Omar di Felice inizia l’attraversata della Mongolia in invernale

Omar di Felice inizia l’attraversata della Mongolia in invernale

02/03/2020
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02/03/2020

Dopo l’investimento da parte di un automobilista che lo ha visto costretto a rimandare di 14 giorni la partenza dell’avventura e, una volta atterrato ad Ulan Bator (Mongolia), la quarantena forzata a causa del corona virus cui è stata sottoposta tutta la capitale della Mongolia (e che verrà revocata il 03 Marzo alle ore 07.00 am locali), Omar Di Felice è pronto finalmente alla partenza del tentativo di traversata della Mongolia e del deserto del Gobi in invernale.

L’avventura, già di per sé molto estrema e difficile, è resa complicata dalla forti misure restrittive cui sono sottoposte, ormai, tutte le nazioni tra cui anche la Mongolia. Ad ogni villaggio, infatti, Omar dovrà sottoporsi ad un controllo medico da parte della autorità sanitarie e di polizia, consapevole del fatto che una intensa attività fisica (soprattutto in ambito climatico così estremo e freddo) può portare ad un aumento della temperatura corporea.

Per questo motivo la guida locale, in contatto con l’agenzia italiana Avventure nel Mondo, all’approcciarsi di ogni check point e posto di blocco affiancherà Omar per il dovuto supporto con le autorità locali e per mostrare i permessi speciali ottenuti in una situazione del tutto nuova e di emergenza.

Seguiranno altri aggiornamenti durante l’avventura stessa.

Live tracking

La bici di Omar di Felice

 

 

Commenti

  1. Seguii qualche anno fa la traversata invernale della Siberia (in solitaria e senza alcuna assistenza) che fece Dino Lanzaretti, cicloturista atipico ma con una forza vitale incredibile.
    Ricordo il racconto di notti in tenda a -40°C e della consapevolezza di avere limitate chances di sopravvivere in quelle condizioni, dei meravigliosi incontri che faceva lungo la via, del fornello per sciogliere il ghiaccio per bere, del problema degli approvvigionamenti... un bel racconto fatto attraverso semplici video autoprodotti in viaggio e postati sulla sua pagina facebook.

    Sto iniziando ora a seguire Omar, sicuramente più organizzato e meno wild, ma sono comunque avventure carichissime di emozione.
  2. valter65:

    Mah....ognuno ovviamente ha le proprie opinioni ; Omar ha partecipato comunque a diverse prove di ultravycling in mezzo ad altri atleti professionisti del settore , ottenendo i suoi risultati....per me atleta non e' solo chi vince un tour , un giro od una grande classica ....amo lo sport e nel mio -personalissimo- concetto di Sport , un grande atleta e' uno sportivo che si applica ed ottiene delle performance degne di rilievo e , forse , comunque non alla portata di tutti ....ho seguito diverse imprese di Omar ed ammiro moltissimo quello che fa : per me uno che non potendo stare seduto in sella per un ematoma a meta' di una impresa e si fa mezzo arco alpino fuori sella e per in mese si allena solo pedalando fuori sella e' una pazzo , ma un pazzo fantastico ed il senso di quello che fa lo si evince dalle sue parole e da quello che scrive ....almeno e' quello che penso io (e non sono il suo procuratore ) ...poi ovviamente e' giusto che ognuno abbia le proprie idee e le proprie opinioni ...
    Io ad esempio sono un medio(cre) agonista ; non faccio gare a circuito , ho fatto qualche gran fondo ...a adoro alzarmi alle 4 , uscire la mattina all'alba e pedalare 5,6,7 ore anche in perfetta solitudine ; alcuni amici che corrono mi danno del matto : ognuno trova la sua dimensione ed in quella ottiene piacere e soddisfazione ...poi se qualcuno ne fa la propria professione condidivendo le sue avventure , ben venga
    Ottime considerazioni che approvo totalmente ...La storia dell'ematoma mi ha fatto tornare in mente una cosa simile che feci qualche anno fa...Per un prostatite acuta l'urologo mi vietò la bici e dopo aver ripiegato per un po' su corsa e nuoto sono tornato in sella ma pedalando sempre senza sedermi per svariati mesi (riuscivo a fare max 70km) Ancora oggi dopo quel periodo pedalo piu volentieri in piedi che seduto