Oggi è il giorno del lancio di un nuovo formato di corse professionistiche, le Hammer Series. Questo nuovo formato porterà gli elementi più eccitanti del ciclismo ad un audience più vasta, facendo confrontare squadra contro squadra in eventi multipli durante la stagione.
Ogni gara della serie consisterà in tre giorni di corse intense in cui le squadre verranno spinte ai loro limiti in differenti tipi di specialità. Cinque corridori da ogni squadra di sette saranno selezionati per prendere parte nella disciplina del giorno con lo scopo di tagliare per primi il traguardo dopo tre giorni di gare. Ogni giorno sarà composto da più giri di 8-10km che porteranno i fans a bordo strada a poter quasi toccare con mano il vivo della gara.
Una gara squadra contro squadra in cui solo una potrà vincere. Il giorno 1 prevede l’eccitante Hammer Sprint; il giorno 2 l’Hammer climb (salita); ed il terzo giorno la gara decisiva, l’Hammer Chase (inseguimento), nel quale la squadra in testa dopo i primi due giorni sarà inseguita dalle altre squadre. Chi taglierà il traguardo per primo sarà il vincitore finale. Le differenze di tempo nella partenza saranno stabilite su intervalli fissi per posizione e abbuoni guadagnati nei giorni 1 e 2.
In vero stile inseguimento a squadre, la squadra che porterà il proprio 4° corridore a tagliare per primo il traguardo sarà la vincitrice finale, portando punti per la classifica generale delle Hammer Series. Il vincitore finale alla fine delle serie potrà fregiarsi del titolo di miglior squadra del mondo!
Infront e Velon hanno lavorato a questo format innovativo per più di un anno con il supporto di corridori e squadre per creare uno spettacolo il più possibile focalizzato sulle squadre e nell’allargare la base di tifosi del ciclismo nel mondo. Per fare questo ogni corridore, organizzatore, dirigente sportivo, team manager e media ha portato il proprio contributo.
Le Hammer Series sono state sviluppate per integrarsi al meglio nel calendario UCI, iniziando ai primi di Giugno nei Paesi Bassi, nella Hammer Sportzone in Limburgo. Le prossime serie, che saranno associate a degli sponsor, saranno annunciate nei prossimi mesi.
In linea con l’ambizione di accrescere la base di tifosi e spettatori portandoli vicini all’azione, sarà disponibile Velon Interactive Live attraverso il sito Velon, le app ed i canali social, con aggiornamenti sui punti e le posizioni in classifica. Tra i dati disponibili ci saranno cadenza, potenza, frequenza cardiaca e velocità, in modo che i tifosi possano sapere con precisione lo sforzo dei corridori in gara. Le bici saranno equipaggiate con videocamere Go-Proin modo da fornire immagini in azione e portare i fans nel cuore della corsa. Saranno anche disponibili video sul “dietro le quinte” delle serie e sulle squadre che si daranno battaglia per essere coronate la migliore del mondo.
Ogni gara delle Hammer Series sarà accompagnata da un festival del ciclismo, come attività per famiglie, gare per uomini e donne, un villaggio dei tifosi, fiere del ciclismo ed intrattenimento.
Per ogni informazione è possibile consultare il sito: Hammer Series website.
Come funziona:
Giorno 1 – Hammer Sprint
2h in cui si affronteranno 5 corridori su 10 giri di circa 10km ognuno. I punti saranno assegnati per i primi 10 corridori che taglieranno il traguardo per primi ad ogni giro. Punti doppi saranno assegnati per certi giri. Abbuoni saranno assegnati per le posizioni dopo il primo giorno, i quali serviranno per assegnare gli intervalli nelle partenze del giorno 3.
Giorno 2 – Hammer Climb
2h in cui 5 corridori di ogni squadra saranno impegnati su un percorso con un finale in salita. Il dislivello totale, la pendenza media e massima, oltre alla lunghezza della salita varierà da gara a gara, ma sarà un test per le squadre dei migliori scalatori.
L’assegnazione dei punti sarà la stessa del giorno 1.
Giorno 3 – Hammer Chase
Team Chase sarà una caccia alla squadra migliore dei primi due giorni su bici da cronometro, su un circuito di 50km.
La partenza di ogni squadra avverrà in base al piazzamento ed agli abbuoni vinti nei primi due giorni. L seconda squadra partirà 30″ dopo la prima, la terza 25″ dopo la seconda, la quarta 20″ dopo la terza. Le successive squadre partiranno ognuna dopo 15″.
Le scie tra squadre saranno proibite.
Le squadre
Al momento le squadre coinvolte sono le seguenti:
Aqua Blue Sport (IRE)
Bahrain–Merida Pro Cycling Team (BAH)
BMC Racing Team (USA)
Cannondale – Drapac Professional Cycling Team (USA)
Quick-Step Floors (BEL)
Lotto Soudal (BEL)
Movistar Team (ESP)
Orica–Scott (AUS)
Sport Vlaanderen – Baloise Pro Cycling Team (BEL)
Team Lotto NL Jumbo (NED)
Team NIPPO Vini Fantini (ITA)
Team Sky (GBR)
Team Sunweb (GER)
Trek – Segafredo (USA)
UAE Team Emirates (UAE)




si vede che si sono accorti che le Red Hook sono una bolla che sta già iniziando a scemare e allora si inventano un’altra versione più elaborata… Questo mi sembra un nuovo sport su bicicletta, il Ciclismo non credo ne venga ne intaccato ne interessato… è una roba in più, a chi interessa, ben venga.
praticamente il concetto dell’ omnium amplificato e portato alla strada. un po’ artificioso rispetto alla grande storia del ciclismo però penso sia giusto provare e vedere come va questo ciclismo diverso. ci lamentiamo che spesso le lunghe dirette televisive ora che potremmo vedere qualcosa che sembra divertente lasciamoli fare
E’ un po’ l’ultima spiaggia per le squadre ed i corridori di contare qualcosa.
Con questa formula, se avrà successo, saranno le squadre ed i corridori a detenere i diritti del format, oltre a poter contare su sponsor per le serie.
In caso la formula fallisca rimarranno schiavi dell’onnipotente ASO, costretti a correre sempre piu’ in asia e paesi arabi con contratti di 1 anno per il 90% dei corridori, con perfino alcuni (eccetto i 20 che fanno soldi veri) che continueranno pure a pagare.
Per quanto riguarda la “grande storia del ciclismo”: una volta i criterium c’erano eccome e roba come il Tour de France si è corso per anni con squadre nazionali.
Poi quelli che criticano una gara di 2h magari sono gli stessi che dicono che è impossibile fare 3000km in 20gg senza bombarsi…
ma a me l’idea piace , sono anni che dico che il ciclismo è arretrato rispetto alle logiche televisive attuali. secondo me queste hammer series starebbero molto bene ad inizio e fine stagione dove non ci sono grandi corse e quelle che ci sono sono per lo più noiose.
ad esempio penso che già a febbraio in italia e spagna si potrebbero benissimo correre queste hammer series .
poi da marzo ad settembre è giusto dare precedenza alla stagione classica
Io devo ancora assaporare e percepire tante sfumature del ciclismo “classico”. Alla terza riga delle regole, mi è venuto mal di testa…
… meno male che siamo già nella stagione delle grandi classiche del nord!
Una nota: le Hammer series sono organizzate da Velon (consorzio di squadre e corridori WT) e Infront, media management che ha il suo principale testimonial in Cancellara. E la data della prima serie non mi pare casuale: praticamente in concomitanza col Dauphiné (organizzato da ASO).
Concordo con chi dice che somiglia allo skicross e quindi una baracconata di regime. Purtroppo o per fortuna gli sport all’aperto hanno un’identità precisa che si lega a doppio filo con le caratteristiche del luogo in cui si gareggia, per cui la Roubaix è la Roubaix, le grandi salite alpine stanno la e lo skicross è nulla al cospetto di Kitzbuhel per esempio. Invece di queste c….e perchè non organizzare delle gare nuove in posti mitici, e soprattutto perchè non fare degli eventi in pista, quelli si che sarebbero spettacolari e televisivamente validi.
molto più avvincente la Napoleon Games Cycling Cup sinceramente..
sicuro che sia l’ultima spiaggia per emanciparsi da ASO? Si potrebbe farlo organizzando corse normali, di ciclismo. Il limite di questa iniziativa è, invece, che Velon ha una concezione del ciclismo sbagliata del ciclismo, a mio parere: la spettacolarizzazione non viene dalle telecamere sotto la sella e dalla complicazione delle regole, dalla sofisticazione dello spettacolo, come tentano di fare da tanto tempo. Il ciclismo è semplice: il primo che arriva vince, e prima di ciò c’è una avventura da affrontare. Basta vedere cosa accade nelle gare in Belgio in questo periodo: spettacolo meraviglioso.
Quello è il ciclismo per appassionati. Velon vuole raggiungere un pubblico piu’ grande, che pero’ è già patrimonio di ASO, e non per le corse, ma per i luoghi appunto (quel che avanza è di Rcs). Quindi l’unica è offrire qualcosa di piu’ corto, nuovo e avvincente.
O perlomeno è l’unica secondo i pro stessi, visto che sta roba l’hanno pensata loro. Per una volta almeno non si potrà dire che è colpa degli sponsor, del marketing o dello spirito santo…
Mah, in realtà l’idea non è stupida.
L’attuale format dei GT è l’anti telegenicità per antonomasia.
Gare di 4/5 ore e più che diventano interessanti solo per 20 minuti mezz’ora.
Copioni triti e ritriti: balletti già visti e non di rado noiosi.
Questa può essere una ventata di novità (con uno sguardo al passato troppo frettolosamente archiviato) in grado di rivitalizzare un prodotto che per funzionare ha bisogno di grandi iniezioni di danaro che solo gli sponsor televisivi possono assicurare.
Pensate alle gare di ciclocross… se qualcuno si è appassionato per caso alla disciplina non è difficile scorgere forti analogie con prodotti televisivi che obbiettivamente funzionano tipo MotoGP o Superbike
Io sono favorevole
Anche perché poi quante sono le corse storiche che stanno morendo, o sono già morte, per mancanza di interesse?
Giro dell’Emilia, Bernocchi, Agostoni, Crit International, etc, etc…..che qualcosa non funzioni nel ciclismo “classico” pare evidente.
Soprattutto considerando che squadre e corridori hanno zero voce in capitolo.
Ma dove avete letto che Giro dell’Emilia e Agostoni sono sparite?
Comunque visto che questa tipologia di gare sono un’aggiunta non ci vedo nulla di male nel tentare.
Quoto tutto , detto da uno che la sera trova mille motivazioni per vedere su youtube video integrali di gare di cui già si conosce il risultato . Ma faccio parte di una esigua minoranza . C’è bisogno di tentare qualcosa di nuovo e chi vivrà vedrà .
Ma Criterium, Agostoni, Emilia ecc. sono sparite non per mancanza di spettacolarità, ma di sponsor. Ecco la tesi di faberfortune è indicativa: facciamo il ciclismo a mo di motoGP o superbike così lo rivitalizziamo… Questo è il modo di vedere di velon. Ma a mio avviso è sbagliato. Il ciclismo tradizionale è bellissimo, e bisogna fare in modo che sia capace di esserlo, liberandolo dai fardelli che ne limitano la sua essenza: squadre troppo squilibrate economicamente (la prima WT ha un budget di 35 milioni, l’ultima di 8) e tecnicamente che bloccano lo spettacolo nelle gare più importanti; eccessivo numero di corridori (9 corridori della sky sono capaci di controllare la gara su qualsiasi percorso); invasività di strumenti televisivi (GPS: le fughe, elemento determinante dello spettacolo, ormai non hanno quasi più senso in quanto monitorate e controllate metro per metro, tanto da ridursi a triste passarella!). Infine Piergiorgio: come mai, se le squadre vogliono emanciparsi dall’ASO, si organizzano prorpio quelle squadre WT che non hanno i problemi contrattuali cui facevi riferimento (pagare per correre o andare a correre in Asia)?
Io penso che ci sia una mancanza manageriale in tutto questo: il ciclismo è un ottimo veicolo promozionale da promuovere in sede di sposnsorizzazione; invece sento parlare sempre più spesso di “ritorni” e “incassi” … da quelli che volevano far pagare il biglietto ai raduni di partenza (vi ricordate Santoni con Cipollini?), a quelli che addirittura vogliono il ciclomercato! (Tinkof…). Ci sono aziende che hanno fatto la loro fortuna sponsorizzazndo squadre ciclistiche di successo (Gewiss, Tecnogym, Mapei, Fassa Bortolo ecc… per rimanere in Italia), non certo facendo pagare i biglietti o vendendo i diritti delle telecamere sotto la sella (quelle si noiosissime)
Si , il ciclismo tradizionale è bellissimo , ma solo per chi ne sa leggere le dinamiche di gara e per altre motivazioni di tipo “passionale” ( le bici dei pro , i rapporti , gli accessori ecc. ecc. ) quindi , come già detto , una esigua minoranza . Per il resto del mondo ciclismo tradizionale = noia mortale (purtroppo) . Fatta eccezione per quelle latitudini dove il ciclismo viene vissuto come una religione tutto questo si traduce in poca gente davanti alla tele ed ancora meno sulle strade . Qui a Roma non si organizza più il giro del Lazio che per svariati anni ha avuto un finale stratosferico con circuito a Caracalla ed arrivo a fianco del COLOSSEO , per contro si svolge la gf Campagnolo , manifestazione di “pipponi” (senza offesa , pippone anch’io) paganti con copertura televisiva rai ! Al posto di una azienda di peso te la sentiresti di rischiare danaro in sponsorizzazioni con questi presupposti ?
Mancanza manageriale perchè i manager hanno due limiti:
1) sono abbagliati dai diritti televisivi dai quali sono esclusi (anche a ragione, considerando lo squilibrio tra ingressi agli organizzatori che loro stessi determinano e team);
2) non hanno capacità di promozione e di visione: sono quasi tutti ex corridori senza formazione culturale ed apertura mentale che consenta di vedere il ciclismo nel complesso e non solo come dinamica diretta spettacolo-introito economico diretto.
Secondo me è vero quello che dici, ma in parte. Gli sponsor non sono attirati perché non hanno ritorno. Ed in linea di massima non hanno ritorno perché non colpiscono il grande pubblico. Gli esempi che hai fatto di Fassa, & c. sono corretti, ma 20 anni fa, quando tutto era molto legato al mercato locale. Oggi se non hai interessi in mercati emergenti (export) non ha molto senso investire nel ciclismo. Perlomeno non le cifre che consentono di avere un top-team. Tant’è che gli sponsor di questi sono o aziende di bici o arabi e cinesi.
Le squadre WT si organizzano perché a fronte di milioni di budget hanno ritorni infimi rispetto ai guadagni di ASO. Ci sono top team che se va bene sono in pareggio di bilancio…
Io invece non la trovo un’idea brutta.
Inoltre nessuno ha considerato quella che secondo me è la novità principale. Che sarà tutto nello stesso posto e su piccoli circuiti. Cioè: vado lì, mi fermo tre giorni e li vedo 20-30 volte. Alla partenza/arrivo c’è un bike party, ci sono eventi “collaterali” e mi visito un po’ la regione.
Io se il Giro passa vicino casa ci vado, ma se è a una distanza “non pedalabile” non ci vado; che devo fare un viaggio lungo, spendere soldi, prendere ferie per vedere 200 corridori che mi sfrecciano davanti in meno di 30″ e poi tornare a casa. Qui è diverso. Uno va e si vive tre giorni a diretto contatto con i ciclisti e il ciclismo. A me piace l’idea. Poi ovvio se mi dicessero “mettiamo questo e cancelliamo la Sanremo” sarei il primo a lamentarmi!
il fascino delle corse ciclistiche è certamente difficile trasmettere alla massa, finché la massa capisce solo il colore verde dei soldi.
per cui dico, che si mettano dei premi, ai vari traguardi volanti / gpm, di soldi veri (non elemosine ovvero generi alimentari dei più stravaganti) e ci scommetto che il movimento prenderà vigore.
e quando dico soldi veri intendo cifre a 5 o 6 zeri …e voilà il gioco è fatto.
sì ok, ma qualcuno mi dirà, ma chi mette tutti ‘sti soldi? ehhh non è certamente un problema mio, è per questo che esistono i manager (che dovrebbero risolvere i problemi difficili).
p.s. io sono per le cose facili, infatti a me piace correre in bici
non ho capito una cippa
@ blues boy: “Al posto di una azienda di peso te la sentiresti di rischiare danaro in sponsorizzazioni con questi presupposti ?” Esatto, il problema è proprio questo, hai centrato il punto: i presupposti. Io penso che ci sono diverse aziende che avrebbero interesse a sponsorizzare il ciclismo ad alti livelli, per motivi di popolarità e visibilità, anche nel 2018. Ma bisogna rappresentare questi aspetti, e purtroppo non viene fatto per i motivi che ho già scritto.
Io sono tanto curioso, secondo me puo’ davvero essere una bella cosa. Per esempio sarebbe bello organizzarne uno a fine Giro così da concedere un bagno di folla ai protagonisti.
Effettivamente è un po’ uno scimmiottamento della pista, la quale ha il limite che deve essere la gente ad entrare nel velodromo, così invece, nelle loro intenzioni, si vuole portare il grande ciclismo dalla gente. Come fatto con discreto successo nello sci di fondo.
I rischi da evitare sono:
1) che non vada perso lo spirito di festa per la bici che si vorrebbe diffondere
2) che le squadre non si attrezzino con corridori mirati per questo genere di eventi al fine di vincere il più alto montepremi possibile. A quel punto sarebbe una storpiatura del red hook et simila.
Mi segno in agenda e vediamo quanti margini di miglioramento ci saranno
Le gare sono combattute, anche quella di oggi allo sprint non è stata male. Ma per me rimangono una cosa appena al di sopra di una Kermesse. Devo dire che i punteggi sembrano abbastanza arzigogolati al limite dell’incomprensibile, in pista sono più chiari e ci si gusta di più le tattiche; qua siamo quasi a livello del decathlon quanto a mistero. Ma la critica più importante è che nel ciclismo deve vincere un corridore. La vittoria di squadra, boh, non è che mi convinca moltissimo.
L’inseguimento a squadre sta diventando un bordello fuori scala. si è creato un gruppo di 5 squadre, una in scia all’altra. I giudici si sbracciano ma non cambia molto…
Dopo la prima esibizione direi … perfettibile!
Mi piace da matti l’idea dell’inseguimento in stile “tour de sky” nel quale chi passa sotto la linea dell’arrivo per primo ha vinto la generale, ma non mi piace nella formula della cronosquadra. Condivido con @dinute diventa un bordello.
Poi anche il poco pubblico contribuisce a dare l’impressione di qualcosa di non riuscito a pieno.
Mi auguro che possano aver un futuro florido per garantire più certezze economiche agli addetti ai lavori delle squadre, per questo faccio il tifo.