Peter Sagan in Bike Park

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Peter Sagan proviene dalla mountain bike, ma nell’ultimo decennio lo si è visto più che altro in sella alla sua bici da corsa. Ogni tanto però si diverte ancora come un vero biker. Eccolo qui nel bike park di Andorra.


 

Commenti

  1. Qui ognuno espone le sue idee che possono piacere o meno. Ho notato che gli intervenuti confrontano, magari c'è disaccordo, ma è giusto per passare il tempo a conversare, senza seminare reciproca antipatia, come se ci si trovasse al bar o in piazza. Ce ne sono altri, invece, che bacchettano e provano a zittire i ragionamenti contrari, con aggettivi vezzeggiativi, non solo qui, ma un pò in tutte le discussioni, che spesso leggo anche senza intervenire. Non ho mai definito le opinioni altrui con termini inappropriati, sebbene non le abbia condivise, perchè è un normalissimo scambio d'idee, senza ambizione di prevalere o sottostare!!!
    I discorsi legati al contesto naturale, li sostengo con causa cognitiva, a seguito del lavoro che svolgo, pur senza definirmi per questo ambientalista, anzi detesto la categoria perchè estremisti senza capo e ragione, così come i loro seguaci, a prescindere dall'età ed incluse anche le bambine, spesso usate a loro insaputa come trofeo!!
    Il concetto del parco bici mi è stato chiaro, dopo che avevo mal letto la notizia d'apertura. Ho solo sostenuto che di parchi-bici ne inventano ovunque, così dal nulla, tanto passa tutto inosservato e purtroppo come detto da Schumacher, manca la linea di confine fra il vedere-gustare ed il fare realmente.
    Riferimenti ad altri sport non sono per alimentare zizzania, ma per estendere i ragionamenti in ambito sportivo, senza scomodare altri personaggi mediatici, o altre argomentazioni che non ho sviluppato, ma che son state buttate qui, senza nemmeno un perchè, che hanno zero a che vedere con il discorso in atto.
    Tutto è utile nei modi e nei termini dovuti. Per fare certe opere o cose, bisogna spodestare chi occupa lo spazio preposto, perchè dalle mie risultanze non esistono aree libere, pronte all'uso! Su ognuna di queste qualcosa ci sarà! Il vuoto esiste solo nell'aria. Bisogna adattarle e se l'opera serve va fatto, senza vivere nell'ossessione perpetua di conservare l'ambiente come un museo.
  2. Krono:

    Il bosco non se ne accorge s ' è terreno libero, con vincoli, a pagamento o "parco adattato". E' sempre bosco ed il danno arrecato alle radici, dunque a seguire, alberi, terreno, sgranamento, canali e trascinamento a valle superficie terrosa, è identico. Il risultato, per chi ha un minimo rispetto della natura, non è certo veniale.
    Bastava farlo in spazi privi di vegetazione, come anzidetto e, visto che si paga per ingresso ed'è vietato a terzi (non sapevo, ma dubito), con i proventi si potevan costruire piste apposite, ben studiate da un punto di vista idro-geologico e riservarle per lo sfogo di queste passioni estreme, che poi non sono tanto educative.
    Però assistere, impassibili, alla violenza dei boschi è irritante. Vedere gli alberi scalzati, ben evidenziati anche nelle riviste apposite, che qualche volta osservo, non può lasciare indifferenti.
    Si ma uno "spazio privo di vegetazione" è privo di vegetazione perché è stato disboscato dall'uomo, a meno di andare in spiaggia o a 3000 metri. A sto punto non è meglio tenere il bosco?
    In un bike park credo che le piste siano studiate bene... Se a ogni pioggia la terra è trascinata via o si forma una pozza unica non ci andrebbe nessuno.
    Poi scusa ma non capisco come faccia una ruota a rovinare una radice... O vai in giro senza copertone o non si spiega.

    E cosa intendi per "educativo"? La mtb (o lo sport in generale) ti insegna a capire quali sono i tuoi limiti, l'educazione ambientale la dovresti avere a prescindere...
  3. jack070767:

    Tornando a Sagan... mi fa strano vederlo scendere senza alcuna protezione: ginocchiere, gomitiere, pettorina, mentoniera casco... In pratica è vestito da pronto gara cross_country se non fosse per la sacca idrica. Io quando vado in giro sui tracks di casa vedo quelli che sfrecciano alla velocità del video vestiti come tartarughe ninja... E non sbagliano perché per quanto tu possa essere bravo il colpo di sfiga è sempre in agguato... Non comprendo un pro che deve vivere del suo lavoro mettere a rischio così la sua prox stagione... a meno che non ci sia una prox stagione ed allora tutto si spiega...
    Se non ricordo male Sagan ha gia' firmato con una nuova squadra, quindi almeno altre due stagioni dovrebbe farle. Ma sono d'accordo con la tua osservazione che a mio avviso si spiega o con una mancanza di professionalita' o con la necessita' di promuovere la sua immagine di personaggio sopra le righe - che per un ciclista della fama di Sagan fa comunque parte del lavoro. Diciamo che cerca un punto di incontro tra due aspetti della sua professione (performance ed immagine) che qualche volta tirano in verso opposto.
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