La natura Stocastica del ciclismo
Pedalando con il power meter noterai la grande variabilità dei wattaggi che produrrai. In un certo istante leggerai 450w e in un altro 100w e così via. Questo dipende da molte variabili: la natura del terreno, il vento, se sei in scia a un gruppo che ti precede e così via. Non dovrai scoraggiarti
perché se vorrai effettuare un intervallo a 300w e non riuscirai a mantenere costante la potenza potrai focalizzarti su un range di potenze
i dati che leggi non sono univoci...
Ma lavori sempre su valori medi....
Così i miglioramenti sono sempre presi da medie...
Sì questo è ovvio.. Si lavora su medie ma che devono rientrare in un range di zona; non puoi fare un esercizio ad es. 5'@Z5 e ritenerlo fatto correttamente se la potenza media alla fine della ripetuta è 25w sotto Z5 (perché avresti fatto un esercizio in Z4/FTP di 5' che serve a poco.. Se non si riesce a sostenere quell'intensità per quel tempo allora meglio fare un altro esercizio o appunto verificare correttezza delle zone)
La cosa che più mi ha colpito alle prime uscite con il PM era proprio la variabilità del dato potenza istantanea
Questo permette (a mio avviso uno dei primi vantaggi dell'uso del PM) di capire quanti e quali errori si fanno quando si pedala e a cercare, almeno in allenamento, di correggere andamenti "schizofrenici" della pedalata, sia in piano che soprattutto in salita dove a potenze elevate si alternano potenze molto basse... Correggendo questa tendenza, almeno per me è così, sono riuscito a rendere molto più redditizia la performance... Minor sforzo percepito, maggiore freschezza, tempi inferiori
Sulle zone stagne... Ho scritto sopra che non sono zone stagne.. Ma nemmeno si può approssimare a 20w in più o meno quando si fa un lavoro in Z4 e soprattutto 5 o 6
Io guardo molto anche ai vari dati "metrics" di GC per vedere eventuali progressi o regressi in termini di prestazione in un dato intervallo (incrociando anche i dati di potenza con quelli di risposta del cuore)



