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I test sono una delle cose che più interessa gli appassionati, almeno dalle statistiche. I test rispondono normalmente alla domanda su “come vada” una bici, un componente o un accessorio, e quindi se ne valga l’eventuale spesa. Almeno questo in linea teorica, perché in realtà l’impressione è che molti vedano nei test una specie di “celebrazione” di un prodotto che piace loro, o persino che possiedono già. Non è raro ricevere richieste di testare materiale semplicemente perché di una certa marca di cui qualcuno si professa “Fan”, ma vediamo in realtà la cosa sotto diversi aspetti.
Obiettività
La prima considerazione affronta lo spinoso tema di quanto siano obiettivi i nostri test. Da un punto di vista pratico direi abbastanza, nel senso che nessuno ci paga per farli; non abbiamo “listini” per i test o amenità del genere (che altrove esistono, sappiatelo). Semplicemente a volte chiediamo del materiale alle aziende e queste a volte ce lo danno. Più spesso ce lo propongono loro, normalmente le novità (che sì, vogliono ovviamente promuovere). A fine test il materiale viene reso.
Fanno eccezione le cose dentro cui si suda e che finiscono per puzzare, come pantaloncini o scarpe. Ma è capitato che ci chiedessero indietro anche quelli. I più attenti avranno notato che ci sono marchi di cui abbiamo mai provato nulla, ma di cui magari abbiamo pubblicato le visite alle sedi/fabbriche. Questi marchi non hanno alcun interesse a farsi testare i loro prodotti da noi, anche se a volte abbiamo chiesto di farlo. I motivi tendenzialmente e banalmente si riassumono nel “non siamo interessati”.
Altri marchi ci hanno dato materiale da testare, ma dopo il primo test non ci hanno mai più mandato niente. A volte senza dire il perché, a volte dopo sfuriate epiche in cui si lamentavano che il prodotto era stato mal recensito, mal capito, mal comunicato, etc… e difatti avrete visto prodotti recensiti una volta e basta, mentre altri marchi appaiono più spesso.
Tutte critiche e posizioni che ci possono stare. Il messaggio fondamentale è che questo dovrebbe darvi l’idea che tendenzialmente cerchiamo appunto di essere oggettivi e non vendiamo test, né vendiamo quello che testiamo, ma vi proponiamo opinioni.
Da un punto di vista più teorico non possiamo garantire di essere sempre assolutamente oggettivi. A volte ci sono prodotti verso cui abbiamo qualche prevenzione, o che troviamo particolarmente brutti, o di marchi di cui non abbiamo grande simpatia per il tipo di “identità” che veicolano (che non sentiamo nostra, vien da sé), ed infine c’è anche un fattore umano, visto che il materiale test non lo prendiamo in negozio, ma ci viene dato da dalle persone con cui abbiamo dei rapporti, e come ogni rapporto questo può essere più o meno buono. Detto questo, chiaramente si cerca di essere comunque obiettivi e di non farsi influenzare da questi fattori, per rendere un servizio il più onesto possibile sia a chi vende sia a chi compra. Però escludere che ci sia qualche “bias” di qualche tipo, quello si sa sarebbe disonesto.

Il mito del Pro
Quando qualcuno è scontento di un test, che sia chi compra o chi vende, un modo classico per screditarlo è screditare chi lo ha fatto. Il modo più semplice ed efficace è ovviamente colpire duro sulle capacità prestazionali del tester. Questa tattica paga sempre, perché nel ciclismo “chi ce l’ha più lungo” vince sempre.
C’è una relazione tra watt e capacità di fare un test? Ni. Che non è “sì e no”, ma più un No che Sì, ma nemmeno un no assoluto. C’è sicuramente un soglia minima di pratica sportiva che non va disattesa. Chiaro che uno che va in bici una volta a settimana o è largamente sovrappeso può destare qualche sospetto di affidabilità, ma qui si va al punto fondamentale: cosa vuol sapere il lettore ad esempio di una bici? Se fa andare più veloci? Se è il meglio? La risposta è un banalissimo NO.
Nessuna bici fa andare più veloci. È banale, e non ha niente a che fare con le capacità fisiche di chi ci sta sopra. Una bici o un casco non fanno andare più veloce un amatore della domenica quanto non fa andare più veloce il professionista al Giro d’Italia. Tanto ovvio da essere banale.
Si sa che il grosso dei consumatori vuole la bici del campione. D’altronde le aziende non spendono milioni per sponsorizzarli per niente. Ma dovrebbe essere chiaro che il grosso dei consumatori dovrebbe considerare di acquistare prodotti che siano utili a lui e non a Sagan, che ha sicuramente altre esigenze. Perché sì, anche se arrivate “davanti” alla GF o vincete la salama da sugo alla cronoscalata, Sagan va più forte di voi e non è che avendo la sua bici diventerete ciclisti migliori.
In particolare oggi i professionisti hanno la fisima di usare telai di misure ridicolmente piccole, ma adattati con dislivelli sella manubrio assurdi o attacchi manubrio assurdamente lunghi. E no, non hanno ragione nel farlo. Parlando con molti responsabili dei team o delle aziende che sponsorizzano e forniscono il materiale ai team, ammettono candidamente che di fisime appunto si parla, e che spesso sono persino controproducenti a livello di guidabilità. O che a volte tantissimi pro semplicemente usano quello che sono abituati ad usare per tradizione, ed i giovani usano quello che usano i veterani. Il tutto senza grandi motivazioni dietro. Oggi le cose stanno cambiando, come noto, ma certe resistenze persistono. Ergo, se certe cose sono assurde per un pro figuriamoci per un amatore “normale”.
Quindi si ritorna a bomba, ovvero, vi serve che la bici sia recensita da qualcuno che vince il Tour de France? È un po’ come credere che Lewis Hamilton sia la persona più indicata per recensirvi la station wagon per andare all’Ikea.
Una cosa curiosa è che molti però vogliono sapere come va la tal bici o il tal componente “al limite”, presupponendo che solo il pro la sappia portare “al limite”. Il punto è che una bici non è una Ducati Panigale o una Ferrari, o lo è, ma senza motore: cosa va più forte tra una Panigale ed una YZ R1 entrambe senza motore?
La bici è un attrezzo sportivo, non un mezzo automotive dotato di prestazioni proprie. Chiedersi quale sia il limite di una bici è come chiedersi quale sia il limite di una racchetta da tennis.
Non c’è nessun limite, può essere solo più o meno funzionale a chi la sta usando.

Il mito della sensibilità
Ci sono professionisti che cambiano tot squadre nel corso della loro carriera e di conseguenza marca e modello di bici e a nessuno viene in mente che vincano o perdano perché cambiano bici (o non dovrebbe venire in mente). C’é qualcuno che pensa che le bici dei pro non siano come quelle in commercio, ma sono panzane. È capitato a volte in passato che qualcuno abbia utilizzato bici “mascherate”, ma la maggior parte delle volte si trattava di telai provvisori utilizzati in mancanza di quelli reali perché magari per certi eventi non erano disponibili per varie ragioni, magari lo stampo in una data taglia non pronto. A volte è capitato che qualche sprinter abbia avuto telai rinforzati, ma si tratta solo dell’aggiunta di qualche pelle in più in certe zone.
In linea di massima oggi, vista la riconoscibilità dei telai (che non sono per niente “tutti uguali”, perlomeno non come quelli in metallo di una volta) e la diffusione di cellulari e fotocamere, nessuna azienda, dopo aver speso soldi per creare design riconoscibili e soldoni in sponsoring, vuole rischiare di essere scoperta grazie a qualche foto rubata col telaio di un proprio corridore di un’altro brand rimarchiato. E se capita è un guaio. Quindi evitano.

Non tutti i Pro però cambiano squadra tutti gli anni, anzi, sono molto pochi. Ed a volte ci sono pro che passano quasi l’intera carriera nella stessa squadra, quindi utilizzando per quasi tutta la carriera lo stesso brand di bici, gruppo, ruote, etc…
Ok, un pro fa mediamente 30-35.000km, ma li fa sulla stessa bici. Viene abbastanza naturale credere che si accorgano di ogni minima variazione all’utilizzare qualcosa che usano così spesso. Anche questo però non è un assoluto, perché come spiegato da un responsabile del Team Sky, anche tra i Pro ci sono i cosiddetti micro ed i macro-absorber. Ovvero c’è chi si accorge di ogni minima differenza, ad esempio di posizione in sella, e chi no. Chi ne fa una malattia e chi se ne frega. Ad esempio Geraint Thomas pare sia un macro-absorber, ovvero uno che non si accorge di piccole differenze. Su alcuni pro, in privato, circolano anche divertenti aneddoti a proposito. Alcuni addirittura con molta autoironia ci scherzano anche su. Come Philippe Gilbert, di cui una volta un suo ex responsabile di squadra ha detto: “Basta dirgli da che parte sta la sella e da che parte sta il manubrio, poi del resto non gli importa niente“.
In realtà nel mondo amatoriale c’è quasi una specie di vanto nel credersi capaci di accorgersi di differenze minuscole. Il classico personaggio che si accorge “della sella più alta o bassa di 1mm”, che ne decreta subito l’appartenenza ad una sorta di aristocrazia ciclistica. In realtà non si capisce che vantaggio ci sia ad avere questa fantasmagorica “sensibilità”, e per dirla tutta, Mark Cavendish durante tutta la sua carriera, nei grandi giri, per le tappe di montagna montava uno stem più corto e abbassava la sella per stare più comodo (roba di centimetri, non mm). Roba da far andare in crisi epilettica tanti “biomeccanici” o tanti amatori convinti che il corpo umano sia di marmo e da accomodare al centesimo di mm.
Non parliamo poi di quelli che si accorgono della scorrevolezza del cuscinetto ceramico o del copertone. Cosi, a naso, a sensazione. O di chi giura che “sente” la differenza di 1 cm profilo tra una ruota ed un’altra, magari ad una certa velocità precisa. Tutte cose ovviamente impossibili da percepire, ma che si possono solo misurare, e spesso con anche grosse difficoltà, in quanto le differenze sono apprezzabili solo in condizioni isolate in laboratorio, in quanto le variabili di un normale giro in bici sono tante e tali da rendere le misurazioni su un singolo piccolo componente molto improbabili.
E per tutti quelli che non si fanno abbindolare dal famoso marketing: non è strano che le discussioni vertano sulla possibilità o capacità di percepire i 2W teorici risparmiati dalla puleggia oversize del deragliatore, ma non ci siano discussioni sui 4W teorici che si possono risparmiare (per via dell’aerodinamica) tenendo una sola borraccia sul piantone invece che sull’obliquo? O dei 15W risparmiati tra una maglia svolazzante ed un body a 35km/h?
Ed ecco che qui entra in gioco il vostro tester: sarà un micro-absorber capace di dirvi la flessibilità del movimento centrale in Nm/mm con precisione -+1%? Apprezzerà il cucinetto ceramico della puleggia del cambio invece di quello dozzinale in proletario acciaio?
No.
Il tester è semplicemente uno che prova tante bici, o tanti componenti. O più della media delle persone. E che pertanto si è costruito un database di esperienze pregresse con cui mettere in relazione, comparare, i vari prodotti. Quindi il miglior tester è quello che prova tanti prodotti per potervi dire quello più adatto per una certa pratica o per una certa tipologia di utente. Non quello che fa 50.000km l’anno sulla stessa bici per poi dirvi che l’unica bici diversa che ha provato era “più rigida”, a meno che non siate interessati a sapere esattamente la differenza tra quei due soli modelli.
Stessa cosa vale per scarpe o caschi. Di cui vi può consigliare il tipo di calzata, o la vestibilità, o darvi consiglio sulla taglia.
Ovviamente questa non è una auto-promozione, ma solo una constatazione. Ad esempio alle presentazioni dei prodotti sono sempre presenti tutti i rappresentati e tester dei vari media (Cyclingnews, Velonews, Cyclingtips, RoadBike Magazine, Tour, Road.cc, etc…etc..), che sono tutte (o quasi) persone che hanno grande esperienza su tanti prodotti, e da cui io stesso ho potuto imparare, ascoltando e mettendo a confronto le esperienze. Esperienza che arriva appunto col tempo, non per magia della “sensibilità”.

Il mito della prestazione: o bianco o nero
Se da un lato ci sono quelli che credono di andare più forte con l’1% di silice in più nella mescola delle gomme, dall’altro c’è una nutrita schiera secondo cui “tutte le bici sono uguali”, “Coppi andava forte anche con la bici da 15kg” (una volta per tutte, ne pesava 9…), etc.etc.
Per queste persone i test non servono, perché normalmente sanno già cosa vogliono o lo credono. Al massimo cercano conferme. Conferme che la bici che gli piace, o della marca che adorano, sia indubbiamente la migliore, o al contrario che quella che non gli piace faccia schifo. O che tanto vanno tutte uguali e che i test non dicano mai che una bici “va male” non ne è che la conferma, ovvero che tutte vanno bene.
Tra il bianco ed il nero ci sono un tot di grigi però. Ed il test dovrebbe proprio aiutare a trovare quello che fa per sé.
Abbiamo già detto che nessuna bici fa andare più veloci. Quindi a che pro verrebbe da chiedersi prendere quella costosa che pesa meno? O quella super-aerodinamica che fa risparmiare 21″ a 45/h su 10km?
Dipende da cosa ci fai. Tralasciamo bici e componenti molto specifici. Inutile dire se la bici o il casco aerodinamico siano utili o mantengano le promesse. Le differenze sono molto difficilmente misurabili e le gallerie del vento non sono facilmente disponibili. Quindi chi è interessato a cose specifiche acquista più sulla scorta di dati, si presuppone, che non su opinioni di terzi (o come i triatleti che comprano ogni novità a prescindere -scherzo-).
Ma con la segmentazione delle gamme di bdc in varie categorie, come Endurance, Aero, Salita, Gravel, Crono, ogni tipologia acquisisce sue peculiarità, o “sfumature”, che a volte possono confondere l’utente nell’acquisto. Questa cosa è evidente da anni nel mondo della Mtb, dove gli utenti discutono all’infinito se sia meglio la bici Trail o quella Enduro, quella da 120mm di escursione o quella da 140mm, alla perpetua ricerca della bici perfetta o “totale”. Che però si rivela perfetta solo quando coincide con la propria pratica e la geografia dei propri percorsi. Quasi mai invece funzionano considerazioni tipo: “soffrirò un po’ di più in salita per poi godermela in discesa”. Che alla fine si rivelano solo brutti compromessi.
Nel mondo della bdc questo tipo di discussioni, in scala minore, cominciano a farsi strada, e proprio per questo avere delle comparazioni tra tipologie diverse può rivelarsi utile. Più utile che non sapere la flessione in Nm/mm della scatola del movimento centrale, che nel mondo reale si traduce in dati senza significato, perché sono molto molto difficilmente percettibili e si discostano ormai di pochissimo tra tipologie di bici simili, visto che l’ingegnerizzazione industriale converge.
Cosa buona e giusta, visto che proprio l’aver utilizzato sempre più (relativamente al settore) sofisticati strumenti per la progettazione e lo sviluppo dei prodotti, come le simulazioni FEM o l’utilizzo delle gallerie del vento, ha portato ad una convergenza delle soluzioni, in quanto la base scientifica è la stessa. Oggi infatti c’è sempre meno posto (se non nessuno) per l’entusiasta appassionato che crede di aver inventato la soluzione geniale in cantina. Questo genere di soluzioni infatti ormai sono relegate alle curiosità vintage.

E se non siete d’accordo…vabbé, fa niente, continuerò a provare bici lo stesso per senso del dovere 🙂

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ahahahahahahahah
grande!
Vorrei essere il primo a complimentarmi per questo articolo.
Alcuni passaggi andrebbero incisi nel marmo sopra le porte dei negozi di bici!
Sono il secondo ma fa lo stesso 🙂
Lo sai si che dicendo queste cose ti sei fatto molti nemici:mrgreen:…..comunque una ola te le meriti:ola:
Concordo in tutto.
ma il calzino esuberante fa andare meglio in pianura?
🙂
Okkio al regolamento uci:))):
… sempre con sta storia dei pro' gandalf… :-)xxxx
:)) Una bella lettura prima di andare a nanna…..ci voleva….complimenti. :))
Standing ovation.
Sent from my SM-A320FL using BDC-Forum mobile app
Ho aspettato Natale perché si sa che sono tutti più buoni :bn:
Si, ma punta a diventare un mio Assistito 😎
😡
:))):
Complimenti x il pezzo
Divertente e molto realistico
Chapeau
Si ma se non ci dici quali scarpe usi per andare cosi forte come pretendi che si creda a quel che scrivi :scassat:
Bravo Pier…come al solito !
Non posso che concordare in toto su tutto quel che c’è scritto.
Non parliamo poi di quelli che si accorgono della scorrevolezza del cuscinetto ceramico o del copertone. Cosi, a naso, a sensazione. O di chi giura che “sente” la differenza di 1 cm profilo tra una ruota ed un’altra, magari ad una certa velocità precisa. Tutte cose ovviamente impossibili da percepire, ma che si possono solo misurare, e spesso con anche grosse difficoltà, in quanto le differenze sono apprezzabili solo in condizioni isolate in laboratorio, in quanto le variabili di un normale giro in bici sono tante e tali da rendere le misurazioni su un singolo piccolo componente molto improbabili.
Addio Ser Pecora, ti abbiamo voluto bene :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
Questo articolo mi risolleva un po', pensavo di essere massimamente incapace io a non sentire le differenze :==
C'è una grave mancanza però nell'articolo e cioè le bici che in discesa vanno come lame o che con due pedalate ti scappano via da sotto la sella
(si scherza)
Sei un insensibile…. smackbutt
:-x:-x:-x
Devo pur trovare delle scuse per le mie scarse prestazioni [emoji16][emoji106]
Inviato dal mio XT1039 utilizzando Tapatalk
E se non siete d’accordo… vabbè, fa niente, continuerò a provare bici lo stesso per senso del dovere.
della serie… mestiere demmerda
complimenti ser, ottime nonche' condivisibilissime osservazioni, va da se' che l'amatore "medio" si nutre di questi falsi miti, scorrevolezza, peso, aerodinamica, peso x dar sfogo alla sua voglia di spendere credendo che il mezzo gli faccia guadagnare centinaia di watt :yoga:
Io non credo ai test fatti dai giornali specializzati , non perché il giornalista-ciclista che li fa non sia bravo è sicuramente più bravo di me , ma io scrivo su BDC forum e basta che non tocchi argomenti fuori dalle linee guida del sito che nessuno può bannare il mio post.
Posso dire che la bici xxx e molto meglio della bici yyy anzi che quest'ultima è disastrosa , ma nessuno può dirmi che il marchio è uno sponsor ufficiale del blog.
Qui li vedo un po' troppo legati alla pubblicità eventuale di un marchio da potere essere poco obiettivi oppure edulcorare i difetti , un po' come dire che gli asini non volano , ma fanno salti molto lunghi.
Sarà, ma non è che si provano prototipi segretissimi…sono bici in vendita che qualcuno compra pure e può benissimo venire qui a dire che ho edulcorato i difetti e fatto fare i salti agli asini. O pensi che cancelli e banni chi lo fa? E ovviamente poi cancello ogni traccia in tutto internet….
cos’è la verità? Esiste una verità oggettiva? Oppure esistono solo le opinioni, più o meno fondate? La bici si può tradurre solo in valutazioni scientifiche? Oppure esiste anche un criterio estetico? Quanto conta l’uno e quanto conta l’altro? Chi scrive è u robot o un essere umano? Le mode del momento vanno seguite o contrastate? Infine, a che serve la bicicletta (perchè ognuno la può usare con scopi e obiettivi diversi)?
Bell’articolo, Ser.
Era ora che il forum prendesse le distanze da certi test diciamo molto amatoriali che spesso si leggono qui
E poi… esistono gli ufo? Hanno il raggio della morte?? Hanno la moquette sugli occhi???
Inviato seduto in bagno BDC-Forum mobile app
Io non ho letto l'articolo. Ma intendevo parlare dei giornali e non di un forum , dove ognuno può intervenire e se rispetta le regole del forum nessuno può cancellare i suoi post , escluso se usa temi non stabiliti dal regolamento o frasi volgari , insulti etc.
Leggiamo molte riviste di ciclismo e puoi capire che se il migliore mastro artigiano è quello che compra più riviste , i test potrebbero essere influenzati.
È quasi Natale, fai il bravo e leggi l’articolo prima di commentare, ok?
… Ma soprattutto la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio la vita?
In questo articolo c'è abbastanza roba da cancellare più di metà delle discussioni del forum! :mitra::)))::)))::))):
Diciamo anche tre quarti.
Sent from my SM-A320FL using BDC-Forum mobile app
Obiettività prima di tutto, su questo dai test effettuati da voi mi pare che sia emersa. Evidentemente alcune case possono non aver gradito certe recensioni, ma per noi ne poi siamo i consumatori è importante che la prova sia fatta libera da ogni condizionamento. Poi nessun Tester è il depositario di verità assolute quindi le sue sensazioni possono essere diverse dalle mie.
speriamo che qualcuno capisca….
:)))::)))::))):
Mi sono tenuto basso! 😉
Concordo sul 99% di quanto scritto nell’articolo e con chi dice che questa paginetta di colpo cancella tre quarti delle discussioni del forum…..
Solo su una cosa farei un appunto, sulla quale più volte ho pensato di aprire una discussione, ma alla fine per un motivo o per l’altro non l’ho mai fatto.
Questa mi sembra l’occasione giusta.
Spesso sul forum si leggono recensioni su taluni componenti, ruote, telai, gruppi ecc… mi chiedo quante ore pedalano la settimana coloro che le propongono, quanti km annui percorrono, con che intensità (a passeggio o allenamenti mirati), se partecipano a granfondo, età, condizione fisica, livello prestazionale. Insomma, a mio parere questi (ed altri ancora) sono parametri fondamentali per “pesare” certi commenti o giudizi. Sicuramente un amatore evoluto da 15.000 km annui recensirà il telaio “X” in modo diverso da Caio che percorre 2.000 km annui a spasso….. un atleta in forma giudicherà in maniera diverso un paio di ruote rispetto a Tizio che è sovrappeso di 20 kg….. Non conoscendo nulla di chi è dall’altra parte della tastiera, molti giudizi lasciano il tempo che trovano. Devo però ammettere, che leggendo spesso il forum, mi sono fatto un’idea abbastanza chiara sul livello e sulla serietà delle considerazioni di alcuni utenti ed allo stesso tempo della “leggerezza” di altri…..
Per chiudere quindi, la parte finale della frase “C’è una relazione tra watt e capacità di fare un test? Ni. Che non è “sì e no”, ma più un No che Sì, ma nemmeno un no assoluto” io la correggerei con “più in Si che un NO”.
io mi sono fatto un idea tutta personale ovvero coloro che enfatizzano mirabolanti esplosioni di watt x non parlare di minuti tolti nella salita di riferimento, cambiando copertoni o cuscinetti o bici o ruote ect ect., sono coloro che in bdc ci vanno da poco tempo e ce ne passano ben poco con la sella sotto il culo.
Parlare di sensazioni vuol dire entrare in un altro campo minato quando già nel preambolo del post queste vengono quasi irrise dall’autore del thread, così come dire che bisogna conoscere la storia ciclistica di chi recensisce un mezzo o parte di esso, non mi pare che qui siano tutti dei ciclisti provetti e, come si suol dire, a ognuno il suo.
Io infatti non criticavo i blog , ma la carta stampata. Dicevo che non puoi fare un test veramente obiettivo se poi poche pagine più avanti c'è la pagina pubblicitaria della stessa marca.
Carta stampata ovviamente. Ho smesso di comprare riviste.
Ti leggo sempre volentieri: trasmetti intelligenza e stile letterario.
Il che però contraddice il fatto che ci siano dei prof che non si accorgono nemmeno se viene modificato sostanzialmente l'assetto della bici…
Esperienza, competenza e onestà intellettuale: continua così, Piergiorgio!
G.
Immagino siano una ristrettissima minoranza.
Poi se non se ne accorgono certi prof., mi chiedo che sensibilità sovrannaturale ha il ciclista della domenica che dopo pochi km riesce a riconoscere se un telaio o una ruota sono in carbonio T700 piuttosto cheT1000
Non la hai citata, ma un'altra difficoltà è anche "asettizzarsi" dal valore di ciò che si testa. Testi un componente da 3000 euro, poi uno stesso componente da 500 euro e devi essere bravo a non metterli a paragone…un paragone che sarebbe anche ingeneroso. Insomma non sempre è facile recensire un prodotto dicendo come va, quali sono le sue caratteristiche positive e negative o semplicemente d'uso, dimenticandosi che magari la settimana prima se ne è usato uno che costava 10 volte in più o 10 volte in meno……spero di essere riuscito ad essere comprensibile e di non aver fatto una supercazzola ;pirlùn^
Veramente una volta con la bici nuova la prima volta che la usavo mi sembrava poco scorrevole. Ho chiamato il ciclista per chiedere spiegazioni , e mi ha risposto che si era dimenticato di dire che nel movimento centrale aveva messo un po' più di grasso e che dopo un po' di volte sarebbe migliorato tutto.
Bellissimo articolo complimenti!!
Cosi’, a sensazione:
Chi non sente la differenza fra un copertone da 23 rispetto ad uno da 25?
Chi non sente la differenza fra una ruota da 1700 gr ed una da 1100?
Chi non sente la differenza fra una bicicletta da 8 kg ed una, della stessa taglia, ma di 1,5 kg in meno?
Queste, ad esempio, sono le sensazioni che, oggettivamente, avvertiamo, c’è ben poco da dire.
Se si vuole credere alle favole, avanti pure con le aerobike, freni a disco, cuscinetti ceramici o cavolate del genere.
E basta con sti prof!
Continuare a paragonarsi a loro e’ insopportabile.
Sono di un’altra dimensione, neanche lontanamente paragonabile a quella di cui, per inciso, faccio parte pure io (ciclista 46 enne da 15000 km l’anno, normalissimo, molto appassionato e che ha la fortuna di cambiare spesso materiale).
Dall’articolo leggo che i telai dei velocisti, a volte, hanno solo qualche pelle in più in alcune zone del telaio.
E vi pare poco? Così facendo si cambia completamente la dinamica di un telaio.
Nibali, quando era all’Astana, veniva fornito da FSA di un attacco manubrio da 11,7 mm fatto esclusivamente per lui.
I cambi elettroattuati che vengono usati sul pave’ sono tutti rinforzati per evitare rogne, tant’è vero che Sagan, ha vinto la Roubaix usando un normalissimo Durace meccanico, dimostrando chiaramente, qual’ora c’è ne fosse bisogno, che di tutta sta macro tecnologia, con le regole attuali, non ce n’è affatto bisogno.
Fino a quando l’UCI renderà omologabili solo telai facenti capo al concetto ottocentesco del doppio triangolo, verremo subissati da tonnellate di pubblicità ingannevole.
Così a sensazione credo di non essere d'accordo.
Però non sono sicuro di essere riuscito a capire bene cosa intendessi dire.
Sent from my SM-A320FL using BDC-Forum mobile app
Una sensazione oggettiva?
:clown:
sto Leggendo ora i test delle gravel e per l’ennesima volta deciderò cosa prendere basandomi sulle vostre recensioni 😀
"Sapevatelo! Con Rieducational Channel!"
https://www.bdc-mag.com/forum/threads/telai-aero-pentiti.239789/page-2#post-6305611
C.v.d.
nei giornali americani di moto usano sempre 3 tester: pro – intermediate – novice , così ognuno si identifica di più in uno o altro tester
Solo che le moto non devono essere "a misura"…con le bici diventerebbe non poco complicato
è vero, sarebbe un pò più complicato…Però in qualche caso (press test) ci starebbe…
L’ideale o-o
Prima di leggere una recensione, mi faccio le seguenti domande:
1. chi scrive la recensione, perchè lo fa?
2. ha acquistato il bene che recensisce, lo ha in uso o gli è stato donato?
3. chi scrive ha interesse economico di qualsiasi tipo per pubblicare la recensione che si sta per leggere?
4. conosco chi recensisce? eventualmente per farmi un'idea migliore del recensore vado a cercare e leggere altri suoi scritti.
Dopo che mi sono risposto a queste domande, o che credo di averlo fatto, leggo la recensione e mi faccio un'idea mia.
Grande Ser.
Posto la mia personalissima esperienza. L’anno scorso dopo tanti telai in carbonio ho detto basta. Mi sono fatto fare un telaio in acciaio su misura. Fantastico. A livello grafico personalizzato come volevo
. Sono felice. Una differenza si che l’ho percepita: meno doloretti sparsi e neno stanchezza. Ecco il mio test. Buon Natale a tutti!
Trovo molto difficile riuscire a rispondere a queste domande. Tu come ci arrivi?
Ad es. come si fa a rispondere ai punti 1 e 3?
Inviato seduto in bagno BDC-Forum mobile app
http://www.dibcycling.com
aggiornate il sito
Sono domande abbastanza semplici a cui rispondere, presupponendo che il test sia di una rivista e/o di un magazine e non di un privato che lo scrive nel post di un forum o in un suo blog.
Dunque chi pubblica un test su riviste, magazine on line e similia:
1) è il suo lavoro;
2) generalmente lo ha in uso a scopo di test;
3) l'interesse nel pubblicare il test è fornire un servizio che catturi l'interesse dei lettori che aumentando rendono più "forte" la testata che lo pubblica, in questo indipendentemente dall'esito positivo o negativo del test;
4) ottima indea quella di farti una idea del tester leggendo altri suoi scritti.
Tuttavia manca la domanda più importante che dovresti farti:
Chi scrive il test ha un qualche interesse economico che lo induce a scrivere bene (o male) di quel che sta provando a prescindere da cosa pensa realmente dell'oggetto testato?
A questa domanda, almeno per quanto riguarda questo magazine, trovi già risposta nell'articolo di presentazione di questa discussione. Ovviamente sei libero di non crederci, tuttavia anche qui, per valutare la veridicità o meno della cosa, puoi usare il punto 4, ovvero leggere gli scritti pregressi di quel tester o dei tester di quella testata e valutarne l'equilibrio o la smaccata pendenza per questo o quel prodotto. Se sei fortunato, puoi trovare testate cose che hai usato a tua volta e dunque fare un paragone fra le tue sensazioni e quelle esposte dal tester.
Una alea rimarrà sempre, ma se pensi che sia per te insuperabile, non leggerli e fai prima.
È parte della domanda 1.
Ho scritto che mi faccio delle domande e mi do delle risposte, non che accetto risposte di altri. E comunque è solo il mio modo di vedere le cose. Personalissimo e criticabilissimo.
Non esattamente. Perchè uno fa una recensione è una cosa, perchè dà quel giudizio nella recensione è altra cosa.
Se ti chiedi perchè un giudice fa una sentenza, la risposta è una e solo una: perchè è il giudice e spetta a lui. Diverso è chiedersi perchè ha condannato o assolto. Quello è entrare nel merito.
Libero di fare come Marzullo. Tuttavia per darsi delle risposte a delle domande, bisogna saperle le cose, altrimenti il rischio di darsi risposte sbagliate è esponenziale.
p.s. di solito chi vede il marcio a tutti i cosi anche dove non c'è è lui il primo a non avere la coscienza pulita e pensa che tutti facciano altrettanto.
Io non ho scritto che vedo marcio. Lo hai scritto tu.
E non cerco nemmeno di imporre la mia visione ad ogni costo.
Rilassati. Buena suerte.
Non lo hai scritto, ma lo hai lasciato subdolamente intendere. E' già la seconda volta in 2 giorni che non hai nemmeno il coraggio delle tue azioni.
Strano modo di cercare delle risposte, il confronto è indispensabile per non fare fesserie… comunque ovviamente ognuno è libero e fa a modo suo.
o-o
Esatto. E' come cercare delle risposte ignorando ogni informazione esterna (che non vuol dire prenderla per oro colato, ma solo catalogarla e valutarla insieme ad altre). Equivale a dire che uno cerca delle risposte tirando una monetina: Testa è un test onesto, croce è un test disonesto.
Non ho scritto che evito il confronto, altrimenti eviterei anche di leggere le recensioni. Semplicemente evito di prendere come oro colato ciò che mi viene proposto.
Oppure per farle.. dipende con chi fai il confronto.
Non solo eviteresti di leggerle, ma anche di proporle, visto che se non sbaglio fai il distributore no?
Giusto perché la gente qui capisca il senso dei tuoi interventi
Ah beh… allora la cosa cambia.
Vero vero…
Non faccio il distributore. So che esiste un'azienda che si chiama Dibcycling che era distributrice dei prodotti DT Swiss per l'Italia, mi piacciono i prodotti DT Swiss, mi sono messo il nickname del distributore. E' un problema per voi?
Per me no, figurati, è pieno di gente che come nick usa quello di distributori.
Peraltro distributori di prodotti che abbiamo pure testato. In passato almeno.
Puoi cambiarmi il nick x favore? Ho deciso che mi piacerebbe chiamarmi "Hatù":mrgreen:
mi piacerebbe sapere quali sono quelle ditte che non richiedono test dei loro prodotti
Non è difficile, basta vedere di quali aziende non abbiamo mai testato prodotti 🙂
Di bici, Colnago e Pinarello i primi che mi vengono in mente.
Che piaccia o no.
Sono coerenti con il loro fare comunicazione. Non credo abbiano mai o quasi mai dato prodotti da testare.
Non leggo spesso i test che vengono pubblicati, alcune volte qui e poco altro, ma queste 2 Aziende hanno sempre seguito una comunicazione diversa da quella..
Che io definisco Anglosassone..
Pensavo di cambiartelo in "GdF, Comando regionale Trentino-Alto Adige". Per renderti più simpatico al pubblico :))):
Ok. Via all'operazione simpatia:clown:
Parliamo di un'utente di un forum , tripadvisor o google.
Fa la recensione , perché i è trovato bene o male in un posto , oppure perché dbcycling gli sta antipatico ed è un modo webmafioso per fargli pagare un torto. L'interesse economico potrebbe centrare con il denigrare un prodotto altrui. Guardo altri scritti di questo tizio ?
Credo che sia meglio leggere recensioni di altri e magari chiedere informazioni , in ogni sito di questo tipo c'è un link dove è possibili domandare informazioni all'utente che ha scritto.
Anche Specialized mi pare sia recalcitrante
In anglosassonia però le testano regolarmente:
https://www.cyclingweekly.com/editors-choice/pinarello-dogma-f10-2-358257
https://road.cc/content/review/202982-pinarello-dogma-f8
https://www.bikeradar.com/road/gear/category/frames/road/product/colnago-c64-review-51811/
Non direi, in particolare le Mtb.
Quindi devo stargli sui maroni proprio io :bn:
Forse ritengono di essere già sufficientemente radicate in Italia mentre all'estero si sentono più deboli…nonostante la Sky.
QUOTE="Ser pecora, post: 6306765, member: 1850"]
Non direi, in particolare le Mtb.
Quindi devo stargli sui maroni proprio io :bn:[/QUOTE] siamo in 2 allora….mai provata una nemmeno io….e in generale in tanti anni me ne ricordo forse una testata….potrei ricordare male;nonzo%
posso fare una domanda ai tester?
c'è qualche azienda che è particolarmente interessata ai vostri test e vi chiede "qualcosa in più" dalla recensione?
Dico la mia. Ogni tanto bisogna anche FIDARSI di chi ne sa di piu'.
A me non hanno fatto mai alcuna richiesta di nessun genere. Non so cosa intenda tu per "qualcosa in più".
Complimenti per l’articolo…..scrivo poco e raramente, ma meritava fare il login per dirti grazie
era un innocente "mah, samuel, che ne pensi della nuova giacca che abbiamo fatto? secondo te è un prodotto valido o si mescola agli altri?"
Mi rendo conto sia difficile e imbarazzante dire "è uguale a quella di due anni fa e quella dell'altro marchio è preferibile e costa meno…"
Perchè mai dovrebbero fare una domanda la cui risposta la leggeranno allorchè il test viene pubblicato? ;nonzo%
Per nulla, si vede che non leggi i test. Nell'ultimo che ho scritto, circa il rendimento in discesa della methanol, ho proprio scritto che nonostante un cambio di alcune geometrie rispetto alla versione precedente, la bici si è mantenuta difficile da guidare in discesa. Parecchie altre volte ho scritto o letto da altri tester, tra cui Piergiorgio, appunti circa la preferibilità che si fosse optato per una soluzione diversa da quella testata in alcuni particolari. Non ho mai scritto invece un confronto diretto con un altro produttore, perchè non lo ritengo corretto, nè soprattutto lo ritengo oggetto del test, anche se in alcune occasioni ho messo a confronto alcuni componenti con quelli utilizzati da altri. Però ci sono stati multitest simultanei il cui oggetto era proprio il confronto fra tot bici, con tanto di classifica finale (sicuramente su mtbforum, qui non ricordo con certezza). Del resto, dire "questa Trek costa il doppio di questa Canyon e va uguale, o viceversa, oppure metti le marche che preferisci tu, di certo ci sarebbe qualcuno che dice " ecco, Canyon gli ha passato la marchetta per dire che è meglio di Trek". Come agisci agisci, per i malpensanti sei prezzolato. Se un prodotto va bene è perchè ti ha pagato, se va male è perchè ti han pagato gli altri. Il mio consiglio è, come già detto ieri ad un altro utente, di non leggerli nemmeno i test se uno è prevenuto. L'opportunità dei test qui (e sul forum gemello) è che i lettori possono intervenire immediatamente, con domande o anche per confutare quanto scritto perchè anche loro usano la bici in test. Non ne leggo molti di commenti a confutazione (a volte può capitare su un particolare componente e ci sta che si abbiano idee diverse), in cui un qualcuno o molti, smentiscono quanto scritto nel report.
Ho cercato Piergiorgio su facebook ma senza trovarlo.
L’articolo è talmente veritiero che ero curioso di vedere l’autore.
Lo trovi nell'ultima foto di questo articolo (lo ha scritto anche nella didascalia sotto al foto e anche in diversi altri, tra cui gli ultimi sulle Gravel…….ma non è bello, se non lo trovi non ti perdi nulla.:clown:
BAH , se si fosse chiamato Fabiola (un nome a caso potevo) anche capire .
Ma ultimamente sai , sono poco attratto dai "Piergiorgio "
:))):
Ti rispondo da privato.
1)
Chi scrive una recensione lo fa perché il passaparola tra colleghi vale più di pubblicità fine a se stessa.
Soprattutto se un prodotto costa tante migliaia di euro.
2) i privati comprano con soldi.
Se c'è un rapporto agevolato comunque pagano con soldi ( con qualche sconto, tutto dipende da quanto lavoro ci si fa intorno e spesso anche il canale commerciale arriva spesso da in giro per il mondo. )
3) no.
Ma se i prodotti sono buoni ci può essere un interesse nel farli avere a tutto il gruppo , se chi recensisce fa parte di un gruppo di atleti amatori.
La parte difficile , visto tutto l'impegno di chi costruisce è fare una recensione oggettiva , massimizzando tutti i punti di forza dei prodotti senza scrivere bugie (e senza marchette).
Ma senza danneggiare il produttore.
A meno che non abbia fatto na gran caxxata
Ed anche in questo caso , anzi soprattutto in questo bisogna scrivere con precisione cosa non ha funzionato.
(Spesso si risparmia troppo su tutto il post vendita , che viene considerato come un costo)
Se qualche utente o rivenditore fosse disponibile potrebbe forti provare la loro bici senza dover per forza passare dal costruttore recalcitrante.
Quello col calzino esuberante che
…. E dieci minuti dopo la pubblicazione gli arriverebbe un fax di contestazione del contratto di esclusiva da parte della casa costruttrice.
Davvero?
Cavoli…
Ma mettiamo il caso che la redazione di BDC mag avesse soldi da buttare via e si comprasse uno stock di bici da provare e recensire: non potrebbe? C'è qualche problema legale?
In altri ambiti mi sembra che sia possibile, anzi che molti recensori comprino un prodotto e, una volta testato e recensito, lo rivendano per rientrare un po' delle spese.
Beh no, se la bici viene venduta è tutto un altro paio di maniche…
Ok, ero io che avevo parzialmente frainteso.
quale contratto di esclusiva?
se un marchio non fornisce in prova a bdc-mag le sue bici, non credo proprio che stipuli con bdc-mag un contratto di esclusiva…
È esattamente quello che ho fatto in passato oltre a correrci.
Senza buttare troppi soldi.
Se riesco , forse a "sto giro" mi tengo tutti i vestiti. 🙂
Poi per il futuro si vedrà.
(Magari arriveranno bici che volano…)
Succede già all'interno dei gruppi sportivi.
Soprattutto per le gare.
Ampliarlo a tutto il forum , BAH non so.
Non è tanto per i costi di spedizione che oggi sono irrisori , ma per come potrebbe essere trattata la roba.
Purtroppo l'unica esclusiva è quella del distributore nella nazione di vendita.
esclusiva nella distribuzione, non certo per quanto riguarda la possibilità di effettuare dei test (che ognuno è liberissimo di fare)
Esatto.
i negozianti non hanno certo contratti di esclusiva riguardanti a chi dare le bici. Se trek gli compra una specialized per sezionarla, non vedo perché dovrebbe dire di no.
In quanto fare i test ai prodotti delle aziende ricalcitranti tramite i negozi: sarebbe un servizio per i lettori, ma a me starebbe parecchio sulle balle fare loro (ai marchi) anche pubblicità. Almeno sbattersi a spedirci una bici possono farlo, poi sia mai che il braccino arrivi alla tasca per promuovere le bici su questo sito.
Ho quotato un post di un utente che ipotizzava l'aggiramento della volontà delle due case girate di NON dare a BDC forum propri prodotti per testarli.
L'utente aveva ipotizzato che BDC forum chiedesse direttamente ad un rivenditore qualsiasi il prodotto per testarlo in autonomia.
Ho risposto che dieci minuti dopo la casa costruttrice lamenterebbe al rivenditore autorizzato la violazione delle clausole di esclusiva che impongono, penso, di uniformarsi alla policy aziendale del fornitore.
Altro sarebbe se l'oggetto, appunto, venisse venduto direttamente a tester "indesiderato".
Leggere tutto prima di quotare please.
Vedi sopra (con lo smartphone non funziona la multicitazione)
bisognerebbe conoscere i contratti tra distributori e rivenditori (se esistono, al di là dei normali rapporti di fornitura regolati peraltro dal codice civile…).
non credo che le case costruttrici facciano contratti direttamente con i rivenditori.
E secondo te cosa regola l'aspettativa del venditore di poter smaltire, ad esempio, le 15 Pinarello comperate dalla casa madre senza che a 50 metri apra un garage che le commercializzi a 300 euro in meno? L' esclusiva territoriale. In cambio il venditore si obbliga a fare magazzino e a rispettare la policy del fornitore (che significa non vendere con sconti eccessivi, non sponsorizzare spendendo il nome del brand licenziato senza il consenso del fornitore ed altre clausole piu o meno specifiche e limitanti. Ovviamente piu il brand è "rinomato" e "potente", più saranno gravose le condizioni e gli stock obbligatori imposti al negoziante. E più il negoziante garantisce numeri importanti, più le condizioni si riequilibrano a suo vantaggio. Notare il termini "riequilibrare" che non è casuale…)
Insomma alla fine della fiera se una casa madre non vuole fornire i propri prodotti a BDC Forum, dubito che la testata giornalistica possa aggirare l'embargo prendendo accordi direttamente col venditore concessionario.
In termini di politica aziendale (del brand) sarebbe un errore clamoroso…
Poi è chiaro che se la testata si comporta come un cliente e paga il prodotto può farne l'utilizzo che vuole
Bisognerebbe conoscere questi contratti, se esistono…
Ps: mi occupo professionalmente di distribuzione da oltre 25 anni, anche se in altri settori…
Sostanzialmente è così come hai detto……un venditore di base e con eventuali eccezioni, non ha margini di concedere in test un bene di propria iniziativa(se non di nascosto, cioè senza apparire come fornitore, ma a quel punto perchè lo farebbe mai, avendo poi indietro un bene usato senza alcun ritorno). Ovviamente se il bene viene venduto, poi chi lo compra può farne l'uso che vuole.
infatti, è una questione più di non convenienza da parte del rivenditore, piuttosto che di vincoli contrattuali (che secondo me probabilmente neppure esistono; oggi, ai distributori, la cosa principale che interessa dei rivenditori è la solvibilità…)
Il problema del distributore è secondario. Il problema è il produttore. E' il produttore di norma che decide la politica aziendale o comunque il proprio importatore italiano. Non il singolo distributore.
Certo, però il rapporto commerciale col rivenditore lo tiene il distributore (che immagino molte volte coincida con l'importatore)
Quando importatore e distributore coincidono, spesso è proprio quello il soggetto che fa capo alla casa madre e ne rispetta la politica aziendale su test o no test, dunque in quel caso il rivenditore ha ancor meno mano libera….se parliamo di bici…..per altri accessori è diverso credo.
a: non è necessario pubblicare il nome dell' eventuale rivenditore, che puo' quindi rimanere anonimo.
b:come ho detto si puo' fare anche con la bici di un utente che sia disponibile a farla provare.
ricordavo questa presentazione più breve test : https://www.bdc-mag.com/presentazione-colnago-c60/
certo un vero e proprio test, con bici in mano per giornisettimane, è un'altra cosa …
Non ci siamo capiti: il venditore non ha niente a che vedere con la policy aziendale di non dare le bici test. Altrimenti non potrebbe faere neanche i tester days per i suoi clienti (fra i quali potremmo benissimo intrufolarci anche noi in incognito).
Colnago è la controprova che siamo ben lontani dalle "policy aziendali", bensì dipende se un addetto stampa sappia fare il suo lavoro o meno. Il loro distributore britannico dà bici in prova ai media senza alcun problema. In Italia sono più occupati a guardare twitter…
sarebbe interessante vedere i numeri colnago nei vari mercati
ho come l'idea che l'italia non sia il loro primo mercato … ma neanche il secondo, o il terzo …
Colnago fattura 20ml ( dati 2017) probabile che Italia corrisponda neppure ad un 30% …
https://www.reportaziende.it/colnago_ernesto_e_c_srl
Che aziende come Colnago o Pinarello non sentano esigenza di avvalersi queste forme di comunicazione, non ci vedo nulla di strano. Anzi lo vedo abbastanza coerente.
ragione in più per spingere.
dipende se abbiano interesse o meno … o se non considerino, per l'italia, altri canali come preferenziali
sempre restando in tema magari pensano che gli italiani si facciano influenzare più da altre cose che non i test
cosa che non mi sorprenderebbe
il test è anche una vetrina per far vedere la bici. Comunque pace, noi stiamo bene anche senza loro, e credo anche viceversa.
ma certo, come detto era mia curiosità perchè mi spiace non vedere test di questi prodotti 😉
Se non pubblichi il nome del rivenditore che ti dà òa bici, questo che tornaconto ha a darti una bici nuova, ricevendola indietro usata e dunque deprezzata di qualche migliaio di euro? Le bici test che hanno, sono quelle che il produttore gli dà a quello scopo, non bici loro che scelgono di farle provare a qualche cliente per poi doverle rivendere alla metà…se non si sono rotte.
Bell'articolo! Anche la foto con il buon Alberto Fossati che è uno dei miei "avversari" di categoria nelle cronoscalate dell'oltrepò pavese.;)
su, su bdc-mag basta fare braccino, dovete comprare anche quelle che non vi fanno testare per completezza d’informazione, e poi naturalmente completare i test con la prova di resistenza a fiamme martellate e acido sempre per completezza d’informazione.
alberto fossati ha il motorino nel tubo piantone whisp
Giusto sono d'accordo . La prima regola per andare più veloce è sembrare più veloce. ( if you want to be faster you have to look faster)
Ho visto qualche recensione che alla fine metteva una piccola storia del tester, forse cominceranno a farlo sempre di più. Comunque credo che per chi pedali molto e legga molto ci sono certe descrizioni che sono più familiari di altre. Tempo fa ho letto: nervosa nell'uscita di curva. Il telaio è delizioso. Ma cosa vuol dire? Ecco che anche il lettore ha una sensibilità nel percepire e codificare le informazioni.
Niente.
Io mi accorgo di differenze tra due bici molto diverse per geometria e passo, solo in discesa ad alte velocità (sopra i 60), sui rilanci di potenza e all'en'danseuse quando le pendenze diventano impegnative, sopra il 15%.
Sarò uno scarpone, ma noto MOLTO di più un posizionamento in sella sbagliato di mezzo cm…
Dovrei leggere il contesto delle frasi che hai estrapolato, ma per quanto riguarda la prima affermazione, potrebbe riferirsi a una bici molto reattiva che quando il peso si carica in frenata e si alleggerisce quando riparti, possa dare una sensazione di schizzare via ed essere nervoso….è solo una ipotesi eh…..il telaio delizioso mi sembra una fregnaccia invece.
Ci si potrebbe scrivere un articolo su questo.
Nessuno mi ha mai chiesto niente. A volte, alle presentazioni, qualche ingegnere chiede dei pareri, in particolare nel confronto con altri prodotti (e si torna ad un punto chiave dell'articolo). Anche chi sviluppa abbigliamento e scarpe è abbastanza interessato ai feedback.
I responsabili marketing (con le ovvie eccezioni) invece raramente chiedono qualcosa, anzi, la mia impressione è che percepiscano ogni feedback come una sorta di critica poco gradita o poco informata ("ma che ne sai tu"). E questo a volte è anche vero sotto una certo aspetto, perché se si va aldilà delle solite fesserie sul "marketing" come se fosse un'entità sovrannaturale tipo Spectre, in ogni azienda i responsabili marketing hanno ovviamente del vincoli che è difficile conoscere. Innanzitutto, banalmente, cosa vuole la dirigenza e il grado di "libertà" che gli viene concesso. Fino ad arrivare al tipo di contratto con cui sono inquadrati (interni, esterni, con/senza bonus, etc..) che a volte è determinante più di altri fattori nelle strategie che adottano.
E infatti i risultati possono variare enormemente, come ovvio (mentre qualcuno pensa "il marketing" che sia come mettere una moneta in un distributore di bibite da quello che si legge).
Innanzitutto, banalmente, cosa vuole la dirigenza e il grado di “libertà” che gli viene concesso. Fino ad arrivare al tipo di contratto con cui sono inquadrati (interni, esterni, con/senza bonus, etc..) che a volte è determinante più di altri fattori nelle strategie che adottano.
Queste sono dinamiche che vanno sottolineate.
Da quel che mi è dato conoscere ( ho qualche rapporto professionale con aziende del settore.) Spesso sono figure interne, il loro margine di azione non mi sembra diciamo così ampio..
E le dinamiche a cui devono fare riferimento sono molto disparate, contratti distribuzione, tempi uscita, e tante altre… A torto o a ragione.. sentire parere di un Nerds:-) che si diverte a portare in giro l’ennesima bici.. puo’ generare un interesse diciamo basico per usare un eufemismo..
Probabile abbia piu’ interesse a chiedere dei giudizi un progettista.
Sarebbe anche interessante capire se nelle varie Aziende è mai stata fatta veramente un’indagine di mercato su quanto possa influire questo tipo di promozione.
Certo che entrare nei meandri ci chi ancora scrive: Finalizzato solo al profitto..!! Di che caxx devono campare le aziende spirito santo?
Se leggi i messaggi successivi credo che la sua domanda mirasse ad altro, che non a sapere un parere dal tester.
Samuel, forse mi ero espresso così male…che Ser ha compreso perfettamente il senso della mia domanda!!
Ho anche io l'impressione che "i tecnici" siano appassionati del loro lavoro e ogni prodotto sia una loro creazione mentre i markettari siano molto più spinti verso la vendita , SCSF (sempre chini sul fatturato). Su questo è interessante ed è stato disruptive l'insegnamento di Steve Jobs "don't sell crap" e la sua grande passione per il prodotto.
Io stesso ho l'impressione che il marketing rilevi una errata percezione di ciò che vuole il consumatore (13 velocità? chi mai ne ha chieste 12…???)
In questo senso credo, ma forse chiedo troppo, che il ruolo dei tester/giornalisti sia anche quello di contro-influencer
Sin dall'inizio non avevo ben capito cosa intendessi e te lo avevo chiesto, rispondendoti in ogni caso che non mi era mai pervenuta alcuna richiesta particolare.
Poi la tua risposta mi ha ancor di più confuso le idee, fra la prima e la seconda parte di questo post.
A cui avevo comunque risposto che non ci fossero grossi imbarazzi a manifestare perplessità sul prodotto testato.
Mi rendo conto di essermi perso la prima parte di ciò che intendevi……la risposta è si, a me c'è una casa produttrice che è piuttosto attenta e precisa nelle procedure interne e nelle relazioni esterne, che ha avuto modo di chiedermi cosa ne pensassi. L'anno dopo il restyling di quel prodotto aveva alcune modifiche come le avevo manifestate utili io. Magari non avranno ascoltato me, avranno avuto altri feed più qualificati, ma se non altro le idee che avevo loro manifestate non sono state ritenute fregnacce tout court.:mrgreen:
grazie della testimonianza, peccato che ci segnali "solo" un caso di chi ascolta e considera il vostro impegno e passione per migliorare i prodotti. Qualche volta basta davvero un bottone o una zip a fare la differenza! ad esempio voglio modificare la tasca posteriore di una maglia mettendo un bottone a pressione perchè ho paura di perdere il cellulare
In verità io ti ho detto di una richiesta info diretta che ho avuto, più uno scambio di opinioni dietro le quinte che altro. Però i report quando vengono pubblicati, come li leggono i lettori li leggono i fornitori del prodotto in test e di solito sono tra i primi a leggere quando viene pubblicato, perchè sono molto attenti, oltre a sapere dell'imminente pubblicazione allorchè il prodotto viene loro restituito. Quindi un feedback, lo hanno in ogni caso e non è escluso, specie se più tester di diverse testate, riferiscono un difetto, una problematica o una possibile miglioria, che non ne tengano conto provvedendo. Del resto il test di base serve a quello. A un feed per chi compra ma anche per chi vende, che se non è uno sciocco, capisce che una miglioria suggerita dagli users, non può che giovare alle vendite, se presa in considerazione. Poi è ovvio che il test, per chi vende è anche un veicolo promozionale per far conoscere il prodotto. A volte si percepisce che per qualcuno sia solo quello e l'interesse per eventuali migliorie sia marginale, specie nel caso di qualche importatore/distributore il cui compito è vendere, ma non ha voce in capitolo nelle procedure di produzione ed assemblaggio.