Ötztaler, un viaggio in parole ed immagini

Ötztaler, un viaggio in parole ed immagini

18/10/2013
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18/10/2013

Macmanu ci ha inviato questo bel racconto della sua Ötztaler  che vi proponiamo qui:

 

Arrivo a Solden (1377 mt s.l.m) con Gabriele Spadoni,Gianluca Porcarelli e Roldano Massacesi venerdi 23 agosto intorno alle 16 con un clima misto tra leggera pioggia e schiarite. Ma ci si metterebbe la firma per avere un tempo così domenica,giorno di gara.

Andiamo subito al ritiro pacco gara nella Freizeit Arena, tutto organizzato in maniera impeccabile,nessuna fila,già si respira l’aria di qualcosa di diverso dalle altre granfondo.

Stand all’esterno di Sportful,Mavic,Scott e compagnia bella già pieni di ciclisti incuriositi…si sente parlare in diverse lingue a testimonianza che l’evento è a scala mondiale.

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Alloggiamo in un appartamento trovato da Gabriele a 400mt circa dalla partenza ma posto più in alto….tanto che per arrivarci bisogna fare un’arrampicata al 14% ma c’è anche la cabinovia ovviamente.Tutto perfetto quindi,a due passi dal via ed in una posizione da cui si gode una visuale dall’alto di Solden molto bella,c’è tutto quello che un paese di montagna austriaco possa offrire:pulizia, cura dei particolari e strade perfette.

Cena a base di pizza alla Freizeit Arena con altri ragazzi marchigiani molto simpatici.Ah la pizza……be meglio quella italiana senza dubbio,su questo siamo maestri.Caffè in un bar fuori e subito in appartamento(anche perchè la temperatura è scesa intorno ai 10°)a riposare ed organizzare la classica “sgambata” del giorno prima della gara.Questa prima giornata mi ha molto fatto tornare in mente i bellissimi momenti passati al “Giro delle Dolomiti” negli anni 1999 e 2000 riassaporando le stesse sensazioni a distanza di così tanto tempo,merito dell’ottimo gruppo con cui sono arrivato qui.

L’indomani ci svegliamo con un cielo sereno,ideale per prendere la bici e partire da Solden intorno alle 10:30 per un 30km in assoluta scioltezza.Ovviamente come noi,tantissimi altri ciclisti hanno preso d‘assalto la strada per godersi questi posti e controllare che il mezzo sia perfetto per il giorno dopo.Tutte le marche di bici sono presenti,nessuna esclusa….anche qualche bici che noi definiamo “cancelli” 🙂

Ovviamente il clima sarebbe perfetto per la domenica……ma purtroppo le previsioni dicono di un brutto peggioramento del tempo(tanto da mettere a rischio la partenza)nel pomeriggio e peggio ancora proprio per la domenica sui 2020mt del passo Kuhtai(prima asperità del percorso)sono previste nevicate.Andiamo bene,io che soffro il freddo non mi poteva capitare Otztaler migliore.Infatti come un orologio svizzero,pardon,austriaco….il sabato pomeriggio il tempo cambia ed arriva la pioggia e non sembrano esserci margini di miglioramento a breve.La sera riceviamo un sms dall’organizzazione che conferma la partenza ed invita i partecipanti a vestirsi adeguatamente perchè sono previsti pioggia e freddo.

Andiamo a letto un po pensierosi per l’indomani…il fatidico giorno.Mi addormento bene….ma sento ugualmente l’sms che mi avvisa che Castennou ha vinto il Palio 2013 di Porto Recanati e ne sono contentissimo.

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Domenica 25 AGOSTO 2013: sveglia alle 04:30(partenza ore 06:45)……risveglio molto amaro,anzi amarissimo,piove a dirotto e fa freddo.Facciamo colazione silenziosi e ragionando se partire o meno.Io,senza nessun eroismo,ho pensato questo tra me e me:partire parto….poi se nel corso del percorso,lottando sino a quando ci riesco,dovrò ritirarmi….per me sarà sempre e comunque una vittoria.Gli altri compagni(che già avevano partecipato anche lo scorso anno)decidono di non partire e risparmiarsi il patimento in quelle condizioni climatiche.Decisione rispettabilissima anche questa,ci mancherebbe.Inizio a vestirmi e decido di partire così per la cronaca:

-maglia intima invernale a manica lunga -completo estivo -gilet antivento -manicotti e gambali no rain -mantellina antipioggia a manica lunga -guanti invernali -guanti in lattice sopra quelli invernali -copriscarpe impermeabili -cuffia in pile sottocasco -cuffia da doccia per coprire il casco 

Lascio l’appartamento incoraggiato dai ragazzi e dopo la rampa al 14% in discesa sono al punto di partenza,ore 06:20 circa.Passo le prime griglie che sono riservate e mi metto al mio posto aspettanto il caratteristico colpo di cannone che dichiara la partenza.Sfruttando la copertura di un ombrello ho modo di scambiare delle parole con altri partenti ed ammirare come la partecipazione delle persone che sono li sia totale;tutti che ti augurano in bocca al lupo,fidanzate e mogli che non si staccano dal compagno sino alla fine.Piove ma per come sono messo non mi da poi tanto fastidio,è più l’emozione di esserci che la preoccupazione dell’acqua che scende.Già alla partenza comunque in molti non si sono presentati date le avverse condizioni.

Poi ad un tratto BOOOOOOMMM,il colpo di cannone tanto atteso è arrivato e riecheggia nella valle.Partenza puntuale alle 06:45 e dopo 4 minuti esatti sono sotto lo striscione dello Start.

Ora ha inizio una gara…o meglio un viaggio che ha queste caratteristiche 238km e 5500mt di dislivello.

Alla partenza la strada scende per circa 35km,se in altre granfondo si cerca la scia,qui oggi la si evita perchè rischi di non vedere nulla.Cerco di viaggiare accorto e non prendere rischi inutili,ma intuisco subito che la temperatura scende….arrivo all’inizio della salita al Passo Kuhtai un po infreddolito ed i 18,5km di salita scorrono via sotto l’acqua ovviamente ma comunque ci si scalda.Arrivo in cima in un clima tipicamente invernale a 0°, la neve fresca si vede a non più di 70-80mt sopra di noi…per fortuna.Velocissimo ristoro per prendere un tè caldo e mi butto in discesa.

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Ora ha inizio una fase mistica,in cui mi sembra di essermi addormentato per la durata di tutta la discesa circa 20km.Un tempo interminabile dove 1000 e più pensieri mi sono passati per la testa:-mi fermo-ma chi me lo ha fatto fare-non mi sento più il piede sinistro dal freddo-ho paura che mi prenda qualcosa.Insomma,più scendo ed il mio corpo mi comunica di essere al limite della sopportazione fisica,tremo come una foglia,il manubrio stento a tenerlo fermo.Ma nelle mani ho ancora forza per stringere i freni,questo è stato il limite che non avrei potuto superare.

Non mollo,ma soffro come un cane ad andare giù e vedo che altri pur di scaldarsi riprendono la via della salita,ritirandosi.Anche io l’ho pensato più volte,ma confidando in un rialzo della temperatura con l’andare avanti non mi sono fermato e con il senno di poi credo di aver preso la decisione giusta,ma uscire da quella discesa è stata veramente dura.Arrivo ad Innsbruck ed il tempo sembra migliorare un poco,brutto si,ma la pioggia sembra allentare il tiro.Mi fermo a bordo strada ed inizio a scaldarmi come posso,saltello,piego braccia e gambe,mangio,bevo e non appena sento che tutte le parti si sono risincronizzate tra di loro riparto.

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Riacquisto fiducia perchè ora inizio a stare un po meglio e per giunta il tempo sembra migliorare decisamente(in montagna si sa basta poco per cambiare).Ora ci tocca la salita del Brennero,38km regolari e facile anche da andatura veloce a tratti(35km/ h),la faccio con un gruppo di ciclisti per lo più stranieri scambiando anche due parole in inglese per incoraggiarsi a vicenda.Il peggio sembra essere passato e mi metto in testa di finirla senza mai strafare ed evitare inutili fuori soglia,controllo sempre più i battiti che la velocità.Il Brennero è un tocca sana:ci si riscalda bene o meglio ci si asciuga e dopo il ristoro ci si butta in discesa sino a Vipiteno.Discesa bellissima,strada chiusa al traffico in entrambi i sensi e quindi ci si diverte.A fine discesa mi fermo un attimo prima di iniziare il Passo Giovo di 15km, scendo dalla bici e panico….crampi….mi dico:”Impossibile cavoli”,non ho mai forzato e do la colpa sicuramente al freddo patito sul Kuhtai.

Ne approfitto per mangiare qualcosa e togliermi la mantellina ed inizio la salita che mi porterà ai 2090 mt del passo Giovo.Salgo sempre regolare alternando il 34×28 e 34×24,si farebbe tutta anche con il solo 34×24,ma questo è un viaggio mica una granfondo. Il tempo tiene,solo due gocce d’acqua lungo la salita.

Ho anche la bella idea di telefonare a Gabriele mentre pedalo per informarli che sto bene e che il peggio sembra essere oramai alle spalle.Lui mi dice che mi stanno seguendo dal sito di  datasport che da i vari passaggi,mi incita e mi invita a pedalare tranquillo.C’è un ristoro a circa 500mt dal passo,sosta veloce per buttar giù qualche banana ed una barretta ed anche per riempire le borracce.Mi rimetto la mantellina per affrontare la discesa verso San Leonardo in Passiria.Più si scende e più si sente aria calda,meraviglioso,arrivo sotto asciutto,breve sosta pipì ed ora inizia il bello…….dopo 183km percorsi bisogna sciropparsi la salita regina della Otztaler,i 28,7km del Passo del Rombo(mi ricorderà lo Stelvio per gli scenari maestosi e per i suoi tornanti).

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Non mi sento stanco e sono felicissimo di affrontarla.Questa salita ha tutto quello che un amante delle salite vuole trovare: tratti pedalabili alternati a tratti duri con pendenze a due cifre,tratti di vegetazione fitta alternati a tratti di bellissima desolazione rocciosa e continui tornanti a vista. Davvero bellissimo!!!

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Ad un certo punto raggiungo un ragazzo che ha la maglia con scritto “Avis Fabriano” ed iniziamo a parlare e scambiarci sensazioni sino a lì avute.Lui è romano ed è alla sua terza Otztaler,conosce molto bene le zone del fabrianese e quindi lo prendo come uno di casa mia.Facciamo la salita insieme e dopo il freddo della mattina ci godiamo assieme questa arrampicata,fa freschino ma si sopporta bene,ma il vedere queste cime in un mix di nuvole,neve in alto e sprazzi di sole ripaga da tutti gli sforzi per arrivarci.Oramai siamo giunti quasi in vetta,l’accortezza di non strafare mai sta dando i suoi frutti,affaticamento si,ma tutto sotto controllo,nessun segno di crampi ed avvisaglie di crisi.Arriva il tunnel con il caratteristico portone di legno,attraversandolo ci si rende conto che oramai il tutto sta per finire,ultimo sguardo intorno per salutare scenari bellissimi(per fortuna più clementi del Kuhtai) ed a 100mt dalla vetta,in vista dell’arco della Red Bull,lo devo ammettere,non è una vergogna,tutt’altro,mi sono commosso ripensando al su e giù fatto dalla mattina.

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Ora Solden è lontana solo una discesa ed un dentino (lo chiamano così) di 2km di salita…….è fatta quindi. Al passo mi fermo giusto per mettermi la mantellina perdendo il gruppetto con il quale ero salito,non importa….mi godo la discesa….mi urlo da solo “è fatta!!!!!!!!”Scendo velocemente e prima di Solden ai lati della strada ci sono ragazzi che al tuo passaggio fanno l’aola e ti incitano per gli ultimi km da affrontare.Intravedo Solden,arrivo ai cartelli -1km -500mt,ultima curva a destra mi alzo sui pedali e riconosco l’urlo familiare dei miei amici che sono lì ad aspettarmi e fortissimo gridano:”VAAAAIIIIIIIIIII MANU!!!!!!”

Mi ha fatto veramente piacere. Grazie ancora ragazzi. L’arrivo è da corsa professionistica,tabellone luminoso,speaker che scandisce il tuo nome,spettatori felici che sembrano attendere solo te anche se dopo 10 ore e passa.Faccio gli ultimi metri,ma vorrei che non finissero mai,e la meta è raggiunta,passo sotto lo striscione di arrivo. Scendo dalla bici e voltandomi ti rendi conto che un paese intero vive per questo evento,rivivi le scene del mattino:degli abbracci tra fidanzati,tra moglie e marito o con figli ma ora noti che in molti hanno le lacrime agli occhi.

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Il viaggio è finito da dove era iniziato.

Mi raggiungono i miei amici,si complimentano con me,ma sono io che devo ringraziarli perchè vengo trattato come il “capitano” di una squadra:mi portano la bici in appartamento,mi riportano le scarpe da ginnastica per farmi stare più comodo.Gentilissimi davvero.Dopo commenti veloci sul viaggio,mi dirigo dentro l’arena per ritirare la maglia da finisher.

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Decido anche di farci stampare nome e tempo impiegato,non è certo un tempo da podio il mio,ma sti cavoli…..in quel tempo sono successe cose che hanno lasciato/lasciano il segno perchè è vero……..la Otztaler lascia qualcosa difficilmente riscontrabile in altre “classiche granfondo”.   238km 5500mt dsl in 10h58′ 

Link foto http://flic.kr/s/aHsjHQjbv3

Link video http://vimeo.com/73936243