[Test di durata] Cervélo R5 alla GF Cesarini

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Come preannunciato qui, avrò in test una Cervélo R5 Dura-Ace modello 2016 per tutta la stagione granfondistica i cui obiettivi principali sono, per ora, la 3Epic Road del 4 giugno, la neonata GF di Auronzo di Cadore con arrivo alle 3 Cime di Lavaredo e la Oetztaler Radmarathon del 28 giugno a Soelden.

La bici mi è giunta i primi di febbraio. Dopo la scelta della taglia, dei componenti relativi (attacco manubrio e lunghezza pedivelle) e la regolazione di assetto e quote sistemate con la supervisione di Jfb’07, biomeccanico che molti qui su Bdc-Mag già conoscono, ho percorso circa 650 km di adattamento e di verifica componenti.

Il feeling è stato sin da subito eccellente, così come il funzionamento componentistico. Il Dura-Ace 9000, in pieno stile Shimano, si è dimostrato elementare nelle regolazioni e duraturo e affidabile nel mantenimento delle stesse pur su una bici nuova e da rodare, non necessitando di alcun aggiustamento successivo.

L’esordio in gara.

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Ho scelto come esordio la GF Cesarini del 28 febbraio a Terni. Una gara le cui precedenti edizioni hanno sempre evidenziato ottima organizzazione e percorso adatto ad un inizio stagione, dunque non troppo duro e lungo, ma abbastanza veloce e con qualche salita non eccessivamente lunga per rodare la gamba. Per questa prima gara l’allestimento utilizzato è quello di serie eccezion fatta per la sella, un componente assolutamente personale, che chi vi scrive predilige con una minor pressione perineale di quella che comporta la Fizik Antares di serie, dal piano sella molto dritto. E’stata quindi montata una Selle Italia SRL Flow. Nulla di esoterico in fatto di peso (160 gr.), l’affidabilità, soprattutto nelle gare lunghe, ha il suo perchè, comunque più leggera della Antares il cui peso è 210 gr.

In Gf successive, saranno utilizzate anche altre ruote, sicuramente delle Fulcrum Racing Zero, con copertoncini Continental Gp4000 SII da 23mm, in luogo delle Hed Ardennes Plus LT con copertoncini Continental Grand Prix da 25mm, eventualmente anche invertendo i copertoncini con le ruote. Per le GF più impegnative utilizzerò anche una rapportatura diversa della cassetta 11-25 di serie, non adatta alle salite Alpine più lunghe ed impegnative, in particolare abbinata alla guarnitura 52-36…..almeno non per la gamba del tester…

La Gara

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Atmosfera da primi giorni di scuola a Terni. Alle prime gare sono tutti belli vispi, vogliosi e motivati. L’iscrizione last minute, causa incertezza meteo che dopo un inverno estivo ha deciso di risvegliarsi con le prime gare stagionali, non poteva che comportare una partenza dalle retrovie con conseguente inizio ad handicap. Partito in ultima griglia ho dunque spremuto (con circospezione) l’R5 sin dai primi metri alla ricerca di un improbabile recupero verso posizioni più “nobili”.

Una partenza che ha visto il passaggio cittadino dentro Terni e mi ha consentito di risalire qualche centinaio di posizioni e di attaccare la prima salita in fondo al gruppo di testa. Pur non vedendo andare via i primissimi (il che visto il loro livello avrebbe comunque cambiato ben poco) ho tutto sommato condotto la gara secondo le mie possibilità pur dovendo forzare un po’ più del dovuto all’inizio. Esordire e già prendere un premio di categoria alla prima gara è comunque un buon risultato.

Un bel percorso come ce ne sono molti in Umbria, ben presidiato, veloce (concluderò la gara a quasi 35 di media, pur con 1800 mt d+), con 4 salite da meno di dieci minuti ed una sola, nel percorso lungo, da circa 25 minuti. Asfalto rovinato in diversi punti e molto rugoso ed abrasivo quasi ovunque. Organizzazione snella, ma efficiente, sia nelle incombenze pregara che in quelle successive. Griglie ben presidiate e ordinate, sensazione di sicurezza più o meno sempre garantita.

L’R5

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L’R5 dopo la prima gara sembra mantenere in pieno le sensazioni positive manifestate nel periodo di rodaggio. E’ oltremodo comoda sulla lunga percorrenza, risparmiando fatica aggiuntiva conseguente ad indolenzimenti vari.  Sullo sconnesso assorbe piuttosto bene le asperità dell’asfalto. In questo direi che la scelta fatta a priori di mantenere anche i copertoni di serie, i Continental Grand Prix da 25mm, pur a fronte di una maggior peso di circa 30 gr. l’uno in una zona sensibilissima al peso si sia dimostrata quanto mai opportuna. Prevedendo un asfalto come quello di ieri sono certamente l’opzione migliore. In salita il peso ridotto (6.9 kg con pedali Speedplay zero titanio e portaborraccia) e le geometrie garantiscono un ottima resa. In discesa era la prima volta che mi trovavo a provarne a fondo le potenzialità. In allenamento è sempre tutto molto diverso. Un asfalto in molte parti umido, o bagnato, oltre che a volte rovinato, mi ha indotto ad evitare pieghe ardite o spostamenti di direzione troppo repentini soprattutto nella prima metà gara. Verso la fine quando se ne è presentata l’occasione (asfalto buono e asciutto), qualche curva tirata ha lasciato intravedere un ottima guidabilità nella percorrenza di curva e una buona aderenza dei copertoncini.

Nei cambi di ritmo, anche in piedi sui pedali, appare avere una buona reattività seppur non eccezionale. Una dote che in una Gf tenderei a porre in secondo piano. Comodità, leggerezza, guidabilità sono le doti che in una GF over 3/4/5 ore si lasciano sicuramente preferire. Vediamo prossimamente come con ruote più leggere (peso delle Ardennes di serie pari a 1570 gr.) e copertoncini diversi il comportamento della R5 sarà eventualmente diverso nei vari frangenti.

Alla prossima!

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