attività fisica in bici. Il cittadino può recarsi in un negozio e comprare una bici, scaricandola dalle tasse come presidio medico. Collegarsi poi a un sito internet del SSN, dove con il numero di ricetta può attivare un account e seguire le istruzioni per l'attività in bici, seguito da personale laureato in sm preventive e adattate e caricare le proprie "terapie" sul sito, usando Strava come ponte.
    E' talmente utopico che potrebbe persino funzionare.


    Ma qui c'è ancora qualcuno che insiste con STATE TUTTI A CASA !!
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