Il Gravel è il nuovo golf?

Il Gravel è il nuovo golf?

15/01/2020
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15/01/2020

Che il Gravel sia il fenomeno del momento è noto e risaputo, con le aziende che spingono questi prodotti con veemenza e gli eventi dedicati che si moltiplicano anche a queste latitudini e non solo negli USA dove il fenomeno è nato. Il Gravel lo è diventato tanto da cominciare ad essere attrattivo anche per gli ex-professionisti di ciclismo e altri sport

Wahoo, il noto produttore di Home Trainer e GPS, ad esempio ha messo in piedi un team composto da non solo ciclisti già noti nel comparto “avventura” come Amity Rockwell e Colin Strickland, ma con anche una campionessa di Ironman come Heather Jackson e due ex-pro WorldTour come Ian Boswell e Peter Stetina, provenienti da Katusha e Trek-Segafredo, ed ora riconvertiti al gravel a tempo pieno.

Tra le squadre WorldTour la EF-Education First è stata la prima ad essersi investita nel mondo del Gravel facendo correre un buon numero di gare al proprio corridore Lachlan Morton, diventato una specie di testimonial gravel anche del loro sponsor tecnico Rapha. Morton è stato spesso accompagnato agli eventi maggiori del calendario di gare gravel da Alex Howes, campione nazionale USA, e da Taylor Phinney, recentemente ritiratosi. Il brand inglese Rapha si è molto investito nel gravel, ideando una serie di indumenti dedicati, e spostando uno dei propri focus dal mondo delle randonnée proprio al gravel.

Lachlan Morton e Alex Howes, EF Education First

Ad uno degli eventi più importanti del mondo gravel, il Dirty Kanza, negli USA, ha anche partecipato un duo americano della Trek-Segafredo lo scorso anno, composto appunto da Peter Stetina e Kiel Reijnen. Ed ovviamente anche Ted King, ex corridore della Garmin e Cannondale, il quale è stato uno dei primi a riconvertirsi al gravel una volta ritiratosi dal professionismo su strada, diventandone un ambasciatore in se e di Cannondale in particolare nel settore.

Ma se ovviamente gli americani ed i marchi americani sono a livello 11 sul gravel, gli europei non stanno a guardare: non esiste azienda che non abbia ormai uno o più modelli a catalogo, ed un marchio tedesco come Rose ha fatto sapere recentemente che rispetto lo scorso anno ha aumentato le vendite di bici del 35% in gran parte grazie al settore gravel.

Se qualche anno fa si parlava di “ciclismo come nuovo golf”, ora lo scettro sembra saldamente nelle mani del Gravel.

 

 

Commenti

  1. Se non fosse stato per il Gravel non avrei riscoperto la passione per la bici dopo quasi vent'anni di inattività. Così come non avrei scoperto tanti bellissimi percorsi di cui ignoravo l'esistenza. Ora la gravel è la mia unica bici, insieme ad un paio di ruote in carbonio per le uscite su strada.

    P.s. possiedo una Canyon in alluminio da 1.500 euro e un paio di ruote in carbonio di pari valore. Nient'altro.
  2. samuelgol:

    Il successo del calcio sta proprio nella sua popolarità. Non serve un campetto da pagare. Basta un prato o uno spiazzo con le porte fatte con sassi, giubbotti ecc.ecc. In molti posti, le porte già ci sono.
    Volendo andare al campo di calcetto, con 5 euro (a testa) giochi 1h e ti fai la doccia calda.
    E non serve abbigliamento tecnico da x soldi. Anzi, con le scarpe vecchie che non indossi più va meglio (o con quelle nuove per far arrabbiare mamma). Niente magliette windstopper, windtex, nanoflex ecc.ecc. Se poi ti iscrivi in una squadra, con 3/400 euro giochi sui campi, ti danno le divise e devi solo comprarti gli scarpini che con 50/60 euro te la cavi (se non vuoi quelli di Ronaldo). No, no, non paragoniamo il calcio al ciclismo. Quest'ultimo, per farlo a buon livello (amatoriale) costa parecchio di più.
    300/400€ l'anno equivalgono ai 200€ l'anno per una bici da 2000€ da tenere 10 anni o più, e 200€ l'anno di gore tex, windstopper e nanoflex.
    E poi se ti iscrivi ad una squadra amatoriale con 100€ l'anno dalle mie parti ti danno divise nuove tutti gli anni, non vale solo per il calcio.

    Piccola digressione: molta gente che non arriva a fine mese, in realtà è così perché non sa valutare la reale portata delle spese. 2000€ euro tutti d'un fiato ma che durano 10 anni vengono visti come irraggiungibili e da ricchi, mentre 300€ l'anno diventa uno sport economico.
  3. andry96:

    Quanti davvero lo fanno? E quante bici da 5/8/10k€ vedi in giro?
    Che lo facciano in tanti non significa che sia obbligatorio farlo.
    Se poi per andare in bici serve per forza l'ultimo modello e solo top di gamma, allora il ciclismo costa più del golf e di parecchio.