Ultima stagione per Richie Porte

Ultima stagione per Richie Porte

Piergiorgio Sbrissa, 27/12/2021

Richie Porte, corridore australiano della Ineos Grenadiers che compirà 37 anni il prossimo 30 gennaio, ha annunciato che la prossima sarà la propria ultima stagione da professionista.

Porte inaugurerà la stagione il 26 gennaio proprio in  Australia, al Santos Festival, gara che per il secondo anno consecutivo sostituisce il Tour Down Under, annullato per la pandemia.

Terzo al Tour de France 2020, il corridore della Ineos-Grenadiers non tornerà più alla Grande Boucle che quest’anno ha concluso al 38° posto, vittima di una caduta dalla prima tappa tra Brest e Landerneau, dove ha perso più di due minuti.

Porte, vincitore del Critérium du Dauphiné nel 2021 e delle Parigi-Nizza nel 2013 e 2015  ed altre 30 vittorie in carriera, è stato incoraggiato dalla sua formazione a “trarre piacere” nella stagione conclusiva della propria carriera, ma l’australiano desidera tuttavia essere competitivo: “Non voglio sprecare il mio tempo quando potrei stare con la mia famiglia“. Spera in particolare di partecipare al Giro d’Italia, dove non gareggia dal 2015: “Se potessi completare il giro sarebbe un sogno. È una corsa che mi è sempre piaciuta». Porte ha debuttato nei grandi giri proprio al Giro d’Italia nel 2010, terminando 7° in classifica generale e vincendo la classifica di miglior giovane. In carriera ha partecipato a 3 Giri, 2 Vuelta e 11 Tour.

Commenti

  1. Ser pecora:

    Mi sa che ti confondi col forum.
    Lavoro, sacrificio e fatica (fisica o mentale a seconda dei casi) sono (dovrebbero essere?) i requisiti per emergere ovunque. Quasi ovunque, sul forum ovviamente no. Imho.
  2. Fill:

    Anni fa in gruppo girava la voce che fosse affetto da un leggero Autismo, non so se fondata o priva di qualsiasi fondamento.
    Si è stato spesso vittima di episodi sfortunati, come in alcune altre occasioni sembrava navigare in un universo suo.

    Comunque Atleta di massimo livello, che ha in ogni caso raccolto meno del suo valore atletico.
    Autismo forse no, a me pare abbastanza normale, piuttosto mi sembra come molte volte non ci credesse neanche lui nelle sue potenzialita' e si mettesse in qualche modo nella condizione di perdere terreno prezioso rispetto a chi era meno forte di lui, come se non reggesse a lungo il peso psicologico di trovarsi davanti. Quest'anno Il suo essere completamente appagato dell'unico podio in un gt in carriera la dice lunga.
    Molte altre volte si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, e come una calamita, si è tirato addosso le situzioni piu' assurde; tipo incredibili carambole di corridori che sono riusciti a centrarlo anche quelle poche volte che non aveva sbagliato niente.
    Che enorme spreco di talento!
  3. Porte é stato un buon corridore. Di certo ha avuto tanta sfortuna, ma non é stato sempre impeccabile alla guida della sua bici.