Morto Jobst Brandt

Morto Jobst Brandt

07/05/2015
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07/05/2015

Jobst Brandt é un nome che probabilmente a tantissimi oggi dice niente, ma per chi passava ore a scoprire le prime discussioni su internet riguardo il ciclismo nei primi anni 2000 é un nome che dice tantissimo.

Jobst Brandt era un ingegnere meccanico appassionato di ciclismo che ha lavorato per Porsche (sospensioni), l’università di Stanford (acceleratore di particelle), Hewlett-Packard e Avocet. Per anni è stato un’influenza fortissima nel mondo del ciclismo, sia per le aziende che, soprattutto, per gli utenti, i quali grazie ad internet scoprivano personalità come la sua: Appassionato, ma preparato tecnicamente, e grande praticante; non il solito ex-professionista o ex-dilettante, ma una figura fino ad allora sconosciuta, quella di chi oltre ai kilometri, certamente non fatti al Tour de France, ma sulle stesse strade, sapeva coniugare competenze tecniche di alto livello e sapeva comunicarle alla comunità di appassionati.

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Alla fine degli anni ’90 non c’erano forum o Fb o Twitter, ma i newsgroup, e quello mitico su cui Brandt imperava era rec.bycicles.tech, con discussioni spesso contrastate, ma in cui la sua presenza era garanzia di qualità. Qualità non solo per le competenze tecniche, pur non avendo mai lavorato per aziende di ciclismo, ma anche per la sua correttezza.

Jobst Brandt è anche l’autore di The Bicycle Wheel, la bibbia sui principi, funzionamento e costruzione di una ruota. Un libro che non manca nella biblioteca di tantissimi appassionati e continuerà a non mancare.

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L’ultima pedalata di Jobst è stata all’età di 76 anni, quando in una fitta nebbia mattutina è caduto infortunandosi. Da allora ha dovuto combattere con una lunga malattia che lo ha vinto il 5 Maggio scorso, quando se n’è andato all’età di 80 anni.

Grazie di tutto.

 

 

 

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