Trek Madone, un modello storico ed iconico del panorama biciclette si rinnova, ed arriva alla 6^versione, con la Madone SLR.

A prima vista sembra molto simile alla precedente Madone 9, ma si tratta in realtà di un modello nuovo, nel senso che è stata ri-progettata da zero per quanto riguarda le caratteristiche tecniche. Innanzitutto il sistema Isospeed, che è stato ridisegnato per essere personalizzabile, come sulla attuale Domane. Cambiato anche l’elastomero interno, che riduce il ritorno del 13% rispetto il precedente. La combinazione di questi due elementi ha reso possibile avere la stessa flessibilità verticale su tutte le taglie, cosa che non avveniva con la versione precedente.

Nelle tabelle sottostanti si può vedere in che modo l’Isospeed dia la possibilità di variare la rigidità verticale posteriore rispetto la Madone attuale.E la rigidità minima e massima per taglia.

Ovviamente ci sono anche raffinamenti aerodinamici. Nella tabella sotto si vedono i dati di penetrazione aerodinamica rispetto gli angoli di incidenza del vento in comparazione con la Madone attuale

Cambiata anche la rigidità dell’avantreno. In gran parte grazie all’introduzione dei perni passanti per i freni a disco.

Scende anche il peso, grazie all’utilizzo di un nuovo layup delle fibre di carbonio OCLV 700. Il peso target per la taglia media (e montaggio top di gamma) Rim è 7,1kg. 7,5kg per la Disc. Ovviamente il peso cambia a dipendenza della taglia e della verniciatura.

Avanzata anche l’integrazione generale, che ora si basa su nuovi elementi come il manubrio integrato, completamente nuovo. Rispetto al precedente è in due pezzi, in modo da offrire la possibilità di ruotarlo di +/-5°. E’ anche più flessibile per dare un po’ di comfort aggiuntivo.

Cambiato totalmente anche il reggisella, che ora ha un nuovo sistema di aggancio della sella ed integra l’attacco per le luci

Nuova la geometria, denominata H1.5, esattamente a metà tra la 1 e la 2 attuali. Sviluppata grazie ai feedback della Trek-Segafredo.

La nuova Madone SLR sarà disponibile nelle due versioni Rim e Disc, cosa abbastanza unica nel panorama attuale. Sia per le versioni maschili che femminili. La versione Rim ha un nuovo freno anteriore, integrato ora nella parte posteriore della forcella. In questo modo il tubo sterzo ha perso la soluzione con le “ali” in carbonio che si aprivano per far ruotare la forcella ed il freno integrato sulla parte anteriore. Il freno posteriore rimane invariato, anche se con una nuova copertura del corpo freno.

La Madone sarà disponibile anche in versione SL, realizzata in carbonio 500 OCLV, ad un prezzo inferiore.

Le versioni. La top di gamma è la SLR 9 Disc, montata con Dura Ace DI2, quindi la SLR 8 Rim, e la SLR 6 Disc (disponibile anche in versione donna).

I prezzi per modello:

Con la presentazione della Madone SLR viene introdotto anche un nuovo tipo di verniciatura, denominato ICON. Facente parte del programma Project ONE, queste verniciature sono il livello più alto per quanto riguarda la complessità realizzativa, con un numero elevato di passaggi e utilizzo di venirci diverse per ottenere gli effetti multicromatici. Gli schemi sono: Chrome Tour, Refliptive, Brushed Liquid Metal, Black Gold, Candy Emerald Green, Prismatic Pearl. Visti dal vivo sono molto di effetto (alcune ricordano le vecchie Klein), poi che piacciano o meno va a gusti. Alcune colorazioni “standard” (come quelle delle foto in alto) sono già molto belle ed eleganti a mio avviso.

Per finire la mia impressione dopo i classici primi giri di prova. La bici mi è parsa molto equilibrata, merito anche delle ruote non altissimo profilo. La cosa più sorprendente è l’efficacia dell’Isospeed. Ho fatto un giro di 100km/1100mt cambiando la durezza a metà, utilizzando prima tutto morbido poi tutto duro. La differenza è netta e la bici passa da essere molto confortevole anche su strade non perfette, ad essere molto “secca”. Il tutto senza influire sulla trasmissione della potenza, in particolare in fuorisella, grazie a com’è concepito l’Isospeed. Di fatto non vedo molte motivazioni nel tenere il setting più duro, visto che questo influenza solo la comodità in sella, e tenere quello più duro non fa certo aumentare le prestazioni (anzi), ma per un aggravio di peso minimo questo sistema da molta versatilità alla bici, che può essere veramente trasformata nel comportamento da seduti ed andare incontro alle esigenze o preferenze di chiunque. Ottimo anche il nuovo manubrio integrato, più comodo del precedente a mio avviso, sia per la forma dell’impugnatura, meno estrema, sia per la possibilità di personalizzare la rotazione un minimo. Anche la flessibilità è migliorata rendendolo più comodo (senza essere “molle”). Per il resto non ho molto da aggiungere, anche perché la prova è stata fatta sulle strade stile “Ardenne” del Wisconsin, quindi non molto probanti in particolare in salita/discesa.

sembra piccola…

…ma non lo è