[Test] Cannondale Topstone Lefty Carbon 1

[Test] Cannondale Topstone Lefty Carbon 1

27/06/2020
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27/06/2020

La Cannondale Topstone Lefty Carbon 1 è la top di gamma della “super-gravel” dell’azienda americana, che si pone sia come erede della Slate, sia come nuova bici passepartout, ovvero una bici con cui fare veramente tutto, dai sentieri di montagna a giri epici su asfalto.

Lo è veramente? Vediamolo.

 

La cosa che salta subito all’occhio di questa Topstone è il fatto che si tratta di una bi-ammortizzata, ovvero il telaio è dotato di una sospensione, denominata KingPin, che sfrutta la flessibilità dei foderi bassi in carbonio e l’infulcro del dei foderi alti sul piantone tramite un perno, per consentire a tutto il carro posteriore di ruotare se sollecitato, in modo da offrire 30mm di escursione alla ruota. A questo sia aggiunge la forcella ammortizzata Lefty Oliver, la quale è in tutto e per tutto una versione a corsa corta (30mm) della Lefty Ocho che equipaggia le mountainbike da Cross-Country di Cannondale.

Questa Topstone è equipaggiata con due ruote da 650b gommate con due abbondanti copertoni WTB da 27,5″, un WTB Venture TCS Light da 47mm all’anteriore, con una tassellatura non molto profonda nella parte centrale e più pronunciata ai lati, ed un WTB Byway TCS Light al posteriore. In questo caso un pneumatico slick nella parte centrale per migliorare la resistenza al rotolamento. Entrambi i copertoni sono Tubeless-Ready, anche se sono arrivati, come sempre, con camera d’aria. Ricordiamo che 47mm corrispondono a 1,85 pollici, quindi una larghezza già da cross-country, seppur leggero.

 

I copertoni sono montati su ruote assemblate con cerchi Hollowgram, il marchio di casa Cannondale per questi componenti, in carbonio alti 23mm e 28 raggi. E mozzi DT Swiss 370 al posteriore (asse 142mm) e Hollowgram per Lefty all’anteriore. Sulla ruota anteriore è presente il sensore di velocità Bluetooth che si connette alla app Cannondale per registrare nella memoria interna distanza e velocità anche in mancanza di computerini.

Il telaio, interamente in carbonio, è montato con il gruppo SRAM Force AXS per quanto riguarda comandi e guarnitura (40 denti), mentre il deragliatore posteriore ed il pacco pignoni (10-50) sono SRAM X01 Eagle eTap AXS. Tutto 12V.

Completano il montaggio il manubrio integrato SAVE, idem il reggisella SAVE da 27,5mm di diametro e la sella Fabric Scoop con binari in titanio. Il manubrio ha la possibilità di montare il supporto dedicato (incluso) per Garmin. Il montaggio del supporto sulla parte superiore del manubrio consente di attaccare eventuali borsette sotto e davanti il manubrio senza impedimenti.

Prova

La bici cosi montata, in taglia L, pesa 9,81kg. Una delle prime operazioni da fare prima di mettersi in sella, oltre alle solite regolazioni per metterla a misura è verificare il setting della forcella. Questo è più un memorandum per gli stradisti meno avvezzi al mondo MTB, ma essendo la Lefty una forcella ad aria, va gonfiata con l’apposita pompa alla giusta pressione in relazione al peso del biker per funzionare al meglio. La tabella delle pressioni è posta sull’estremità dello stelo. Idem per il ritorno (rebound), che regola la velocità con cui la forcella appunto ritorna in posizione estesa dopo la compressione su urti o ostacoli. Per la regolazione del ritorno va ruotata la ghiera rossa posta sotto lo stelo. La tabellina incollata da indicazioni anche su quanti click dare.

 

Segnaliamo il sistema per lo sgancio della pinza del freno anteriore, una vera genialata di Cannondale. Chi sa come funziona la Lefty, sa che nei modelli precedenti per smontare la ruota, prima di svitare la vite del mozzo bisognava svitare le viti della pinza del freno e staccarla dalla forcella. Ora è presente un sistema con una pratica levetta che permette di staccare la pinza del freno senza attrezzo alcuno. Si apre la levetta e la pinza si stacca con tutto l’adattatore. Nel caso di voglia regolare la posizione della pinza basta agire sulle due viti avvitate in posizione frontale. Veramente molto ben pensato e pratico.

Per quale utilizzo è adatta la Topstone? La risposta è facile: tutti. Le possibilità di questa Topstone sono veramente di essere una bici per utilizzo universale. Ovviamente nell’ambito di utilizzi non-competitivi. Questo cosa vuole dire? Che la Topstone non è una bici per “andare forte”, né su strada né fuoristrada, ma è una bici con cui partire all’avventura sapendo che qualunque percorso non ci sarà precluso.

Volete farvi un giro epico su strada? Non ci sono problemi, basta non pensare di fare il tempone sul segmento in pianura o tenere alte VAM in salita. La Topstone Carbon 1 pesa sempre oltre 10kg (per i fan dei pesi in ordine di marcia 10,8kg con i pedali Shimano XTR, portaborraccia e borsetta sotto sella), quindi non si può pretendere più di tanto. Soprattutto su giri molto lunghi, dove alla fine il peso totale, i copertoni generosi e comunque “cedevoli” (a meno di non gonfiarli a pressioni massime) si fanno sentire. Durante il test ho percorso un giro di 190km e 3200mt di dislivello su asfalto, ed appunto, senza fretta si fa senza problemi, anzi, in totale comodità.

Nel caso però vi stufiate dell’asfalto e vogliate percorrere sentieri non c’è problema. L’assetto della Topstone permette di affrontare non solo strade bianche in scioltezza, ma veri e propri sentieri montani.

Fa tutto alla perfezione? Ovviamente no, si tratta sempre di un compromesso: su strada i salti della cassetta da MTB a volte (spesso) sono fastidiosi. In salite tecniche fuoristrada il manubrio piuttosto stretto e la geometria tendono a far alzare l’anteriore e rendere difficile la direzionalità rispetto una vera MTB. Ed ovviamente 3cm di escursione ant/post non sono granché e non permettono grandi velocità, in particolare se il fondo è sassoso e/o con radici. Decisamente meglio però che non una bici completamente rigida, questo è poco, ma sicuro.

L’escursione ridotta agevola in ogni caso non poco ed a fondo discesa non è necessario correre dall’osteopata.

Questa Topstone è quindi sicuramente una bici che può offrire piena versatilità, anche se la completa versatilità la deve mettere chi ci sta sopra. Che deve essere cosciente dei pregi e dei limiti di una bici del genere, e dell’utilizzo che ne può fare. Chi ha questa versatilità “mentale” nel proprio utilizzo avrà trovato nella Topstone la compagna ideale.

Prezzo Topstone Lefty Carbon 1: 7499eu

Sito Cannondale

Commenti

  1. martin_galante:

    Un concetto di bici sicuramente fuori dagli schemi, soprattutto per i foderi posteriori. Praticamente prima che i foderi alti svolgano alcun ruolo nelle sollecitazioni verticali, il mozzo posteriore deve alzarsi di ben 3 cm. Come scritto nell'articolo, si tratta di una vera full, ma con escursioni molto ridotte rispetto ad una mtb.

    In ogni caso, dati l'angolo cosi' ridotto tra i foderi e l'utilizzo del perno, sembra che la prossima evoluzione sara'... utilizzare bici da tri senza foderi alti! Esperimento interessante, forse sensato per chi fa uscite molto miste (tanto asfalto, poi sezioni molto tecniche con ostacoli impossibili per gravel 'classiche'), ma io personalmente non la comprerei mai.
    Dubito che non subiscano alcuno sforzo durante i 3cm di corsa, hanno la possibilità di flettersi ma devono ugualmente sostenere il peso

    Comunque la bici mi pare molto interessante
    Perché alla fine io credo sia molto meno limitata di una gravel normale che a meno di non avere tanto manico resta limitata e ti fa sentire ogni cosa che passa sotto alle ruote
  2. Quando i percorsi si fanno un po’ scassati, l’utilità di quei pochi cm di sospensione è notevole, consentendo di mantenere alte le velocità. Devo dire però, dopo averne incrociata una ad un evento gravel, che nei tratti asfaltatati bobbava al posteriore come e più di una full con gli ammortizzatori aperti. La cosa era molto evidente.
  3. Fitzcarraldo:

    io credo che questa lettura non sia quella corretta.
    Lo dico avendo una gravel con lefty Oliver (la vecchia a doppia piastra): le sospensioni su una gravel non servono nelle "sezioni molto tecniche con ostacoli impossibili per gravel classiche", non credo ci sia alcun tipo di terreno che si riesce ad affrontare con una gravel con sospensioni e non con una senza, rimane sempre una gravel e ci si fanno le stesse cose. Le sospensioni servono alle performance, ovvero alla velocità su terreni facili o medio facili, dove la bici non saltella, rimane guidabile e consente di mettere potenza sui pedali.
    Questa bici non mi piace, ma le sospensioni hanno senso secondo me.
    Su questo sono d'accordo. 'impossibili' si intende come 'impossibili a buona velocita''. A me piace fare uscite miste, con parti gravel che interpreto sportivamente, eventualmente anche con tratti di corsa stile cx. Quindi pure la bdc ti porta ovunque... ma se passi piu' tempo a saltare sulla bici che a pedalare, i compagni di uscita non li trovi piu'. Poi, dove mi trovo, o si vanno a cercare percorsi appositamente 'mtb', o difficilmente una sospensione e' piu' veloce della forcella rigida. In questo senso, i percorsi dove una bici come questa e' la piu' veloce ci sono, ma non sono tanti in generale e magari sono un po' 'artificiali'... senza contare l'asfalto da fare per raggiungerli. Comunque una sua nicchia ce l'ha, penso soprattutto nel mercato USA. Un'opzione in piu', meglio di un'opzione in meno