Tutti si sono stupiti ieri che Tadej Pogačar ieri non abbia voluto prendersi la rivincita immediata su Jonas Vingegaard prendendosi tappa e maglia gialla. Oggi nesuno è stupito che Pogačar si sia preso tappa e maglia. Sepp Kuss ha riassunto: “Su un arrivo cosi battere Pogačar è pressoché impossibile“.
Il quattro volte vincitore del Tour ha fatto lavorare tutta la sua squadra deludendo le speranze dei fuggitivi di giornata (Alex Baudin, EF), Nicolas Prodhomme (Decathlon), Vlad Van Mechelen (Bahrain), George Bennett (NSN), Raul Garcia Pierna (Movistar) e Mattéo Vercher, TotalEnergies), per poi utilizzare la sua volata fulminea sull’ultima salita su cui lasciato indietro tutti i suoi rivali. Superiorità fisica e strategica hanno permesso allo sloveno di riconquistare la maglia gialla dal danese della Visma-LAB, che pure durante la giornata non sembrava troppo intenzionata a tenerla, anche se forse avrebbe preferito lasciarla ad un fuggitivo di giornata.
Ai -10km l’ultimo fuggitivo, Baudin, è stato ripreso e poi la UAE ha forzato il ritmo con Del Toro fino gli ultimi 200 metri per poi far scatenare Pogačar, il quale in piedi sui pedali non ha incontrato resistenze. I dieci secondi di abbuono conquistati sul traguardo davanti a Jonas Vingegaard (2°) e Richard Carapaz (3°), gli hanno permesso di portarsi in testa alla classifica generale. Il danese è subito dietro, a meno di un secondo di distacco, mentre Remco Evenepoel (Red Bull) è terzo.
Da segnalare il ritiro di Arnaud De Lie, sofferente da giorni ed inutilmente tenuto in gara dalla Lotto, che comunque non avrebbe mai terminato oggi dentro il tempo limite. E la caduta di Bruno Armirail, che ha terminato la tappa, ma sofferente ad un ginocchio. Un guaio per la Visma.



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