La fuga ha rischiato grosso al Dauphiné

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Come sembra impossibile che gli animali attraversino sempre la strada nell’esatto momento in cui transitano auto, moto, treni e bici, la stessa cosa pare riprodursi nelle gare di ciclismo: se un’auto può infilarsi nel percorso lo farà nell’esatto momento del passaggio dei ciclisti.

La cosa si è confermata oggi al Critérium du Dauphiné durante la 2^ tappa.  A 72 km dall’arrivo i 4 uomini in fuga verso Issoire hanno preso un bello spavento. Alla fine di un’ampia curva il quartetto di testa è stato sorpreso da un’auto che stava per uscire dal vialetto di una casa per immettersi sulla strada.


Fortunatamente l’auto bianca si è fermata all’ultimo momento sotto gli occhi dei corridori, che hanno salutato col tipico disappunto dei ciclisti il conducente al loro passaggio.

Fuga che non è andata in porto nella tappa, che ha visto vincitore Jonathan Milan (Lidl-Trek) allo sprint. Il corridore italiano ha preso anche la testa della classifica generale.

 

 

Commenti

  1. Buffi i commentatori.
    Uno dice "la macchina ha spaventato i quattro". E l'altro gli risponde "i sette, i quattro per strada e i tre qui in cabina!" :-)xxxx
  2. lorenzom89:

    è una cosa che mi son sempre domandato

    " ma se uno quel giorno sta tappato in casa, vuoi perché ha fatto il turno notturno, vuoi perché è un anziano che esce solo 1 volta a settimana
    Mettono sempre i cartelli nei giorni precedenti. Ed il passaggio dura 1h se è tanto dal momento in cui passano le prime moto (proprio per avvertire) a quando effettivamente passano i primi fino gli ultimi. Tra l’altro oggi fughe con vantaggi da clessidra sono rari quindi tra i primi e gli ultimi spesso non ci balla più di un quarto d’ora.
    Io fatico a credere che uno che abita in paesini, tanto più sono isolati, non sappia niente del passaggio di una gara.
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