Paternoster e Bussi investite

Paternoster e Bussi investite

23/11/2019
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23/11/2019

Strade pericolose e le ultime a farne le spese sono due donne: Letizia Paternoster e Vittoria Bussi.

La Paternoster è stata investita da un’auto che si è immessa nella rotatoria che stava percorrendo l’atleta della Trek-Segafredo. Per la 20enne trentina una contusione al volto e la frattura dello scafoide di una mano.

Vittoria Bussi, 32 anni, detentrice del record dell’ora, si è scontrata a sua volta contro un’auto che le ha tagliato la strada a Moncalieri. Per lei frattura della clavicola.

Questi incidenti ripropongono il tema della sicurezza sulle strade ed in particolare l’assoluta ignoranza della maggior parte degli automobilisti sulle regole da rispettare in presenza di ciclisti e dei rischi legati a scontri con questi.

Nei giorni scorsi anche il professionista Alessandro De Marchi (CCC) si è lamentato in un post su Instagram di un sorpasso ravvicinato da parte di un automobilista.

Commenti

  1. Possiamo muoverci, e possiamo farlo in modo efficace. Una protesta molto semplice: domenica, invece che in bici, ci mettiamo in auto, in fila indiana, a 40 all'ora. Con la bici caricata sopra la macchina. Una "manifestazione" coordinata in tutta italia. E vediamo se si accorgono. E vediamo se così "intralciamo" di meno il traffico.

    Una reazione forte, che andrebbe coordinata da federciclismo, fiab e associazioni di settore.
  2. POWDERFINGER:

    Lasciar perdere? Dacci la tua spiegazione allora, altrimenti i forum a cosa servirebbero?
    EDIT: ha risposto @sembola




    Che chi sorpassa è sanzionabile di multa per invasione della carreggiata opposta.



    E su questo siamo tutti d'accordo.
    Ma qui si discute sull'applicabilità e sulle responsabilità dell'investitore qualora non ci siano le condizioni per il sorpasso. Se al processo l'avvocato dell'imputato ti porta i dati che su quella strada non potevano esserci le condizione per mantenere i fatidici 1,5 m., poi il giudice cosa potrebbe decidere secondo te? Meglio sarebbe che venisse punito l'investitore in base ad una distanza minima e logica da rispettare comunque.



    Esatto.

    In assoluto è sempre bene che ci siano i testimoni.
    1.5 m servono per stabilire una distanza alla quale il sorpasso possa avvenire in sicurezza e il sorpassato non venga messo in pericolo.
    Ora se uno urt un ciclista durante un sorpasso non è che ha tenuto 1 m o 50 cm, gli è andato contro, quindi distanza = ZERO.
    A questo punto qualsiasi considerazione sulla larghezza della carreggiata viene meno.

    Cosa diversa se un’auto sorpassa a 5 cm e fa cadere il ciclista senza urtarlo, in questo caso si può discutere all’infinito su larghezze e distanze.
  3. Scaldamozzi ogni tanto:

    Non è la federazione che deve intervenire, la situazione sta diventando critica per tutti i ciclisti, non solo per i tesserati, certo loro sono più spesso per strada, ma i pericoli ci sono in ugual modo per tutti.
    È una questione di abitudini e comportamenti errati, a mio parere deve esserci un aumento dei controlli e delle sanzioni da parte delle forze dell’ordine, multe a manetta a chi sbaglia, sia ai mezzi a motore che alle bici.

    Poi una qualche pubblicità informativa sui comportamenti da tenere in auto e sui rischi che corre un ciclista a causa di questi comportamenti sbagliati (magari fatto in buona fede), potrebbe aiutare.
    Non ci sono mezzi e uomini a sufficienza per garantire dei controlli maggiori.