[Test] Rose Xeon-CW 4000

[Test] Rose Xeon-CW 4000

08/07/2013
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08/07/2013

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La Rose Xeon-Cw 4000 è la proposta di questa casa tedesca per il segmento “aero”, ovvero le biciclette ottimizzate dal punto di vista aerodinamico. Aldilà dell’utilità reale di questo tipo di biciclette, queste proposte ormai sono una realtà consolidata che ha portato una ventata di novità dal punto di vista estetico, dando la possibilità di accontentare chi vuole una bici dal look molto aggressivo e corsaiolo.

Aldilà dell’estetica però queste bici sono anche ottimizzate per un uso racing, quindi con geometrie prettamente corsaiole. Nello specifico di questa Rose ecco le geometrie:

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Come si può vedere le geometrie ricalcano abbastanza quelle di altre proposte del mercato, essendo, per esempio, molto simili a quelle della Trek Madone 6 testata qualche tempo fa.

Per quanto riguarda il montaggio questa Rose 4000 è la proposta “top di gamma” della serie, anche se grazie al configuratore Rose è possibile cambiare i vari componenti (quasi) a piacimento. Nella versione di serie il gruppo previsto è il DA 9000 11v, le ruote le Mavic Cosmic SL, mentre per quanto riguarda la zona di guida la scelta è caduta sui componenti Ritchey WCS 4-axis ed Evo-Curve. Il reggisella, non integrato, è dedicato al telaio, di forma aerodinamica, con un sistema di serraggio “a collarino” classico. Il reggisella ha il morsetto monolink e si accoppia alla sella Selle Italia SLS monolink dedicata. Il peso del modello in prova, in taglia L è di 7,3kg.

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Il telaio presenta una linea abbastanza originale e riconoscibile, con una parte anteriore davvero massiccia, con la forcella a steli dritti piuttosto “esile” alla vista rispetto all’imponenza del tubo sterzo, un po’ come nel caso della Bianchi Oltre. Imponente anche la zona del movimento centrale, BB386. Il tutto in contrasto con il carro posteriore, con i foderi alti curvati e di diametro abbastanza ridotto.

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Buone le finiture, con un passaggio cavi molto pulito, la placchetta metallica per evitare danni al telaio in caso di cadute di catena, e la possibilità di montare la batteria nel tubo piantone nel caso i opti per il DI2. Cura del dettaglio visibile anche nella possibilità di montare il portaborraccia sull’obliquo in 2 posizioni, tramite 3 viti. In questo modo si può optare per un posizionamento più alto e comodo della borraccia, utile per utilizzo quotidiano, ed un posizionamento più basso per avere il posizionamento più aerodinamico (ma scomodo) per uso in gara.

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La livrea nel modello in prova è la “lava red”, un rosso-arancio piuttosto inusuale e non proprio sobrio, ma che tutto sommato si sposa bene con le linee massicce e “moderne” del telaio. La vernice è di tipo opaco, al tatto un po’ “gommosa”, e normalmente questo tipo di verniciature non sono le più semplici da tenere pulite. Personalmente chi scrive trova la versione in nero lucido la più riuscita, sebbene forse più anonima.

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Per quanto riguarda il comportamento su strada le sensazioni più evidenti sono la grande stabilità, sia per quanto riguarda il comportamento dinamico, in discesa, dove la bici è veramente rassicurante e stabile, con un comportamento molto simile a quello (ottimo in questo frangente) della Scott Foil. Questa sensazione di stabilità è anche amplificata dalla grande capacità di assorbimento a livello di comfort. La bici non si scompone mai, anche in presenza di manto stradale rovinato.

Il rovescio della medaglia di queste caratteristiche sono quelle di un telaio non particolarmente scattante. Cosa probabilmente voluta da Rose, visto che si tratta di un telaio per un uso “passistico” dal peso non piuma. Ovviamente questo va visto in confronto ai modelli disponibili sul mercato che ormai offrono pesi abbondantemente sotto il kilo, con spessori minimi delle tubazioni, e che, in particolare in salita, accelerano come razzi. Questa Rose è piuttosto una bici che da il meglio di se su andature costanti e con cadenze non elevatissime.

Nel complesso è una bici che si comporta bene in ogni frangente, anche in salita, ma almeno in questo caso sarebbero da privilegiare ruote più leggere della Cosmic di serie, che la penalizzano in questa circostanza. Mentre in percorsi veloci o appena vallonati la Xeon-Cw si trova sul suo terreno.

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Quello che ci è piaciuto di più di questa bici è questo comportamento molto neutrale e rassicurante. In particolare in discesa. E’ una bici “facile” da guidare che non necessita di particolari cautele o attenzioni. Rigida al punto giusto, senza compromettere la comodità, sia in termini di geometrie che di sensazioni a livello di vibrazioni. Un telaio per niente “secco” tanto per capirci.

Quello che non ci è piaciuto intanto sono sicuramente le ruote. Le Mavic Cosmic Sl ormai sono ruote che hanno qualche annetto sulle spalle, dal buon rapporto qualità-prezzo, ma che tutto sommato pagano in termini prestazionali rispetto ruote full-carbon. 1,8kg per un profilo da 52mm oggi non è proprio una combinata da record. Buone ruote per un utilizzo all-round, ma che alla fine penalizzano in salita e pure un po’ sugli scatti. Per un utilizzo “in gara” sono sicuramente preferibili ruote più leggere, magari per tubolari, e magari anche con un profilo più alto, in particolare al posteriore, per massimizzare davvero la resa aerodinamica della bici.

Portafogli permettendo ovviamente.

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Non ci è piaciuto nemmeno troppo il sistema monolink di sella-reggisella. Molto pratico per le regolazioni, ma più di una volta, anche serrato  al massimo,  ha portato la sella ad inclinarsi in avanti su qualche piccola buca. Inoltre limita abbastanza la scelta di selle montabili, di fatto alla Selle Italia SLS/SLR e Flite.

Nel complesso un’ottima bici per un uso 360°, senza “forzature” a livello di peso o scelte geometriche, che può accontentare chiunque, dal principiante all’amatore più evoluto. Anche se la destinazione di utilizzo privilegiata sono sicuramente i percorsi veloci (come ovvio).

Il prezzo di 4015,37eu, tenuto conto della qualità delle finiture e del montaggio, ovvero in rapporto alla qualità è davvero eccellente. Difficile fare meglio. In particolare se si considera anche la garanzia di 10 anni sul telaio ed il crash replacement di 5 anni (i dettagli si possono leggere qui)

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Disponibile in 5 modelli (configurabili) a partire da € 2238

Disponibile inoltre in grigio/nero, verde/nero, bianco/nero.

Sito Rose

Con questo test introduciamo anche una novità: inviamo il test al produttore/distributore per avere una risposta ufficiale alle nostre conclusioni. Questa quella di Rose Italia:

“Come emerso dal test questo è un progetto nato per gli amanti della velocità che non fanno del basso (sotto i 7 kg) peso finale della bici una condizione necessaria. È una bici aero, quindi da tenere veloce per permettere all’aerodinamicità di sovrastare l’aumento di peso necessario per avere un telaio con linea così filanti. Per gli scalatori (o per chi vuole comunque avere bici sempre molto leggera) abbiamo in catalogo bici dalle line più classiche; sempre rimanendo sul carbonio, la Xeon X-lite (carbonio T40/60 – peso finale bici top di gamma 6,1 kg) o la Xeon CRS (T 30/40 – 6,5 kg).

Poco c’è da aggiungere alla prova anche perché a mio avviso ne esce a testa alta.

Solo delle piccole precisazioni:

– il sottile design dei foderi alti è appunto per non togliere il confort che si richiede su queste tipologia di bici. Per recuperare in termini rigidità  abbiamo  sovradimensionato il movimento centrale e serie sterzo

– Mavic Cosmic troppo pesanti? Nessun problema il configuratore online permette una vasta scelta. Per esempio: Shimao Dura Ace carbon  con sovraprezzo di circa 40€ e DT Swiss CRS 1550 senza nessun  sovrapprezzo dal modello di partenza:

http://www.rosebikes.it/bike/rose-xeon-cw-3000-662010/aid:662033?bikevariantchanged=1

-il monolink non è di vostro gradimento? Possiamo montare sullo stesso reggisella anche selle con rail standard. Sempre sul configuratore si possono trovare queste opzioni.”

 

 

 

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