[Test] Casco Trek Velocis Mips

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Recentemente si sono visti sulla testa degli atleti Trek-Segafredo i nuovi caschi dell’azienda del Wisconsin, il nuovo Velocis ed il nuovo Ballista. Qui in prova le nostre impressioni sul Velocis Mips.

Il Velocis in test è la 3^generazione di questo casco di Trek, che nelle precedenti era invece venduto sotto il marchio Bontrager, il brand “componenti e accessori” della casa americana. Questo Velocis ha abbandonato il sistema WaveCell utilizzato nel modello precedente, utilizzando ora il sistema Mips air, decisamente più leggero. Senza però per questo aver compromesso la sicurezza, tanto che nell’annuale classifica realizzata dall’università della Virginia ha raccolto il massimo dei voti, piazzandosi 11° in totale.

Nella taglia L in prova il Velocis pesa 255gr. E c’è da considerare che la taglia L copre circonferenze craniche da 58cm a ben 63cm. Io che ho 58,5cm infatti l’ho serrato al massimo. Il peso leggero è probabilmente imputabile all’utilizzo di una struttura interna in carbonio OCLV (proprietario Trek) invece che quelle più comuni in nylon. Ad ogni modo un casco molto leggero.

Il serraggio ora è affidato ad una rotella BOA che stringe il cavo attorno tutta la circonferenza della testa, a 360°, in modo micrometrico, tipico del sistema BOA, quindi si può serrare con molta precisione. Il fatto che ci sia un cavetto e non la solita cremagliera di plastica probabilmente contribuisce al basso peso, ma soprattutto è un elemento in meno di fastidio, essendo morbido.

Per alzare o abbassare sulla nuca il sistema resta la scala graduata sulla parte posteriore del casco in cui si infila il piccolo barilotto in plastica connesso alla gabbia su cui è montato il BOA

Il casco presenta 14 feritoie molto ampie che lo rendono molto ben ventilato. L’ampiezza delle feritoie consiglia prudenza per chi ha pochi o nulli capelli in caso di forte soleggiamento. I cinghietti sono regolabili con clip, e la chiusura è la classica a scatto, non magnetica.

Il Velocis è veramente un’ottima casco: leggero, ben aerato e ottimamente rifinito. Le imbottiture sono di qualità e la copertura in policarbonato arriva fin sotto il bordo interno del casco. Molto bella anche la finitura in carbonio  e le scritte dorate del modello in rilievo.

Ottima anche la possibilità di infilare gli occhiali da sole nelle due feritoie anteriori-laterali. Gli occhiali si incastrano perfettamente ed in modo solido.

Inoltre le stanghette non danno fastidio nella parte interna, restando incassate rispetto la struttura del casco.

Eccellente casco in cui tutto è ben pensato e rifinito.

Alto, ma in linea con la concorrenza il prezzo, di 300eu.

Disponibile in 5 colorazioni e 3 taglie.

Sito Trek

Commenti

  1. martin_galante:

    Mi sembra di ricordare che c'era stato un acceso dibattito tra mips e trek. Mips diceva che la wavecell non forniva in realtà una protezione paragonabile al mips. Ed alla fine, mi pare, trek ammise la cosa senza troppo clamore. Qualcuno ricorda precisamente come andó?

    Ora non capisco se il passaggio a mips sancisca la fine del wavecell o meno. Idem per la decisione di non marchiarla bontrager. È solo per dire che è un casco a parte o lasciano il marchio?
    Più che altro c'era stata una causa tra Koroyd (Smith) e WaveCell, vinta dal primo, ma allo stesso tempo i caschi Bontrager WaveCell sono rimasti a catalogo.
    C'è da dire che il WaveCell pesa ben di più e non è nemmeno tanto aerato. Quindi deduco che per i caschi top di gamma abbiano deciso di passare al Mips e marchio Trek.
  2. marcus989:

    Scopro che tra quelli che posseggo è più valido il Met Vinci del Met Trenta 3K Carbon (questo non c'è ma ho preso a riferimento la versione MIPS). Bella storia, probabile che oltre un certo prezzo la ricerca si spinga a dare minor peso, piuttosto che più sicurezza.
    La sicurezza "base" più che sufficiente dovrebbe essere sempre garantita, a quanto si legge in giro.
    Poi da lì lavorano sul peso, estetica, finezze tecniche e confort. E marchio.
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