Quintana non si ritira

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Nairo Quintana non si ritira. Curioso dare questa notizia “all’inverso”, quando di solito si annunciano i ritiri, e dopo le varie speculazioni dei media colombiani che davano per certo il ritiro del loro connazionale, il quale avrebbe dovuto annunciarlo oggi in una conferenza stampa. Nairo invece ha spiazzato tutti, annunciando il proprio “non-ritiro” in un discorso appassionato e con toni di sfida.


Voglio continuare a corree, a mettermi il numero sulla schiena e mettermi al servizio di una squadra. Voglio viaggiare in Europa nelle prossime settimane perché ho ancora contatti con diverse squadre. Ho l’ambizione di non ritirarmi. Sono disponibile“.

Sempre con tono acceso Quintana ha anche ringraziato i vari team nazionali che gli hanno offerto di correre per loro, ma Nairo ha detto che vuole continuare a correre al più alto livello: “Non mi arrendo. Continuo. Sono in ottima forma. Continuerò a lottare per competere. Sono un corridore onesto che ha rispettato le regole“.

Un discorso da novello caudillo nei toni quello di Quintana, che sembra essere rivolto soprattutto ai suoi fans colombiani, con riferimenti ad alcune città colombiane ed al lavoro e disciplina dei ciclisti da li provenienti: “[…] siamo lottatori, ed indipendentemente dai nostri risultati abbiamo consacrato la nostra esistenza a lottare contro le avversità. Io non sono l’eccezione, mi considero un lottatore, che prima di tutto riconosce agli uomini e donne nel ciclismo colombiano la capacità di superare ogni tipo di circostanza: povertà, disuguaglianza, discriminazioni ed ingiustizia“.

Resta però la mancanza di una squadra con cui correre. Vedremo se nelle prossime settimane il tour europeo che si accinge a fare lo farà approdare da qualche parte.

Commenti

  1. Io non ho mai creduto al ritiro di Quintana....sta solo cercando di far piu' notizia possibile per trovare una squadra,ad oggi si e' reso conto che nessuno lo vuole e sta calando di brutto le pretese
  2. Ser pecora:

    Si ripropone quindi il dilemma sul fatto che le vittorie di un corridore "fanno bene al ciclismo", ma da un punto di vista etico aprono una voragine.
    Certamente. La mia era una considerazione sul ciclismo colombiano, che con Quintana ha segnato un punto di rottura con tutto ciò che c'era prima, con l'aiuto anche dei grossi team in cui ha corso.
    Per me é stato bello veder vincere Quintana e anche Bernal.
    Sui dubbi etici non saprei che dire. Chi ha corso prima di Nairo non credo fosse pulito.
  3. pedalone della bassa:

    beh, non è che tutte le squadre WT puntino a vincerla un grande Giro.
    Nairo ti può portare tranquillamente una top 10, o la vittoria di una maglia dei GPM, o una qualche vittoria di tappa, tutte cose che portano punti, cosa che ora le squadre guardano molto attentamente.

    ripeto, in generale, mi fà molto ma molto strano che abbia trovato tutte queste porte chiuse.
    forse, nell'ambiente, ci sono davvero altri aspetti a noi "sconosciuti" che "infastidiscono"
    Non so che dire, certo é strano.
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