La strategia di Armstrong

Lance Armstrong ha una strategia ben precisa?

A vedere cosa cosa ne pensa Hein Verbruggen, ex-presidente UCI, ed il numero di interviste che sta dando e cosa dica parrebbe di si.

Hein Verbruggen and Lance Armstrong

Il tutto è cominciato 4 mesi fa, alla vigilia del Tour del centenario, con un’intervista al quotidiano francese Le Monde.

10 giorni fa ha concesso un’intervista fiume al sito Cyclingnews, mentre la settimana scorsa alla BBC ha ripetuto a grandi linee le cose dette in occasione della prima intervista televisiva ad Oprah Winfrey a Gennaio, ovvero che è pronto “in tutta franchezza” a testimoniare ad una commissione d’inchiesta indipendente.

Il 18 Novembre si è rifatto vivo su un altro quotidiano inglese, il Daily Mail, questa volta per attaccare Hein Verbruggen,il quale è tutt’ora un membro influente del comitato olimpico internazionale (CIO), il quale secondo Armstrong lo avrebbe coperto in occasione di un controllo positivo al cortisone all’epoca del suo primo Tour vinto nel 1999.

Armstrong: “Non mi ricordo più se fosse un controllo positivo, ma in ogni caso delle tracce erano state trovate. Non mi ricordo esattamente chi fosse presente in quel momento, ma Hein ha semplicemente detto: “E’ un grosso problema per me, un duro colpo per il nostro sport un anno dopo l’affaire Festina, quindi bisogna che troviamo qualcosa”. E così abbiamo retrodatato la prescrizione”.

Armstrong però non dice una gran novità, infatti le stesse cose le aveva già dette a fine Giugno su Le Monde.

Lance ha continuato senza lesinare qualche minaccia: “Non immaginerete che voglia proteggere questa gente dopo il modo in cui mi hanno trattato? E’ ridicolo. Non ho alcuna lealtà verso di loro. Se ci saranno delle audizioni appropriate dirò alla gente quello che vuole sapere. Non mentirò per proteggere altri. Li odio, mi hanno gettato nella spazzatura ed ho chiuso con loro“.

Queste dichiarazioni arrivano dopo che Brian Cookson, nuovo presidente UCI, ha annunciato che UCI e WADA sarebbero finalmente sul punto di lanciare la famosa commissione “Verità e riconciliazione” di cui si parla ormai da più di un anno.

Armstrong si è detto pronto a parlare, ma in cambio di uno sconto di pena, visto che ci terrebbe a poter competere nelle gare di triathlon.

Sull’onestà di questi propositi sembra nutrire qualche dubbio Travis Tygart dell’USADA, che in una conferenza a Johannesburg il 15 Novembre ha commentato che è un po’ tardi per i pentimenti: “[Armstrong] Ha avuto un’occasione e non l’ha sfruttata. E’ stato il solo atleta a rifiutarsi di venire [alle audizioni USADA tenute nel Giugno 2012 -ndr-]”

Sapida anche la risposta (via sms ad una televisione olandese) di Hein Verbruggen, che ha ironizzato sulle recenti dichiarazioni di Armstrong: “Da quand’è che si può credere ad Armstrong? Da quando ha detto ad Oprah Winfrey che non ha mai avuto coperture dall’UCI? O da quando da interviste dietro compenso? Delle interviste dove deve senza dubbio dare in contropartita delle dichiarazioni appetitose.

Il suo racconto è illogico, perché  si trattava di un controllo positivo all’antidoping e quindi l’autorità competente non era l’UCI, ma il ministero francese. La copertura è un non-sense“.

[Fino al 2006 i controlli antidoping al Tour erano sotto l’autorità del ministero della salute francese, con l’UCI nel solo ruolo di “osservatore”, quindi è il ministero francese che ha decretato la non positività di Armstrong accettando la prescrizione retrodatata -ndr-]

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