rullo Tacx Flux Smart T2900

Abbiamo avuto in test da Tacx, il rullo Tacx Flux Smart T2900. E’ un rullo a presa diretta in cui il telaio si blocca direttamente al rullo mediante lo sgancio della ruota posteriore, agendo sulla cassetta che è montata sul rullo stesso.

Il Flux Smart T2900 ha una ruota libera compatibile sia con cassette Shimano/Sram da 8 a 11 velocità che con quelle Campagnolo ed è fornito con l’adattatore che ne consente il montaggio con quick release da 130 e 135 mm, con lo spessore per le cassette a 11v, con il quick release da 135 (utilizzabile anche con carro da 130 ovviamente) e con 2 ghiere di chiusura del pacco pignoni.

La ruota libera è collegata ad un volano da 7 kg che può sviluppare sino a 1500 watt, per una struttura di 670×350 mm di ingombro e dal peso totale di 16 kg.

 Lo spostamento, visto il peso, è tutt’altro che agevole essendo sprovvisto di qualsivoglia maniglia per sollevarlo, così come non essendo pieghevole ha bisogno di uno spazio apposito non troppo angusto ove riporlo.

All’interno della scatola, il Flux Smart è diviso in 2 parti: la base posteriore ed il rullo vero e proprio. Sono molto facilmente assemblabili mediante 2 lunghi bulloni con testa a brugola.

 

Per l’uso è necessario montare sulla ruota libera il pacco pignoni analogamente a come lo si fa su qualsiasi bici e collegare il trainer alla presa di corrente mediante il cavo con presa in versione tedesca.

Trasmette verso i device (smartphone, tablet, pc, garmin) attraverso tecnologia Bluetooth 4.0 (un solo dispositivo alla volta può essere connesso Bluetooth), ANT+ e Fe-C. L’interconnessione  con gli smartphone richede come minimo un Iphone4 o Android 4.3. Non è compresa nella confezione l’antenna usb ant+, utile alla connessione al pc per l’utilizzo con i software di virtual training (Zwift, Trainerroad, Rouvy, Tacx training, Bkool, ecc.). Nel nostro caso ci è stata comunque fornita.

Il Flux smart T2900 è dotato di una resistenza elettromagnetica che riproduce sino al 10% di pendenza in salita ed è compreso di misuratore di potenza. 

 La prova

Abbiamo utilizzato Flux Smart T2900 sia da spento, cioè non collegato alla corrente e nel qual caso funziona come un normalissimo rullo senza resistenza, sia collegato con smartphone e collegato con il pc attraverso l’antenna Ant+ usb Tacx, oltre che ovviamente con un Garmin 520 in grado a sua volta di controllare il rullo. Abbiamo lasciato il misuratore di potenza della bici (Rotor Inpower) riconosciuto solo dal Garmin per confrontare quello del Flux riconosciuto solo dallo smartphone e confrontare in contemporanea le misurazioni.

Va detto che difficilmente i misuratori misurano potenze identiche, un minimo di scostamento c’è sempre. Importante, è l’uniformità nel tempo della misurazione, che, unitamente a un test FTP, è sempre consigliabile fare quando si adotta un nuovo misuratore per fissare le zone, permetta di eseguire gli allenamenti con le intensità programmate.

 

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Ovviamente, è il collegamento a Garmin 520, smartphone, tablet e soprattutto pc il punto di forza del Flux Smart, come di un po’ tutti questi tipi di home trainer.
Anche in questo caso, come per altri smart trainer testati, il realismo percepito della pedalata è in parte influenzato dalla qualità del video, dalle prestazioni del pc stesso, dall’efficienza e dalle funzioni del software che si sta usando. Detto ciò, il Flux varia prontamente la propria resistenza ad ogni cambio di pendenza della strada con un ritardo di poco più di un secondo sia rispetto alla visualizzazione in video che nel caso di allenamenti preprogrammati e/o percorsi creati con Strava o altri software per tracciare percorsi, risultando piuttosto realistico.

La sensazione è di una resistenza un filo più dura che nelle uscite outdoor, stando alla pendenza istantanea indicata ovvero in relazione alle sensazioni su salite ben conosciute nella realtà. Diremmo più una sensazione dovuta al fatto che si rimane sempre fra 4 mura, quindi a un effetto psicologico negativo, acuito dal caldo, piuttosto che non ad una maggior durezza dello strumento.

Scollegato dalla corrente il Flux, una volta messo in moto il volano in poche pedalate, funziona mantenendo l’abbrivio della pedalata come si fosse in pianura. In questa configurazione può quindi essere utilizzato per far girare le gambe, o riscaldarsi prima di una prestazione ove non si possiede alimentazione elettrica.

Attaccato alla corrente, il Flux ha una spia verde che si accende quando è collegato alla corrente e altri due led: uno Bluetooth e uno ANT+ che indicano quando sono attive una o entrambe le connnessioni. Non vi sono interruttori di accensione. Una volta acceso, la pedalata è similare a quando è spento, la resistenza è minima e una volta messo in moto il volano, si fa “pianura”.

 

 Potenza, stabilità e App

Il confronto della potenza, sia istantaneamente che nella media di lap, è inferiore di un 2% rispetto al RotorInpower con cui lo abbiamo confrontato.

Detto della percezione di sforzo maggiore rispetto all’outdoor, a parità di wattaggio, il valore di misurazione, appare abbastanza fedele e ripetibile ed è quel che più conta ai fini dell’esecuzione di un corretto allenamento.

In piedi sui pedali, il peso dello strumento e la base fissata da due ampi piedi, lo rendono molto stabile, trasmettendo le sollecitazioni laterali tutte sul telaio.

La rumorosità durante la pedalata, è piuttosto contenuta, poco più di un fruscio, il che lo rende ben utilizzabile indoor senza disturbo per nessuno e che si avverte solo nel completo silenzio.

Volendo utilizzarlo senza costi aggiuntivi dei programmi on line, per fare una preparazione completa, è sufficiente l’uso con la App caricata sullo smartphone e dopo la registrazione del profilo su https://cloud.tacx.com/.  Qui si può scaricare un file gpx di un giro fatto outdoor o creato al pc o creare un allenamento sulla base delle tabelle da eseguire, con i tempi di ripetuta, di recupero, di salita (scegliendone anche la pendenza), ricreando le condizioni ideali per una corretta esecuzione. Ovviamente limitando sedute che oltre un certo lasso di tempo, diventano più controproducenti che allenanti.

Collegando il trainer al Garmin 520, anche senza altri collegamenti, sul Garmin 520 appare una ulteriore schermata sulla quale oltre ai valori di potenza, di tempo ecc., vi è il campo resistenza, agendo sul quale, da 0 a 100%, si può impostare la resistenza del rullo.

 

 

Conclusioni

Il Tacx Flux Smart T2900, anche e soprattutto in rapporto al prezzo (listino 799,00 euro, ma online si trova sui 650 euro, chiavetta ANT+ usb esclusa),  è un eccellente strumento di allenamento e simulazione ciclistica. Si adatta bene alle variazioni in salita del terreno o comunque a quelle imposte dal percorso che si sta seguendo, la precisione e soprattutto la ripetibilità del misuratore di potenza è affidabile. Il limite di pendenza replicabile del 10% è a nostro avviso puramente accademico, perché una pendenza del genere raramente è considerata utile anche per gli allenamenti outdoor e perché indoor già al 10% è dura spingere un qualsiasi rapporto. Analogamente, l’assenza della simulazione della discesa (quando si è in discesa, la resistenza è analoga alla pianura), ai fini di un corretto allenamento è relativamente utile se non controproducente, essendo che tra una ripetuta e l’altra, il far girare le gambe non a vuoto consente una ripresa migliore della successiva ripetuta. Ovviamente nel caso di simulazione di percorsi, sviluppare la stessa velocità richiede uno sforzo maggiore.

Nella versione attuale, l’unica vera limitazione, almeno in prospettiva futura,  appare l’aggancio esclusivamente con quick release, non idoneo praticamente a nessuna mtb e a rischio forte decremento anche sulle bdc, specie se le disc avranno importante diffusione.

Sito Tacx