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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
Ora ti chiedo un'altra cosa: generalmente se uno eroga tot watt a una frequenza cardiaca è giusto pensare che a una frequenza cardiaca superiore eroghi più watt?

Questo dipende dalla durata dell'intervallo che si prende in considerazione.
In uno sprint o un allungo raggiungi wattaggi elevati con estrema latenza FC che quindi non può andare ad identificare un'intensità di lavoro specifica (solo la potenza può farlo).

Se parliamo di un lavoro costante e continuativo (per esempio una salita >5/8') allora la linearità tra carico (=potenza) e risposta al carico (=FC) c'è, fino al valore identificabile come soglia.
Oltrepassato tale riferimento FC e/o pedalando ad intensità superiori si ha solo un riferimento fc che non è più (necessariamente o prevedibilmente) lineare con watt, ma appunto espressione in un unica zona (canonicamente Z5 o "sopra soglia") in cui si è consapevoli che tale intensità non può protrarsi genericamente per più di 45-60'.

Altro discorso se si ha a disposizione un mis di potenza e si prende come parametro di controllo anche fc: in tal senso è utile notare come si comporta la seconda nei confronti del carico (=potenza), poichè in genere, al miglioramento della performance dell'atleta corrisponde una FC minore a parità di potenza espressa.
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Colnago 50 Anniversary
Il discorso, spero di aver capito bene e di poter sintetizzare verte sui test e la loro correlazione con ciò che viene o può essere espresso su strada (segue)...

Grazie, era quello che volevo sapere.



P.S. In giornata risponderò alle varie domande che, mio malgrado, mi sono state poste e che in seguito alla mia, di domanda, ha creato un po' di trambusto.
Datemi il tempo di stendere bene la risposta e di elaborare un paio di immagini di salite da allegare nel post.
Piuttosto, anche in messaggio privato, qualcuno mi insegna a mettere il link di un solo messaggio?
Abbiate fede .
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Pampas Lacustre.
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Mi sento di darti ragione al 100%100

Io solitamente mi limito a leggere, non ritenessi Massa competente non lo leggerei.. Ma è un forum
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Colnago 50 Anniversary
Eccomi con le risposte. Devo fare una piccola premessa, la mia storia ciclistica si divide in due parti: fino al febbraio 2008 quando mi sono fratturato il naso per una caduta in bici, e dopo. Me lo sono disintegrato e la riabilitazione è stata lunga e travagliata, con due operazioni, l’ultima lo scorso dicembre, e solo dal maggio di quest’anno ho riiniziato a respirare decentemente. Adesso sono quasi a posto, mi mancherà forse un 10/15%, non di più, ma finalmente sono arrivato alla fine.

Perché ho detto che il mio risultato di 300 Watt al cicloergometro è stato ottimo? L’ultimo è stato nel febbraio 2007, quando alla visita sportiva mi riscontrarono il cuore ingrossato. Feci 330 Watt alla soglia, anche se sul display arrivai a 380. Altri esami non ne ho. Non sono grandi numeri, ma ho sempre fatto pochissime granfondo.

Prima dell’ottobre scorso, quando comprai un Garmin Edge 500 per valutare le mie prestazioni aerobiche prima e dopo l’operazione di dicembre, mi basavo esclusivamente sulle pedalate al minuto.

In questi 3 anni e mezzo non ho più fatto SRM, né Forza & Ossigeno, niente più gare. Niente di niente. Nel primo anno evitai tutte le salite più dure perché andavo già in apnea controvento in pianura che non aveva senso andarsi a suicidare in salita. Ho fatto solo fondo e tantissima fatica, ma proprio tanta che voi non immaginate.

I miei peggioramenti possono essere sintetizzati in questi punti che da sempre utilizzo per valutare le mie prestazioni: la prima salita di riferimento è Ruta di Camogli, da Recco. Chi fa la nostra gara, la «Città di Camogli» la conosce: 3,6 Km. al 7,2%. Prima la facevo con il 39x21 a 70/72 rpm nella prima parte dove siamo sull’8% e nell’ultimo chilometro e mezzo, dove siamo intorno al 6,5 salivo a 75/77. Dopo la frattura il 21 me lo sono dimenticato e ho usato – anche quest’anno – sempre il 23, senza riuscire quasi mai a superare le 65 rpm; e alla parte più facile ci arrivavo così stanco che dovevo recuperare e non potevo rilanciare. Solo da maggio sono riuscito a salire a 70 rpm senza cedimenti. Nel primo anno, dopo la prima operazione, spesso e volentieri ho usato il 26 anche a 60 rpm, ma mai più di 70, perché proprio non ce la facevo.

La seconda salita di riferimento è Colle Caprile, da Gattorna. 7,4 Km. al 4%, anch’essa fa parte della nostra gara. Prima la facevo con il 39x19 a 77/80 rpm. Dopo, non sono mai riuscito più a mettere meno del 21 e mai sopra le 70 rpm. Spesso e volentieri ho usato il 23 e sempre senza mai superare le 70 rpm. Può sembrare strano, ma in questi 3 anni e passa ho pedalato come se avessi il limitatore e più di tanto non riuscivo a dare. Le rare volte che ci ho provato il 19 l’ho tolto subito perché lo sentivo troppo duro.
L’ho rimesso per riabituare la gamba quest’estate, ma facevo fatica a tenere le 70 rpm – stavo intorno alle 68 – e nell’ultimo pezzo, quando riuscivo a non alleggerire il rapporto, faticavo a tenere pure quelle e in cima le gambe mi facevano male da morire.

Il terzo punto di valutazione è il Giro di Chiavari, passando da Lavagna. I genovesi lo conoscono benissimo. Da casa mia sono 100 Km. precisi e un dislivello di circa 1.300 metri, che comprende fra le altre, le due salite di cui sopra. Come vedete pianura non ce n’è.
Prima lo facevo in circa 3 ore e 45. Qualche volta andavo meglio, quando andavo proprio tranquillo in 3 ore e 50. Da solo. E a casa arrivavo fresco come una rosa.
Dopo i tempi si sono dilatati: quando andavo proprio bene 3 ore e 50, ma arrivavo distrutto. Il più delle volte ero fra le 3 ore e 55 e le 4. Arrivavo comunque sempre molto stanco. Non c’è stato verso di scendere sotto le 3 ore e 55 per parecchio tempo. Solo quest’anno ho ripreso a scendere sotto le 3 ore e 50. Un minuto, due. Non di più. Ma almeno non arrivavo più a casa distrutto.

Per concludere, a luglio ho preso una specie di influenza con raffreddore e ho assunto dei farmaci dopanti per curare una tossetta fastidiosissima (ne ho parlato qui: http://www.bdc-forum.it/showthread.php?p=3098521&mode=threaded#post3098521) e per effetto collaterale mi hanno fatto schizzare il cuore a mille. Questa cosa si è trascinata fino a fine agosto. Le mie prestazioni si sono in pratica azzerate, in salita ero un bradipo e in pianura i 30 erano un tormento. Quello che facevo con facilità diventava un ostacolo insormontabile.

È dopo queste condizioni che sono andato a fare il cicloergometro. A questo punto, posso dire che 300 Watt è un ottimo risultato dopo gli ultimi 3 anni che ho passato? Aggiungo che i 300 che raggiunsi nel 2007 li feci che pesavo 73 chili. Sono alto 1 e 83. Quando ho fatto l’ultimo pesavo 76,5, forse per effetto dei medicinali. Infatti adesso sono più leggero.

Non avevo e non ho bisogno di un misuratore di potenza per sapere che vado più piano.

Negli allegati trovate le varie salite. Nella traccia Ruta è la prima e Colle Caprile l'ultima
 

Allegati

  • Ruta di Camogli.jpg
    21,4 KB · Visite: 22
  • Colle Caprile.gif
    4,8 KB · Visite: 17
  • Altimetria Giro di Lavagna.jpg
    60,4 KB · Visite: 22

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Questo vale anche per capire quando si é raggiunto il picco di forma? Oppure il picco di forma si manifesta con una tolleranza in minuti maggiore a ritmi tipo Z4 - Z5 intesi in sforzo cardiaco?

in genere l'uno è conseguenza diretto dell'altro (adattamento).
Di per sè però FC non è sufficiente ma può essere un utile termine di paragone per valutare e quantificare un oggettivo miglioramento nella prestazione potenza (miglioramento specifico CP, es riuscire a mantenere 6W/Kg da un valore temporale x ad uno y maggiore di x).

Singolarmente, l'andamento e l'adattamento di FC durante una stagione va monitorata ma la sua tendenza (divario tra fc basale-massimale, shift sx) è abbastanza nota.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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risp in quote
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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fc a riposo è un parametro ma anche come si comporta il delta tra fc basale e massimale durante tutta la stagione è utile non per valutare le situazione di "stress" ma gli adattamenti ottenuti
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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tendenza fc:
ad inizio stagione (o comunque in fasi non top di forma) il delta tra basale e massimale è ridotto rispetto a condizioni migliori
successivo adattamento è uno shift verso valori inferiori di entrambe i valori (primo adattamento).
Secondo adattamento (più importante ma che non tutti raggiungono): ampliamento del delta, un maggior ampiezza FC (=risposta al carico) comporta un maggior spettro di intensità sostenibili
 
Reactions: scamorza

giovagiov

Velocista
9 Aprile 2008
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Ragazzi a sto punto deciderà chi fa le regole del forum, cioè gli admin. Ho già rivolto la questione, attendete pazienti per favore
 

dominguez

Novellino
8 Luglio 2009
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Un quesito:
Allo scopo di aumentare la potenza è proficuo fare delle ripetute con partenza da fermo in salita?
E come è meglio eseguirle? Ad esempo:

10 partenze da fermo da 1' al massimo con recupero di 2 minuti
3 partenze da fermo in progressione per una durata di 4' fino al massimo con recupero di 4 minuti...

inoltre, sempre allo scopo di essere più veloci in salita è allenante fare delle salite da 12'/15' a fondo medio/veloce sempre sui pedali?

grazie in anticipo.
 

nemorino

Ammiraglia
24 Febbraio 2009
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Brianza
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Trek Emonda SLR

Ringrazio Roberto per questa risposta.


Sempre con riferimento alla reale utilità del fondo, ho un dubbio che mi assilla: dopo quasi un mese di stacco totale, questa settimana sono uscito 3 volte..
Uscite relativamente blande, il cuore sale un po' più di quanto facesse a fine settembre ma a livello di prestazioni sono allo stesso livello di quest'estate nel senso che i tempi sulle salite sono identici.

Oggi fatta uscita con la squadra a ritmi elevatissimi e ciò nonostante le sensazioni sono state ottime sia in piano che in salita.

Quindi, come mi pare di aver inteso da quanto scrivi, temo che iniziare a fare fondo "classico" nel mio caso non solo possa non avere una sua reale utilità ma addirittura mi porti ad un calo di forma visto che, se ora ho una forma decente nonostante la sosta di un mese, se facessi fondo finirei per almeno due a lavorare con carichi blandissimi e a frequenze cardiache basse e credo che di conseguenza sia il cuore che tutto il resto del mio corpo si rilassino eccessivamente.

Insomma... Temo che due mesi di fondo possano certo rigenerare ma tale rigenerazione sia vanificata da un totale scadimento di forma con il risultato che, a gennaio o febbraio, dovrò ripartire non dico da zero ma quasi

Ovvio credo sia opportuno "ristrutturarsi" e scaricare fisico e mente prima di ripartire con esercizi specifici e carichi intensi ma questo passa necessariamente per il fondo lento etc etc?

Dico bestialità?

Nel caso i miei dubbi non fossero così astrusi, esiste un diverso "protocollo" che porti alla fase degli esercizi specifici e carichi intensi chi, dopo uno stacco di un mese o più, non abbia avuto drammatici cali di condizione? Oppure il fondo è imprescindibile?
 
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giovagiov

Velocista
9 Aprile 2008
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Olympia
Piccola parentesi moderativa (alla quale vi prego, eventualmente, di rispondere/chiedere chiarimenti in privato, e non sul topic): gli admin hanno concordato con le linee da me proposte, che riporto qui sotto.

 

mobi

Pedivella
9 Luglio 2008
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Tuscia
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Canyon CF SLX
Ciao Roberto,
una domanda veloce.
Causa piccolo infortunio ho dovuto fare 3 settimane di riposo assoluto.
Quando sono ritornato sulla bici ho notato una frequenza cardiaca di circa 20 battiti sopra il mio standard: mi sono messo sul rullo attorno ai 220 Watt (per me zona Z2 alta) prima stavo intorno ai 120/130 battiti, ora 140/150.
Volevo sapere quale era la spiegazione a livello fisiologico.
Grazie in anticipo
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Rieccomi dopo una lunga pausa ma ho avuto parecchie giornate veramente piene!
Per velocità e completezza di "dialogo" rispondo nei quote in grassetto

 
Stato
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