La Israel-Premier Tech cambierà nome e identità

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Ormai al centro di polemiche da mesi, la squadra israeliana Israel-Premier Tech cambierà nome ed identità per la stagione 2026. Questo quanto annunciato dalla squadra stessa, che al contempo ha anche fatto sapere che il co-proprietario Sylvan Adams farà un passo indietro nella gestione della squadra.


La Israel è stata esclusa dal recente Giro dell’Emilia per “ragioni di sicurezza pubblica”. L’assessore allo sport di Bologna, Roberta Li Calzi, ha dichiarato: “Visto quello che sta succedendo a Gaza sarebbe ipocrita considerare la presenza di una squadra legata al governo israeliano come insignificante. ma legato a una semplice competizione sportiva. Riteniamo che lo sport sia ben altro: un veicolo di valori universali di condivisione, leale competizione e solidarietà tra i popoli e siamo soddisfatti nell’apprendere che di questo stesso avviso sia anche l’organizzazione della gara, che ci ha confermato ufficialmente che la squadra israeliana non prenderà parte al Giro. Ringrazio per questa sensibilità, che credo sia condivisa da una larga parte della nostra comunità”.

Ovviamente queste dichiarazioni sono state l’occasione per altre polemiche ed attriti tra parti politiche, nonché una risposta piccata della squadra stessa (“We find it extremely regrettable that threats of violence have disrupted our sport. We wish the organisers a successful race.”) e del corridore Oded Kogut, vincitore ieri della tappa alla CRO Race:

Ma il cambio “di nome ed identità” va anche incontro alle esigenze degli sponsor, quelli principali Premier Tech e Factor in particolare, che si sono detti impossibilitati a continuare in mancanza di questi cambiamenti, vista l’ormai cattiva pubblicità che produce l’identificazione con l’identità israeliana della squadra.

 

Commenti

  1. Teo66:

    La penso anch'io così, boicottare il team non acquistando i prodotti che veicolano è una cosa ma quello che è successo alla vuelta è boicottare una gara dove corrono tutti (e già questo...) mettendo in pericolo persone che col team non hanno nessun legame.
    La storia del "fine che giustifica i mezzi" è solitamente una scusa per giustificare azioni sovradimensionate rispetto al fine.
    Se la vittoria ottenuta dai manifestanti è stata far cambiare nome e sponsor ad un team ci rendiamo conto che il rischio che hanno corso alcuni corridori è ben sproporzionato al risultato ottenuto.
    Se invece pensavano di ottenere il ritiro di Israele e la nascita di uno stato palestinese riconosciuto da tutti, bèh, devo farmi un giro in Spagna che gira roba buona :==
    senza proteste non avrebbero ottenuto nemmeno questo, poi che le proteste pericolose fossero sbagliate posso esser d'accordo ma con due striscioni non se li cacava nessuno, guarda caso hanno interrotto la corsa ed è successo il finimondo mediatico
  2. Doppiomisto:

    Hamas gli aiuti di miliardi per miliardi di euro li ha sempre ricevuti dai paesi del Golfo, dall'Iran etc...
    Soprattutto sotto forma di armi. Le migliaia di missili che sono partiti da Gaza verso Israele, per anni prima del 7 ottobre 2023, mica se li sono costruiti col meccano i terroristi di Hamas.
    è come se per sconfiggere le brigate rosse negli anni 70 ci avessero sterminato tutti. vedi un po' tu
  3. 4x16:

    Grazie a entrambi! Ma perché non si riesce ad avere due stati Israele e Palestina dove ognuno vive senza più scannarsi?
    perché nel 1948 gli inglesi hanno preso un pezzo di palestina, l'hanno occupato con la forza e dato agli israeliani. Da lì in poi gli israeliani hanno continuato ad occupare e invadere altra terra, sempre con la forza, e a cacciare chi ci viveva.
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