Peter Sagan ha annunciato, in occasione della presentazione della Bora-Hansgrohe a Mallorca, che parteciperà a quasi tutte le classiche monumento nel 2019: Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Paris-Roubaix e Liège-Bastogne-Liège.

La classica delle Ardenne per lui sarà una prima, visto che non ha mai preso il via alla Doyenne: “Per me sarà un’esperienza personale. Non ho mai corso la Liegi fino ad ora e può essere un bene farla pensando agli anni futuri“. Il calendario del campione slovacco prenderà il via con il Tour Down-Under, quindi il Tour San Juan in Argentina per poi spostarsi in Europa per la Tirreno-Adriatico subito dopo un lungo stage di allenamento in Sierra Nevada in Spagna. Salterà quindi il circuito Nieuwsblad in Belgio e la Strade Bianche in Italia. Correrà anche l’Amstel Gold Race, ed ovviamente il Tour de France.
Sagan si è detto soddisfatto dei rinforzi arrivati alla Bora-Hansgrohe per le classiche: Jempy Drucker (BMC) e Oscar Gatto (Astana).
beh certo… con un anno di ritardo… non poteva decidersi prima a fare questa preparazione (ricordiamo che a alla Amstel è arrivato 5.0) e provare col mondiale di Insbruck?
4°
Con questa preparazione non credo sarebbe cambiato molto allo scorso mondiale.
Non ha detto che cambia preparazione, solo che farà una gara per lui nuova per fare una nuova esperienza per eventualmente valutare svoluppi futuri.
E meno male che era stufo…..sicuramente provare qualcosa di diverso mettendocisi alla prova, senza di botto snaturarsi, può essere un valido modo di cercare stimoli nuovi…..forse la generale di un GT non sarà mai nelle sue corde, ma anche andar avanti a suon di maglie verdi, eventuale discorso economico a parte, lo trovo demotivante alla lunga.
Sta' cosa del "era stufo" ha presa una piega comica. Non ha mai detto che è stufo di correre in bici, ma che è stufo di fare n-mila interviste (in cui gli chiedono sempre le stesse cose) e di dormire in 200 letti diversi in un anno.
Oltre a ravvedere una mancanza di "rispetto" in gruppo. Cosa peraltro già detta da tanti altri, da Cancellara (l'ultimo "sceriffo" in gruppo) in giù.
E per "rispetto" intendono gente che lotta per la posizione senza riguardo anche a metà tappa tagliando la strada, etc… oltre all'abbandono di regole non scritte che erano in vigore da sempre.
Un ex-pro inglese anni fa aveva scritto della sua esperienza alla prima gara seria da pro (se non ricordo male il Giro della Provincia di Reggio Calabria), in cui, tutto esaltato è partito a tutta su una salitella a metà di una tappa per provare l'ebbrezza di stare davanti al gruppo -senza pretese. Sapeva di essere mediocre-. Fino a trovarsi Visconti dopo pochi metri che gli è andato vicino urlandogli insulti di ogni genere. E cosi ha capito che aveva fatto una c—-a anche senza capire 1 parola di italiano.
Oggi invece queste cose pare capitino molto di più, perché queste regole non scritte sarebbero saltate.
Sulla questione delle maglie verdi: è una cosa in cui verosimilmente potrà battere ogni record, lo pagano per farlo, da visibilità alla squadra, etc… oltretutto non è che ha vinto solo quelle…a meno di non pensare di battersi per la maglia gialla non vedo come non lo possa motivare.
Stufo, almeno per come lo ho capito io era proprio in senso in generale, di quella ruotine che consta di millemila interviste e letti diversi….e ho inteso la Liegi, quasi a voler invece rilanciare e se così fosse lo trovo anche corretto, come detto…..nuove sfide sportive possono aiutare a superare la noia da routine.
Questa non la ho capita, però. Cosa aveva fatto di male da dover essere redarguito? 😯
Certo, la questione economica non fa una piega e l'ho detta anche io….però quando vinci tanto, secondo me lo stimolo economico può non bastare più e può forse essere producente, anche ai fini economici, seppur non nell'immediato, trovare lo stimolo perseguendo una nuova sfida sportiva. Ai fini economici, per fare un esempio, ha fatto più rumore la sua partecipazione alle Olimipiadi di Rio in mtb, che non magari quest'anno essersi vinto la sesta maglia verde. Ecco, una sfida pazza o che ai più può apparire tale, può darti al tempo stesso stimoli, ma anche visibilità personale, per squadra e sponsor, essendo al fine un valido ritorno economico. Dico una sfida che ai più può sembrare pazza, cercando che non lo sia anche sul serio, altrimenti diventa velleitaria. Insomma, magari sfidare Yates o Froome sullo Zoncolan sarebbe una sciocchezza, il mondiale di Innsbruck poteva esserlo meno…preparandocisi.
La Liegi potrebbe pure vincerla prima o poi…..pero' peccato non fa' strade bianche
Hanno imparato dagli amatori alle granfondo?
Gli altri inverni parlava di meno. Poi in primavera ed estate vinceva.
Vediamo se inversione di rotta nella comunicazione non comporti dei cambiamenti.
Io fossi in lui piu’ che pensare alla Liegi penserei a vincere una San Remo, tra tutte le classiche forse è quella che piu’ gli si addice, ed invece è quella che almeno in 2 o 3 volte ha letteralmente buttato.
Forse per vincere la Sanremo, meglio arrivarci con meno fari puntati addosso….è una corsa molto bloccata e difficile per un favorito….è difficile far la differenza anche se ne hai, dunque è meglio essere in sordina, sperando che qualcuno pensi di lasciarti un metro di troppo…del resto una Sanremo in sordina e un Fiandre "deludente" sono forse state proprio le chiavi per la vittoria nella Roubaix allorchè quel metro di troppo glielo hanno lasciato.
io credo che la Sanremo possa vincerla indipendentemente se fara' la Liegi o meno…….purtroppo vincere la Sanremo non servono solo gambe ma anche fortuna e spazio.
Se arrivano in volata di gruppo difficilmente sara' il piu' forte,quindi dovrebbe fare un attacca con nel 2017( il che non sara' per nulla facile)
Lì se l'è mangiata, facendosi battere in volata da uno tranquillamente alla sua portata…forse è stato troppo convinto di vincere quella volta. Se riprovano altre 10 volte, ne vince 8.
Di San Remo ne ha gettate almeno un paio..
la piu’ clamorosa forse è stata quella accorciata per freddo vinta da Ciolek, 2014..? Fece una volata da schiaffi..
Secondo me invece quella più buttata è stata quella del 2013.
Kwiatkowski lo ha già ciurlato altre volte invece, tipo Harelbeke 2016.
Anche…ma lì era al primo errore e tutto sommato aveva appena 23 anni. Nel 2017 doveva aver imparato ed era obiettivamente un corridore più maturo e consapevole.
E' per quello che nel 2018 a costo di perderla, come poi è successo, non si è mosso sul Poggio. Una volta mi freghi e ok, due volte mi freghi e ok, la terza se vuoi vincere corrigli appresso tu. Nibali ringrazia, ovviamente.
Sarà, fatto sta che Kwiatkowski è molto veloce. Il mondiale lo ha vinto davanti a Gerrans. Quindi non è che Sagan sia per forza il superfavorito contro di lui in volata ristretta.
mi sembra anche in una strade bianche…..
Comunque nel 2017 Sagan non ha fatto errori se non quello di non aver preteso cambi
Beh anche impostare la volata in testa quasi ad essere assieme ad un Landa qualsiasi non è stata la cosa migliore…..nemmeno a Roubaix quest'anno ha fatto un errore del genere pur essendo ampiamente più favorito che non contro Kwiat.
Però a Roubaix è stato Dillier che, con una tattica suicida, ha superato di forza Sagan poco prima di entrare nel velodromo. Lo slovacco non ha minimamente rallentato, è stato lo svizzero che probabilmente ha pagato la scarsa esperienza.
A Sanremo aveva sulle ruote due corridori di tutt'altra caratura che piuttosto di levarsi dalla sua ruota si sarebbero fermati in mezzo alla strada… Poteva farci poco, non lo vedo come un errore.
a me dispiace solo che non faccia la strade bianche
Era ora.
Dillier non è inesperto ed è un ex pistard quindi il suo in un velodromo dovrebbe saperlo….probabilmente c'è dell'altro che spiega una tattica suicida….ma se siamo d'accordo che è suicida essere davanti non possiamo che essere d'accordo sul fatto che Sagàn a Sanremo non fosse nella posizione migliore e ciononostante non abbia fatto nulla x togliersi di lì……il gruppo era ancora abbastanza indietro…..lui è partito convinto di averla facile e Kwiat lo ha seccato perché è uno veloce anche lui.
e' stato un errore,ma purtroppo non era facile non essere in testa dopo che lo era sempre stato………in quella Sanremo ha sbagliato la gestione della fuga non il momento in cui ha attacco sul Poggio,comunque ritengo che abbia piu' speranze di vincere la Sanremo che aspettando la volata finale.
Al momento credo che un Gaviria o anche Viviani ,siano superiori a Sagan in un arrivo in volata a Sanremo,poi magari mi sbaglio e' nel 2019 vince in volata con 2 biciclette su tutti,ma io fossi in lui ( stando molto bene) proverei sempre attacco sul Poggio
Il problema è che lui è in una situazione particolare. Ovvio che al contrario di un Gaviria, un Demare, un Kristoff, un Viviani, lui ha la carta Poggio che forse è migliore anche della volata come carta per lui, solamente che deve andarne proprio via da solo perché chiunque gli tenesse la ruota sul Poggio, sarebbe uno che in volata è battuto quasi certamente (anche il caso Kwiat gestito meglio sarebbe andato così) dunque non collaborerebbero…..un problema similare ce lo aveva Cancellara, seppur meno forte di lui in volata. E andar via da solo sul Poggio per uno come Sagàn è difficilissimo perché è iper controllato. Può riuscire a uno che nessuno si aspetta, come a Nibali quest'anno, che gli han lasciato spazio e quello ha fatto ciao con la manina al traguardo. Ma se si muove Sagàn, che non se lo fili nessuno è escluso e dunque deve averne per staccare tutti e di tanto perché pi deve andare da solo all'arrivo……mica facile….certo che se si porta dietro solo un Alaphilippe, può giocare al gatto col topo, con un Kwiat no, come i fatti han dimostrato.
Infatti per questo motivo la Sanremo e' stregata per Sagan,potra' vincerla ma sicuramente e' una corsa dove ha poche speranze per il troppo controllo,la sua unica speranza potrebbe essere una fuga di Oss nei capi per poi aspettarlo a fine discesa della Cipressa se mai Sagan volesse rischiare un vero colpo a sorpresaed anche folle.
Che possa staccare tutti sul Poggio non e' facile( sono prof e in genere non dormono nei finali)