Lappartient vuole un’inchiesta sulla Sky

Lappartient vuole un’inchiesta sulla Sky

08/03/2018
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08/03/2018

In seguito ai (discussi) risultati del rapporto della commissione parlamentare inglese sulle pratiche poco etiche del Team Sky David Lappartient, presidente UCI, vuole sapere se la squadra britannica abbia commesso una o più infrazioni del regolamento antidoping, come dichiarato alla BBC:

In questo rapporto, da quello che ho letto, si può vedere che le sostanze non erano utilizzate per dei problemi di salute o come analgesici, ma per migliorare le prestazioni e dunque effettivamente è inaccettabile per me e la filosofia che abbiamo, anche se sembra che non ci siano violazioni dei regolamenti“.

Lappartient vuole dunque procedere con un’inchiesta: “Abbiamo la fondazione antidoping del ciclismo che ha il potere di aprire un’inchiesta. Mi piacerebbe che lo facesse, per vedere se ci sono state violazioni o meno delle regole antidoping“.

Questa inchiesta riuscirà a vedere la luce e portare a dei risultati prima dei grandi giri? Lappartient stima che la presenza di Froome ancora sotto giudizio per il caso del salbutamolo alla Vuelta sarebbe “un disastro“.
Questa dichiarazione arriva presumibilmente dopo le molteplici pressioni e sollecitazioni che l’UCI ha avuto negli ultimi giorni, grazie alle dichiarazioni di alcuni corridori, come Tom Dumoulin, che nella conferenza di apertura della Tirreno-Adriatico ha commentato che “Se io fossi Froome non mi sarei presentato qui“.
Ma soprattutto quelle del direttore del Tour de France, Christian Proudhomme: “Ho detto già da Dicembre che volevamo una risposta rapida, ora possiamo togliere il rapida: vogliamo una risposta. Gli organizzatori vogliono una risposta. Abbiamo la necessità di una risposta, non solo per noi al Tour de France, ma per tutti gli organizzatori in modo che non ci sia un corridore che poi non avrebbe dovuto essere alla partenza. È pazzesco, assolutamente grottesco! Dobbiamo avere una risposta“.
In realtà, per ora, i colleghi di Proudhomme, come gli organizzatori della Ruta del Sol o della Tirreno-Adriatico, corse a cui Froome è stato il benvenuto, non sono stati così duri sulla necessità di una risposta. Ma è anche vero che il pubblico del Tour de France non è quello di queste corse, e l’accoglienza per Froome e la Sky potrebbe essere poco gradevole sulle strade (eufemismo).
In ogni caso la pressione sull’UCI monta da più parti, dal Movimento per un ciclismo credibile (MPCC) ad esempio, che in un comunicato ufficiale, ha fatto sapere di aver chiesto già il 18 Dicembre scorso alla Sky di sospendere immediatamente Froome, prima del procedimento, “in modo da aiutare il corridore e la squadra ad implementare una strategia difensiva con serenità, evitando irritazione da parte del resto del gruppo e degli staff.”
Dopo delle nette critiche agli organizzatori che accolgono Froome ed alla Sky per non aver proceduto alla sospensione ed all’aderire al MPCC (la Sky si è rifiutata in passato affermando di avere regole più stringenti del MPCC stesso) l’MPCC passa all’attacco chiedendo formalmente a UCI e WADA una “standardizzazione delle procedure, e che un corridore sotto inchiesta sia obbligato sistematicamente a non correre“, “per mantenere un’immagine ed una credibilità del ciclismo“.
A margine, ma non troppo, le dichiarazioni dell’ex vincitore del Tour de France, poi squalificato, Floyd Landis, che non ha perso occasione per tirare delle cannonate contro la Sky e Wiggins in particolare al seguito del rapporto britannico: “Non so perché nel rapporto dicano che non ci sono violazioni delle regole antidoping. Per me cadono assolutamente in questa categoria, per loro stessa definizione”. “Hanno usato (quei medicinali -ndr-) per migliorare le prestazioni e non ci sono ambiguità qui. Wiggins deve perdere il suo titolo al Tour. Non vedo come le autorità dello sport possano lasciar passare tutto. Non si può prenderli seriamente se non agiscono. C’è un rapporto qui di fronte a loro e per me la WADA non ha scelta, se non sospenderlo e toglierli il titolo“.
Se a qualcuno i toni di Landis possono sembrare forti, val la pena di citare quelli che usa Bradley Wiggins nella sua autobiografia “In Pursuit of Glory” a proposito di Landis: “Mi sono sentito fisicamente male quando ho sentito la notizia (della positività di Landis al Tour 2006 -ndr-). La mia prima reazione è stata puramente egoista e solo in relazione a me stesso. “Landis bastardo” ho pensato. “Hai completamente rovinato il mio piccolo risultato dell’aver partecipato al Tour de France ed essere stato piccola parte della storia del ciclismo (Wiggins ha terminato quell’anno il suo primo Tour finendo 123° -ndr-). Tu e tizi come te stanno pisciando sul mio sport e sui miei sogni. Perché gente come te continua a barare? Quanti ce ne sono come te la fuori? Che prendete per il culo la gente e vivete contenti? Siete delle nullità. Siete una banda di bari bastardi e spero che un giorno vi prendano tutti e vi buttino fuori a vita. Potete continuare a fare quello che fate ed io continuerò a fare quello che faccio io. Non mi cambierete mai, povere nullità. Siete tutti dei bastardi. Io almeno posso guardarmi allo specchio“.
Se Landis l’ha letto sicuramente non ne sarà stato lusingato, ed ora l’occasione è troppa ghiotta per non togliersi qualche sassolino.
Insomma, la Sky sembra non essersi fatta molti amici in questi anni di successi ed atteggiamenti a volte piuttosto poco simpatici (in particolare di Brailsford), ed ora vivono la legge del contrappasso. E se la pressione monta da tutte le parti sull’UCI, Lappartient non può starsene con le mani in mano, soprattutto da presidente neo-eletto, dando l’impressione di non essere attivo su un tema capitale come il doping.
Il rovescio della medaglia è che queste esternazioni su inchieste e commissioni sono anche piuttosto inopportune visto che c’è un procedimento in corso (contro Froome) e che il rapporto della commissione parlamentare inglese mette in luce negligenze e scarsa etica, ma non comprova fatti di doping, perlomeno secondo gli stessi regolamenti di UCI e WADA, come afferma persino Lappartient stesso. Senza contare la dubbia liceità di trarre delle conclusioni sulla base di testimonianze di fonti anonime mai confrontate con gli accusati, e che l’obiettivo ultimo delle accuse sembra essere (abbastanza esplicitamente a dire il vero) Dave Brailsford, ovvero il management di British Cycling e Sky, quindi con anche l’ombra di interessi “politici”.
Insomma, brutta aria per la Sky. E come faccia Chris Froome ad essere calmo e concentrato a correre è un piccolo miracolo…