Peter Sagan in Bike Park

Peter Sagan in Bike Park

marco, 18/08/2021

Peter Sagan proviene dalla mountain bike, ma nell’ultimo decennio lo si è visto più che altro in sella alla sua bici da corsa. Ogni tanto però si diverte ancora come un vero biker. Eccolo qui nel bike park di Andorra.

 

Commenti

  1. Krono:

    Sul fatto dell'essere diseducativo è ovvio, perchè pure le persone normali sono spinte ad imitare.
    Se è così occorre interrompere IMMEDIATAMENTE la trasmissione di molti sport.

    Per esempio, basta con il Giro ed il Tour: i ciclisti non stanno in fila indiana sul margine destro della strada, non si fermano agli stop, non rallentano nelle rotonde e superano i limiti di velocità. Le "persone normali" sono spinte ad imitarli.

    Mai più la maratona in TV, dove attraversano la strada fuori dalle strisce. Che poi la "gente normale" la guarda e fa uguale.

    Mai più il quartetto olimpico su pista, specialmente in orario protetto, vuoi mai che la "gente normale" sia spinta ad andare forte senza neppure i freni.

    Ed il calcio? che scherziamo? che poi la "gente normale" si mette a prendere a calci altra gente normale.

    Formula1 e MotoGp manco a dirlo.

    in tvSolo maridefilippi e mareveniè. Roba educativa, insomma.
  2. E' stata solo detta la verità, nulla di più. Però comanda il Dio denaro: non importa cos'è, l'importante è che renda!
    Nel calcio gli insulti formali all'arbitro, sono nati in terza categoria o nelle serie alte che vengono trasmesse in tv?
    L'emulazione dei motocicisti professionisti (massimo rispetto a quelli con mezzi granturismo), su strade pubbliche ha qualche nesso o meno con la divulgazione di certe prestazioni mandate in onda?
    Lo stesso Schumacher, intervistato disse che la Formula Uno non era granchè educativa, perchè gli appassionati non ponevano confine fra sport televisivo da vedere solamente ed emulazioni su libera strada. Lui ci doveva lavorare, ma non augurava che i suoi figli lo seguissero. Sperava giocassero a golf, invece il figlio maggiore non l'ha accontentato!!
    Pure nel ciclismo è così. Inutile negarlo. Ho fatto esempi anche prima, che sono anche sulla bocca dei bambini.
    Poi il fatto che nelle gare non rispettino le rotonde o non vadano in fila indiana, cosa c'entra, se le strade sono chiuse? Però come diceva Schumacher, manca la linea di confine, fra il vedere-gustare ed il fare.
    Non mi sembra il caso di scomodare la maratona, il quartetto su pista, ne di fare riferimento alle due babbione televisive, la cui meritocrazia ed utilità pubblica è pari a quella della forchetta nel brodo.
  3. Certo che sono cambiati i tempi! Qualche anno fa si sarebbe discusso di Sagan ciclista finito, bravo solo a fare le "penne" con la bici, che si prende dei rischi da non-professionista... ed ora, due pagine a discutere sull' impatto ecologico di un bike park, come se ce ne fossero a migliaia in giro per l'Europa! Ma per favore! E c'è sempre un motivo per criticare qualcosa, ma cosa vi manca?
    PS: Ovviamente non penso che Sagan sia finito, ecc...