Roubaix 2013 da record. Parla Cancellara

Roubaix 2013 da record. Parla Cancellara

08/04/2013
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08/04/2013

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Paris-Roubaix da record quella dell’edizione 110 di questo 2013. La media più elevata di sempre (45,129km/h) resta quella dell’edizione 1964, vinta dall’olandese Peter Post, ma all’epoca c’erano meno settori in pavé (in particolare mancava l’Arenberg) e quella giornata fu segnata da forte vento favorevole. Da quando nel percorso è stata inserita la foresta di Arenberg, quella del 2013 è per ora l’edizione con la media più elevata. Fabian Cancellara ha coperto i 254km della corsa alla velocità media di 44,190km/h. Quasi 1km/h più veloce dell’edizione 2012 vinta da Tom Boonen.

Nonostante ciò, Cancellara si è aggiudicato la corsa allo sprint nel velodromo. Ecco le sue impressioni in merito:

Ho avuto il tempo di pensare a molte cose durante la corsa, mi immaginavo tutte le varie possibilità. Si sapeva che tutti correvano contro di noi e che sarei stato solo contro tutti. Non so come ho fatto. E’ incredibile arrivare al velodromo e finire con uno spettacolo del genere. Ma non cercavo di dare spettacolo, solo la vittoria..Alla fine non era nemmeno questione di correre secondo l’istinto, ma di battersi. Non so come ho fatto. Sono andato aldilà dei miei limiti. Ero talmente contento che la corsa fosse finita…Dopo la linea d’arrivo ho cercato subito di andare sull’erba per stendermi, ho preso un minuto per respirare, per ritornare sulla terra. Ora ho bisogno di riposo, non ho mai sofferto così. Avevo una missione. Ce l’ho fatta“.

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Rimasto senza compagni di squadra a 50km dall’arrivo più d’uno forse ha pensato che poteva finire come nel 2011, quando arrivò 2° dietro Van Summeren. Ma non lui evidentemente: “ero più fiducioso che nel 2011. Sapevo che la squadra era molto forte ed hanno fatto un gran lavoro. Avevamo tutto il gruppo contro. Mi sono ritrovato isolato un po’ presto, ma per fortuna non ho avuto problemi meccanici durante la corsa, nemmeno una foratura. Ci sono stati molti attacchi ed ho dovuto scegliere i momenti in cui seguire i corridori che avevo lasciato partire e che controllavo. Sapevo che non potevo correre dietro a tutti…Alla fine avevo Stybar e Vanderbergh a ruota. Non so come, ma sono scomparsi ad un certo punto. E poi avevo ancora dietro Sep (Vanmarcke)“.

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Riguardo il duello finale, che forse pochi si aspettavano, credendo che avrebbe tentato di evitare lo sprint, che spesso lo vede perdente: “sapevo che era un corridore giovane, che viveva questa situazione per la prima volta. Era speciale per lui. Io conoscevo la mia forza, avevo fiducia in me. Ho cercato di di giocare con lui, di farlo tirare, di mostrargli che non lo avrei portato fino all’arrivo. Non correvo per un 2° posto. Prima del penultimo settore di pavé mi ha detto che si sarebbe fatto tirare senza dare cambi. Gli ho risposto: “Scordatelo”. Non perché avessi paura, ma non sapevo in che condizione fosse in quel momento. Sulla pista del velodromo, non so come ho fatto, ma ce l’ho fatta. Non volevo perdere in quel modo, nel velodromo“.
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Ed ora?
“Ed ora salgo nel bus e mi bevo il cocktail speciale di Popovych. Ho voglia di far festa a cena con la squadra. Dobbiamo celebrare questi ultimi giorni, queste ultime settimane e questi ultimi mesi. Dopo devo riposare. Il resto della stagione sarà un punto interrogativo. Poi vedremo. Forse non sembro abbastanza contento e felice per questa vittoria, ma sono talmente, talmente stanco…credo di aver bisogno di un po’ di tempo per rendermi conto…le due prime Roubaix le ho vinte in un modo incredibile, ma questa terza è di un altro livello ancora“.
 

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