La guerra alle contraffazioni

La guerra alle contraffazioni

10/03/2014
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10/03/2014

Robbert de Kock, segretario generale della World Federation of the Sporting Goods Industry (WFSGI), durante una presentazione a Taipei city, ha toccato il crescente problema dei falsi nell’industria ciclistica: “Da molti anni la WFSGI cerca di contenere il problema delle contraffazioni, che rappresenta sia un problema di rischio per l’incolumità del consumatore sia una grossa perdita in termini economici e di immagine in relazione ai marchi registrati ed ai prodotti dei nostri affiliati“.

In questa presentazione sono stati mostrati numerosi prodotti contraffatti di marchi come  Shimano, FSA, Specialized, Zipp, etc.

Michele Provera, vice presidente della Convey, una compagnia specializzata in protezione dei marchi su Internet ha dichiarato: “Non stiamo parlando di fabbriche di caramelle, si tratta di organizzazioni molto sofisticate che investono in questo settore per riciclare denaro proveniente da smercio di droga, prostituzione e schiavitù. Investono i loro soldi nella vendita di contraffazioni per via dei grossi margini di guadagno. Non hanno costi di progettazione o altro. Non sopportano nessuno dei costi dei marchi legittimi”.

La WFSGI si è unita alla Convey per combattere questo fenomeno. Gli obiettivi del loro progetto sono:

•  Scoprire ed analizzare le minacce online esistenti per gli abusi legati all’utilizzo di marchi, offerte illegali e vendita di prodotti contraffatti su piattaforme operate da terzi.

• Rimuovere le offerte di contraffazioni dalle maggiori piattaforme di e-commerce e bannare permanentemente i rispettivi operatori e venditori,

• Chiudere i siti abusivi e riprendere il controllo dei domini abusivi registrati da operatori terzi.

Una delle maggiori minacce secondo WFSGI e Convey sono le piattaforme che sfruttano i marchi legittimi per vendere contraffazioni su piattaforme di e-commerce e creando domini che portano i consumatori a credere che si tratti di venditori legittimi. Senza contare siti web oggetto di hacking, traffico interent deviato, video, pubblicità e link di negozi contraffatti presenti su Facebook, Twitter, YouTube, etc.

Altro problema che sta peggiorando la situazione sono i nuovi domini generici di alto livello (GTLD) che danno alle contraffazioni la possibilità di essere vendute su siti con URL simili a quelle dei marchi più noti, come  www.shimano.sportwww.giant.store,www.cervelo.bike, etc.

I marchi detentori legittimi avranno un trattamento preferenziale nella chiusura dei domini con nomi identici o simili ai loro brands (operazione che ora richiede tempo e denaro).

Secondo Convey il mercato dei falsi sta peggiorando sui canali occidentali come Ebay ed Amazon, che sono solo la punta di un iceberg. Le piattaforme cinesi restano la principale fonte di contraffazioni, come Alibaba ed AliExpress.

Secondo Provera: “Stiamo vedendo che sempre più compratori non acquistano solo un componente per la loro bici, ma ne acquistano centinaia di esemplari dello stesso. Questo significa che li rivendono sui siti occidentali, o peggio, nei loro negozi locali, mischiandoli con i prodotti originali. Se qualcuno compra uno di quest prodotti ed il giorno dopo si rompono quali saranno le conseguenze? Se siete fortunati il tizio se ne lamenterà solo su tutti i forum ed i social media…ma ci possono anche essere ulteriori conseguenze di responsabilità civile

Questo progetto è nelle sue fasi iniziali, ma WFSGI e Convey dicono di aver agito contro centinaia di contraffattori, rimosso 21.000 falsi dalla vendita e bloccato più di 5000 transazioni per un valore di circa 1 milione di euro.

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