Non ho capito una H ma è stata una bellissima spiegazione 








fonte/i che correlano intensità con incremento macromitofagia/micromitofagia?
Gli studi sui mitocondri (organelli deputati alla produzione energetica per via aerobica) sono relativamente stati avviati di recente (~anni 50) se confrontati ad altri elementi cellulari. il tutto è nato anche simpaticamente nell'aver notato come le galline (che non volano) possiedono un minor numero di mitocondri nei muscoli alari rispetto ad altri volatili (fagiani, poi ci torno).
Gli studi relativi poi alla relazione tra mitocondri e prestazione sportiva si sono incentrati su 2 aspetti, durata ed intensità per accrescere il loro numero.
Durata('Skeletal Muscle Respiratory Capacity, Endurance, and Glycogen Utilization,' American Journal of Physiology, 1975) all'aumentare di essa ad un'intensità del 50-70% di Vo2max aumentava la produzione di citocromo c (cyt c, enzima catalizzatore) all'aumentare del volume di allenamento.
Intensità ('Influence of Exercise Intensity and Duration on Biochemical Adaptations in Skeletal Muscle,' Journal of Applied Physiology, 1982): le intensità nello studio precedente non erano massimali e quindi a parità di volume era opportuno valutare come influisse l'incremento di intensità, sempre relazionato a Vo2max: nelle fibre veloci l'incremento di cyt c era massimale con carico @100% Vo2max, minore ad intensità inferiori con inversamente incremento di volume (85% vo2max: da qui le teorie per cui volume+intensità creassero un deficit a livello mitocondriale); fibre miste comportamento del tutto simile a quelle veloci (e queste sono le fibre più allenabili); fibre lente comportamento opposto, il massimo incremento di cyt c avvenne con carichi di 60' @ 70-75% Vo2max (~80-84% max FC).
Quindi che fare? Confrontando i rapporti tempo/benefico tra le varie intensità e durate in proporzione a effetto su tipologia di fibre muscolari, unelevata intensità è lunico stimolo che apporta benefici concreti e sostanziali a livello aerobico.
Il tutto va calibrato ovviamente sulle proprie disponibilità, ci sono studi che riportano benefici a livello aerobico anche con una prevalenza massiccia di carico a intensità medio basse (50-70% Vo2max) a patto di poter svolgere un elevato volume settimanale (>20h settimanali, non certo alla portata di tutti gli amatori o presunti tali ) così come appunto rimarcato dal primo studio.
La capacità dei mitocondri di resistere ad alterazioni è una risposta positiva e attuata.
Morale? Se si vuol essere fagiani e non galline .bisogna evitare di pensare (o applicare) carichi non sufficienti (come incremento la mia potenza lavorando in SOLA Z3 ) ad apportare sostanziali incrementi nelle intensità requisito di gara, che molto spesso non si svolgono in Z3 (n=1 in 15 anni di gare mi sarebbe piaciuto poter gareggiare in un evento dove fosse necessario e sufficiente essersi allenati in SOLA Z3)
PS Il DNA mitocondriale umano viene ereditato per via matrilineare, quindi se ambite ad avere un figlio/a con spiccate capacità aerobiche (almeno nel DNA mitocondriale) dovete scegliere una donna/compagna/moglie con tali (o tali presunte) caratteristichenoi ometti possiamo farci poco
fonte/i che correlano intensità con incremento macromitofagia/micromitofagia?
Gli studi sui mitocondri (organelli deputati alla produzione energetica per via aerobica) sono relativamente stati avviati di recente (~anni 50) se confrontati ad altri elementi cellulari. il tutto è nato anche simpaticamente nell'aver notato come le galline (che non volano) possiedono un minor numero di mitocondri nei muscoli alari rispetto ad altri volatili (fagiani, poi ci torno).
Gli studi relativi poi alla relazione tra mitocondri e prestazione sportiva si sono incentrati su 2 aspetti, durata ed intensità per accrescere il loro numero.
Durata('Skeletal Muscle Respiratory Capacity, Endurance, and Glycogen Utilization,' American Journal of Physiology, 1975) all'aumentare di essa ad un'intensità del 50-70% di Vo2max aumentava la produzione di citocromo c (cyt c, enzima catalizzatore) all'aumentare del volume di allenamento.
Intensità ('Influence of Exercise Intensity and Duration on Biochemical Adaptations in Skeletal Muscle,' Journal of Applied Physiology, 1982): le intensità nello studio precedente non erano massimali e quindi a parità di volume era opportuno valutare come influisse l'incremento di intensità, sempre relazionato a Vo2max: nelle fibre veloci l'incremento di cyt c era massimale con carico @100% Vo2max, minore ad intensità inferiori con inversamente incremento di volume (85% vo2max: da qui le teorie per cui volume+intensità creassero un deficit a livello mitocondriale); fibre miste comportamento del tutto simile a quelle veloci (e queste sono le fibre più allenabili); fibre lente comportamento opposto, il massimo incremento di cyt c avvenne con carichi di 60' @ 70-75% Vo2max (~80-84% max FC).
Quindi che fare? Confrontando i rapporti tempo/benefico tra le varie intensità e durate in proporzione a effetto su tipologia di fibre muscolari, unelevata intensità è lunico stimolo che apporta benefici concreti e sostanziali a livello aerobico.
Il tutto va calibrato ovviamente sulle proprie disponibilità, ci sono studi che riportano benefici a livello aerobico anche con una prevalenza massiccia di carico a intensità medio basse (50-70% Vo2max) a patto di poter svolgere un elevato volume settimanale (>20h settimanali, non certo alla portata di tutti gli amatori o presunti tali ) così come appunto rimarcato dal primo studio.
La capacità dei mitocondri di resistere ad alterazioni è una risposta positiva e attuata.
Morale? Se si vuol essere fagiani e non galline .bisogna evitare di pensare (o applicare) carichi non sufficienti (come incremento la mia potenza lavorando in SOLA Z3 ) ad apportare sostanziali incrementi nelle intensità requisito di gara, che molto spesso non si svolgono in Z3 (n=1 in 15 anni di gare mi sarebbe piaciuto poter gareggiare in un evento dove fosse necessario e sufficiente essersi allenati in SOLA Z3)
PS Il DNA mitocondriale umano viene ereditato per via matrilineare, quindi se ambite ad avere un figlio/a con spiccate capacità aerobiche (almeno nel DNA mitocondriale) dovete scegliere una donna/compagna/moglie con tali (o tali presunte) caratteristichenoi ometti possiamo farci poco

Non ho capito una H ma è stata una bellissima spiegazione![]()
Oramai, tutti i biker si allenano prevalentemnte su BdC, io credo che tu abbia sofferto il ritmo gara, o meglio, forse hai sparato e sofferto, troppo la partenza , questo imhoIl mese di Agosto passato a fare un allenamento "di mantenimento" con piccoli/medi carichi di lavoro con bdc più una/due volte a settimana tecnica in mtb.Domanda,possibile esser tornato in gara (Marathon) ed essere andato in acido da subito con crampi da metà fino alla fine solo per assenza di "ritmo gara"?
Forse ho sbagliato la preparazione incentrandola (con chi mi segue) troppo sulla bdc(mio grande dilemma)..A voi un parere sempre ben accetto.
Il mese di Agosto passato a fare un allenamento "di mantenimento" con piccoli/medi carichi di lavoro con bdc più una/due volte a settimana tecnica in mtb.Domanda,possibile esser tornato in gara (Marathon) ed essere andato in acido da subito con crampi da metà fino alla fine solo per assenza di "ritmo gara"?
Forse ho sbagliato la preparazione incentrandola (con chi mi segue) troppo sulla bdc(mio grande dilemma)..A voi un parere sempre ben accetto.
nella teoria (e anche pratica, se ne parla in precedenza, argomento scarico/tapering) l'impostazione pre evento considerato importante o di maggior interesse è quella di una riduzione di volume MA mantenimento qualitativo del carico, in funzione ovviamente dell'evento e tipologia di gara.
Una partenza spesso, anche in un evento MTB marathon, richiede ripetuti e a volte anche continuativi ingressi in Z6 (anaerobico) e Z7, una fase di mantenimento senza richiami a questa/e intensità può sicuramente aver messo in crisi la possibilità di esprimersi in esse ed aver intaccato da subito anche le possibilità di gestione dello sforzo aerobico (così come sovente osservo analizzando dati GF su strada); ciò comporta un debito nella prestazione che viene "pagato" tanto più onerosamente 1)tanto quanto è stato l'eccesso iniziale in quelle intensità e 2) lanto quanto è lacunoso il lavoro specifico.
Ovviamente è un elemento allenabile ma come tale va anche ben posizionato nell'arco della programmazione (es. generalmente Z6 va richiamata come rifinitura finale e/o ben si colloca come polarizzazione e mantenimento qualitativo all'interno di una fase di tapering).
cmq grazie del contributo.
[url]http://www.massarob.info/2010/10/inverno-tempo-di-cross-training.html[/URL]Spero di non sconfinare.
Mi pare di capire che anni fa l'idea del ciclista che correva a piedi, era quasi un abominio.
Di recente, i punti di vista sono cambiati, si tende a prediligere la multidisciplinarità, sopratutto durante i mesi invernali.
Domanda: volevo sapere se; durante i mesi di Ottobre, Novembre, Dicembre, combinare la bicicletta con il podismo potesse portare maggiori benefici al ciclista rispetto alla sola attività ciclistica.
Se sì, in quali ambiti la corsa a piedi può essere di supporto e di integrazione al ciclismo??
Ti ringrazio anticipatamente

Salve Roberto Massa, ho comprato da circa 1 mese il powertap, l'anno prossimo vorrei iniziare glia allenamenti facendomi seguire da Lei, adesso che sono a fine stagione agonistica, per una mia curiosità, come faccio a definire (mediante test su strada) le mie varie soglie di allenamento espresse in watt? Grazie anticipatamente
Ti ringrazio. Nella tabella del link, si dice ad esempio che la corsa migliora la resistenza e la respirazione.
Ad esempio, volevo sapere se per quanto riguarda l'aspetto della respirazione si possono avere (almeno nel periodo invernale con tutte le problematiche connesse) maggiori miglioramenti praticando anche la corsa a piedi rispetto al solo ciclismo