Orbea comunica aumento di prezzi

112

[Comunicato stampa] Il 2020 è stato un anno di sfide e nel 2021 dovremo continuare a superare difficoltà.

Negli ultimi mesi, in Orbea stiamo subendo un incremento dei costi logistici da parte dei nostri fornitori, che in alcuni casi hanno moltiplicato per otto il prezzo precedente. Inoltre, stanno aumentando i prezzi in origine e ciò, insieme all’esaurimento dello stock e all’interruzione della catena di fornitura, ci ha portato a una situazione insostenibile.


Per questo motivo, benché fino ad oggi Orbea abbia cercato di far fronte a tali incrementi, è giunto il momento in cui non ci è più possibile continuare a farlo. Siamo, quindi, costretti ad aumentare le nostre tariffe di vendita al pubblico per adattarci a questo nuovo panorama.

È stata una decisione difficile per Orbea, viste le conseguenze che sappiamo cosa significhino per i nostri distributori e per la comunità di consumatori che hanno fiducia nel nostro marchio, e comprendiamo la situazione.

Per questo, da Orbea abbiamo adottato delle misure per aiutare i nostri distributori e clienti:

Non incrementeremo il prezzo delle biciclette che i rivenditori sono in attesa di ricevere e per le quali hanno fornito identificazione del relativo acquirente. In tal modo, manterremo la tariffa indipendentemente dal momento della consegna del prodotto.

La nuova tariffa di vendita al pubblico sarà effettiva il 16 febbraio.

Stiamo adottando delle misure inedite nel settore della bicicletta, per cercare di mantenere le condizioni che applichiamo alla nostra rete vendita e agli utenti. Il nostro impegno nei confronti dei rivenditori è più forte che mai e continueremo a essere al loro fianco per aiutarli a crescere.

Commenti

  1. Che paraculi...... assieme agli altri precursori.
    Pensa che cog... ni quelli che non hanno aumentato il listino.
  2. samuelgol:

    Ma che razza di ragionamento è quello dei prezzi imposti al negoziante. Ma dove siamo, in Unione Sovietica? Abolita la libera concorrenza sui prezzi?
    Un negoziante fa lo sconto che la sua situazione economica e geografica permette, anche in rapporto alla realtà sociale dove vive. Un negoziante a Roma deve vendere la SL7 allo stesso prezzo del negoziante di Canicattì? O questo uguale a quello di Vipiteno? Io ho 500 mq di locale e devo fare lo stesso prezzo di uno che ha 50 mq di locale? Ho il negozio a Bolzano (zona benestante) e devo vendere un bene allo stesso prezzo che se l'avessi a Trapani? Ho una mega officina con cui fare un servizio post vendita e devo fare lo stesso prezzo di chi ha un bugigattolo e lavora da solo? Ho giro di 1000 bici all'anno e devo fare lo stesso prezzo di chi ne vende 10? ecc.ecc.ecc.
    Ma manco Lenin mi sa che le pensava amenità del genere.
    Mi dici che senso ha mettere un listino al pubblico di tot euro quando si sa che MINIMO c'è un 10% di sconto del negoziante? Non vale la pena mettere un listino al pubblico un 10% più basso e fare così in modo che i negozianti vendano a listino?
    Ciò che scrivi comunque non è ciò che succede nella vita reale, dove vi è un certo calmiere sui prezzi. Se il negozio A si lamenta col distributore che il negozio B vende le bici del catalogo nuovo, appena arrivate, col 25% di sconto, il distributore è il primo ad alzare il telefono e chiamare il negozio B dicendogli: "che cazzo fai, perchè sputtani i prezzi in quel modo? Se continui, l'anno prossimo ti trovi un altro marchio da vendere". Col 25% puoi vendere i pezzi che ti sono rimasti in casa a fine stagione, non quelli appena arrivati.
    Si chiama tutela della propria rete di vendita. Normalmente dal punto di vista del rivenditore, è considerato serietà da parte del distributore.
    Ci sono marchi che non lo fanno, e finiscono nelle vetrine dei negozi più "rapaci".
  3. Dico solo che questo sermone sul prezzo di listino da mantenere e sugli sconti da eliminare dovrebbe dare un'occhiata a quello che avviene nella filiera alimentare, dove il pacco di biscotti CROCCOLOSO viene venduto sottocosto all'ipermercato ed a prezzo pieno nella salumeria sotto casa. Poi, dopo aver contato quanti ne vende l'uno e quanti l'altro, potrebbe chiedere al distributore se pensa di tagliare la fornitura all'ipermercato o alla salumeria.

    Penso che basti questo a chiudere la discussione, perché l'esempio Apple è l'eccezione che conferma la regola.
Articolo precedente

Il percorso della Vuelta España 2021

Articolo successivo

Come funziona la garanzia

Gli ultimi articoli in News