I caduti recenti del ciclismo pro

I caduti recenti del ciclismo pro

06/08/2019
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06/08/2019

La morte di Bjorn Lambrecht ha scosso il mondo del ciclismo, ma la morte del 22enne belga è solo l’ultima di una serie iniziata circa 3 anni fa che ha visto cadere diversi giovani professionisti. Morti nel ciclismo professionistico ce ne sono sempre stati purtroppo, ma vale la pena ricordare quelli degli ultimi tre anni almeno.

Antoine Demoitié, Belgio, 25 anni

Corridore della Wanty-Gobert, morto il 27 marzo 2016 durante la Gand -Wevelgem. Vittima di una caduta assieme ad altri corridori, è stato investito da una moto mentre tentava di rialzarsi. Morto poco dopo all’ospedale.

Daan Myngheer, Belgio, 22 anni

Corridore della Roubaix Lille Métropole, morto il 28 marzo 2016 durante la prima tappa del Critérium International in Corsica. Vittima di arresto cardiaco.

Bahman Golbarnezhad, Iran, 48 anni

Corridore paraolimpico categoria C4-C5, è morto durante i giochi olimpici di Rio de Janeiro il 17 settembre 2016. Durante una curva è andato dritto contro una pietra. Morto all’ospedale poche ore dopo.

Chad Young, USA, 21 anni

Corridore della Axeon-Hagens-Berman morto il 29 aprile 2017 per le ferite riportate una settimana prima, quando era caduto durante una tappa del Tour of Gila.

Michael Goolaerts, Belgio, 23 anni

Corridore della Veranda’s Willems, morto durante la Paris-Roubaix l’8 Aprile 2018. In un settore di pavé è stato colto da arresto cardiaco ed è caduto di conseguenza. Morto poche ore dopo all’ospedale.

Stef Loos, Belgio, 19 anni

Corridore della Acro-Pauwels-Sauzen, morto durante il GP Alfred-Gadenne per essere stato investito da un furgone sul percorso. Loos ed altri 30 corridori erano usciti dal percorso senza accorgersene.

Robbert de Greef, Paesi Bassi, 27 anni

Corridore del Alecto Cycling Team, è morto lo scorso 26 aprile ad Anversa, dopo un mese di ospedale in seguito ad un arresto cardiaco durante la corsa Omloop van de Braakman, in Olanda.

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Shinkansen
Member
Shinkansen

Ci sono due aspetti, ad eccezione dell’atleta paraolimpico iraniano che aveva 48 anni, quasi tutti sono giovanissimi e quasi tutti sono belgi.

golias
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Shinkansen

Ci sono due aspetti, ad eccezione dell'atleta paraolimpico iraniano che aveva 48 anni, quasi tutti sono giovanissimi e quasi tutti sono belgi.

E se non ho letto male 3 di questi per arresto cardiaco :sbianca:

rosetta
Member
rosetta

A parte gli incidenti, tutti i giovani morti di arresto cardiaco. A me ha colpito questo, in senso non positivo. Per il resto, terribili incidenti. E sulla pericolosità del tracciato di Rio, ricordo le ferocissime polemiche a riguardo. Rip per tutti, che tristezza.

Jelmo
Member

Sinceramente ammetto che sono sorpreso che non vi siano stati più decessi. Questi atleti viaggiano a velocità pazzesche, non solo in discesa, ma anche in gruppo, ed è un attimo finire a terra con conseguenze fatali.
Dispiace veramente tanto per l’accaduto, massima stima per chi pratica uno sport di sacrificio come il ciclismo

jan80
Member
Jelmo

Sinceramente ammetto che sono sorpreso che non vi siano stati più decessi. Questi atleti viaggiano a velocità pazzesche, non solo in discesa, ma anche in gruppo, ed è un attimo finire a terra con conseguenze fatali.
Dispiace veramente tanto per l’accaduto, massima stima per chi pratica uno sport di sacrificio come il ciclismo

come ti sembrano pochi 6 o 7 morti in 3 o 4 anni??
Comunque per i malori dei belgi bisognerebbe che venga fatta attenzione…….va bene che stanno vincendo tante corse ma cosi tanti arresti cardiaci a 20 anni sono un brutto segnale

123lorka
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123lorka

Questo vuol dire “gettare la pietra e ritirare la mano”…cosa vuol dire “fare attenzione”? …. e poi “vincono tanto”? Un paio di corridori dei quali un fenomeno e un buon corridore da classiche… un po poco per parlare di doping belga…

Jelmo
Member
jan80

come ti sembrano pochi 6 o 7 morti in 3 o 4 anni??
Comunque per i malori dei belgi bisognerebbe che venga fatta attenzione…….va bene che stanno vincendo tante corse ma cosi tanti arresti cardiaci a 20 anni sono un brutto segnale

Intendevo morti per incidenti, e pensavo fosse chiaro visto quanto scritto, se no non avrei parlato di velocità, discese e stare in gruppo.

Sui decessi per cause cardiache non mi esprimo, non sono un medico.

Jelmo
Member
jan80

come ti sembrano pochi 6 o 7 morti in 3 o 4 anni??
Comunque per i malori dei belgi bisognerebbe che venga fatta attenzione…….va bene che stanno vincendo tante corse ma cosi tanti arresti cardiaci a 20 anni sono un brutto segnale

Intendevo morti per incidenti, e pensavo fosse chiaro visto quanto scritto, se no non avrei parlato di velocità, discese e stare in gruppo.

Sui decessi per cause cardiache non mi esprimo, non sono un medico.

amarone
Member
amarone

Il problema di blandi controlli medici in Belgio/Paesi Bassi è già stato in passato oggetto di discussione. Mi ricordo il caso del calciatore Kanu, dall’Ajax all’Inter, negli anni ’90. Aveva un grosso problema cardiaco. Vado a memoria, ricordo che lui disse che in Olanda non gli avevano mai fatto un elettrocardiogramma, invece, ovviamente, a Milano di la prima cosa che fecero, scoprendo un problema valvolare

Corvo Torvo
Member
Corvo Torvo

Io lascerei da parte i blandi controlli medici. Periodicamente in qualche nazione spuntano tutti assieme i fenomeni, frutto della politica attuata dalle federazioni in un determinato periodo storico, in base alle ambizioni di questo o quel dirigente/politico. Basterebbe leggersi un paio di libri di Sandro Donati per avere un quadro più chiaro di quello che era, è e sarà lo sport ai massimi livelli.

123lorka
Member
123lorka

Corvo Torvo Io lascerei da parte i blandi controlli medici. Periodicamente in qualche nazione spuntano tutti assieme i fenomeni, frutto della politica attuata dalle federazioni in un determinato periodo storico, in base alle ambizioni di questo o quel dirigente/politico. Basterebbe leggersi un paio di libri di Sandro Donati per avere un quadro più chiaro di quello che era, è e sarà lo sport ai massimi livelli. Donati e un grande, ma citarlo in questa situazione e inapropriato. Non credo che ci sia un caso DDR o Cina o Italia o Spagna o Jamaica in questo caso. Anche perche quando ce… Read more »

Corvo Torvo
Member
Corvo Torvo

La politica sul doping dipende dalle singole federazioni, soprattutto in stati in cui non c’è il Putin di turno (vedi olimpiadi di Sochi)

amarone
Member
amarone

I blandi controlli medici possono benissimo essere funzionali ad altro. Resta il fatto che sarebbe meglio fossero rigorosi.

W
Member
wilduca

preoccupanti tutti questi arresti cardiaci in età “giovanile”

 

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