TdF 2021: Cavendish vince la 13^ tappa e arriva a 34

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46 anni e 4 giorni. Tanto ci è voluto ad eguagliare il record di vittorie di tappa al Tour de France stabilito da Eddy Merckx. Mark Cavendish (Deceunick-QuickStep) lo ha fatto oggi, vincendo la 13^ tappa tra Nîmes e Carcassonne, 220km in cui non è successo granché, a parte l’ennesima caduta che oggi ha fatto fuori Simon Yates (Team BikeExchange) e Roger Kluge (Lotto-Soudal).

Il record eguagliato da Cavendish, in un Tour in cui stato chiamato a competere dopo anni difficili a causa della mononucleosi e della depressione è chiaramente la storia nella storia di questo Tour de France. Britannici (ma non solo) ora impazziti nel confrontare Eddy Merckx e Mark Cavendish, con la frase virale pronta e servita in ogni salsa: “diversi, ma uguali”, ma con il vecchio Eddy che ha già storto il naso, ricordando che lui le sue 34 tappe le ha vinte in salita, in volata, da solo, a cronometro…insomma, uguali mica tanto sembra voler dire il Cannibale, che di essere paragonato ad un velocista forse gli va stretto. Ma è Cavendish, persona intelligente come sempre ha dimostrato di essere, a raffreddare gli animi, ricordando anche lui che “Eddy resta il più grande corridore maschio di tutti i tempi”. Con tanto di precisazione politicamente corretta come i tempi richiedono.

Resta il fatto che questo record di Cavendish è una bella storia, soprattutto dal punto di vista umano, un esempio di come la volontà di non mollare anche nelle difficoltà poi possa (non sempre, va detto pure questo) pagare. Soprattutto, se come già detto si è intelligenti come lui e si rinuncia al guadagno subito e si sa andare a cercare l’ambiente adatto per poter tornare a galla. E la Deceuninck–Quick-Step in effetti si è dimostrata la scelta perfetta, essendo senza ombra di dubbio la squadra a supporto di sprinter più forte al Tour. Negli ultimi kilometri di tappa è implacabile nel mettersi davanti al gruppo e forzare un’andatura insostenibile per le altre squadre, che hanno invece i loro sprinter accompagnati da uno, massimo due compagni, ma non certo della qualità per le volate del treno DeClerq, Asgreen, Ballerini e Mørkøv. In tutto questo aiuta anche il fatto che Caleb Ewan si è schiantato e rotto alla 4^ tappa, Peter Sagan era l’ombra del suo vecchio se fino a prima del ritiro, Démare ed il suo treno è deragliato tappa dopo tappa sino al ritiro e Wout Van Aert spiana mari e monti, ma per la moltiplicazione dei pani e pesci si sta ancora attrezzando. Resta un parterre di buoni sprinter (Philipsen, promosso da ultimo uomo a titolare dopo il ritiro di Merlier), Bouhanni, Cortina, Colbrelli…ma nessuno in grado di saltare l’ultimo vagoncino del treno Deceunick. Quel Cavendish che viene portato in poltrona fino ai -50mt e poi però è bravo a stare in testa fino alla linea del traguardo. A 36 anni. Per 34 volte al Tour.

Chapeau

Commenti

  1. Lucidità incredibile di Morkov che crea il buco quando capisce che sono lunghi, aspetta che qualcuno chiuda sul suo compagno, chiude da seduto l'elastico formatosi inevitabilmente e conclude in bellezza prendendo le misure per arrivare né primo né terzo. Il tutto a quella velocità. Senza parole.
  2. Nikolaj:

    Confrontare le vittorie di un velocista con quelle del Cannibale mi sembra un po' fuori luogo. Prima di poter dire di aver eguagliato le vittorie del Grande Belga cavendish deve vincerne almeno 340
    Cavendish infatti ha detto esattamente il contrario, ossia di non paragonare le sue vittorie a quelle di un inarrivabile Merckx.

    Per me non si può paragonare Cavendish a Merckx come ciclista, ovviamente. Le 34 vittorie si, perchè sono entrambe due imprese assurde, dell'uno colte su ogni campo, salita, miste, cronometro, dall'altro in un unico campo, le volate, ma non per questo meno facile, perchè se in salita, se sei il più forte emergi, in volata le dinamiche sono molte altre e quando tutti ti aspettano, ti corrono contro, corrono sulle tue ruote, ti sdraiano e tu fai 34 lo stesso, a dispetto di tutto, vuol dire che sei un grandissimo.
  3. Nikolaj:

    Un velocista se ne resta nascosto nella pancia del gruppo facendosi scarrozzare dai suoi compagni di squadra per 200km per poi saltare fuori nei ultimi 200 metri. Per come la penso io un velocista è solo un mezzo ciclista. Naturalmente questa è solo la mia modesta opinione
    A me non piacciono i velocisti. Pressappoco con le motivazioni che hai dato tu. Non mi emozionano, non stuzzicano il mio spirito di emulazione.
    Però se fosse così facile ci arriverebbe chiunque a vincere 34 tappe al Tour de France. Del resto basta stare "nascosto nella pancia del gruppo facendosi scarrozzare dai suoi compagni di squadra per 200km per poi saltare fuori nei ultimi 200 metri".
    E invece a 34 ci stanno Merckx e Cavendish. Bisogna riconoscergliene gran merito, imho.
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