Follia alla Vuelta

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L’attuale Giro di Spagna, la Vuelta, non finisce di riservare sorprese, tra cui la follia odierna, infatti la terza tappa della corsa spagnola avrebbe potuto avere un epilogo tragico se non ci fosse stato il pronto intervento della polizia.

Quattro persone, arrestate e poi rilasciate in via provvisoria, avevano orchestrato per protesta un “agguato” nei confronti dei corridori e degli organizzatori. Questi personaggi avevano preparato un meccanismo da loro realizzato con cui intendevano versare sulla strada circa 400 litri di olio da motore mentre il gruppo transitava tra le città di Suria e Arinsal. Come si vede nel video sottostante i tubi erano stati nascosti fra i cespugli sopra un ponte. La polizia iberica per fortuna, grazie ad una soffiata, è stata più veloce dei malintenzionati ed ha evitato il peggio. Già nelle tappe precedenti alcuni corridori avevano segnalato la presenza di chiodi sul percorso.


Commenti

  1. martin_galante:

    Ah beh si. C'e' un sito che si chiama la lingua veneta. Mi hai proprio convinto.

    Il codice ISO 693 nelle sue varie versioni specifica che la classificazione non puo' tenere conto del continuo dei dialetti e non deve essere considerata come la base per decisioni politiche...

    https://en.wikipedia.org/wiki/Dialect_continuum
    E chi ha sostenuto questo?

    Te le racconti... e te le smentisci.. Boh vedi tu... o-o
  2. martin_galante:

    Allora fai pure dal tempo dell'unificazione delle corone di Aragona e Castilla. Di fatto fino al 2012 la questione era presente, ma sicuramente meno sentita. Dopo la crisi economica di quegli anni, i partiti pro-indipendenza sono balzati dal 5 al 30 percento nelle elezioni.
    Io ti posso dire dal 97 in poi, prima di allora non ci sono mai stato. Frequentavo l'ambiente Erasmus universitario, quindi gente di 20-25 anni, e la cosa era già molto sentita. I miei coetanei di allora sono i 50enni di adesso. Ho amici che hanno convertito il nome all'anagrafe da castillano a catalano compiuti i 18 anni. Una roba che solo per lo sbattimento che comporta ti da l'idea di quanto fosse sentito.
  3. Pur avendo un animo “indipendentista”, osservando il mondo attorno a me sono giunto alla conclusione che si tratti di istanze nobili sulla carta e miserabili nei fatti. Se dessimo sfogo a qualunque moto indipendentista arriveremmo a livello di condominio. Ma non basterebbe, perché quello dell’ultimo piano si sentirebbe profondamente diverso da quello che sta al primo. Una volta creato lo stato indipendente “dell’ultimo piano” ci sarebbero istanze indipendentiste a livello di pianerottolo (quelli che guardano a nord est sono inconciliabili con quelli che guardano ad ovest) e, infine, a livello familiare (e infatti… gran parte delle famiglie risultano spaccate da insanabili divergenze culturali, fino al divorzio). Arrivati al livello elementare del singolo individuo che si fa? Sul serio, io ho girato molto l’Italia e ho ascoltato serissimi discorsi relativi a quanto quelli del paesino a 1km fossero diversi e incompatibili. Tutto si riconduce all’egoismo, all’autoreferenzialita’, al desiderio di distinguersi e darsi un’identità speciale. Magari fosse solo una questione di macro aree geografiche.
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