[Test] Cannondale Super Six EVO Sram Red

[Test] Cannondale Super Six EVO Sram Red

23/06/2011
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23/06/2011

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Eredita il codice genetico della omologa “Hi Mod”, ma questa Super Six Evo differisce dalla progenitrice sotto molti aspetti. Le geometrie e gli angoli sono i medesimi, tutto il resto è stato riprogettato per migliorare la già elevata efficienza del mezzo.

Innegabile l’apporto ingegneristico di Peter Denk, autore di molti progetti di successo in casa Scott prima di accasarsi presso Cannondale.
Dal momento in cui è nata l’idea della Super Six Evo a quello della sua realizzazione sono trascorsi due anni, con un grande contributo da parte degli atleti del Team Liquigas-Cannondale, che hanno lungamente testato i prototipi, fornendo preziosi consigli per il perfezionamento del progetto, il cui obiettivo era l’armonizzazione di leggerezza, rigidità, scorrevolezza e aerodinamicità, elementi tra loro antagonisti.
Cannondale ha sottoposto questo telaio a misurazioni di peso e rigidità effettuati presso i laboratori “Zedler Fahrradtechnik”, presso cui si appoggia l’autorevole rivista tedesca “Tour Magazin”.

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Il telaio Super Six Evo Ultimate nella misura 56 ha fatto segnare 695 grammi di peso, il più leggero mai verificato presso i laboratori tedeschi per un telaio da corsa.
Per quanto concerne il rapporto rigidità/peso, il valore riscontrato è pari a 142.3 Nm/deg/kg, anche qui il migliore valore di sempre.

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La struttura di base del telaio è realizzata con carbonio ad alto modulo Ballistec, con resine e fibre progettate per i giubbotti antiproiettile. Nei test di rottura a fatica ha sopravanzato la maggior parte dei telaio in alluminio, compreso il robustissimo Caad9.
La forma dei tubi e la stratificazione del carbonio sono state realizzate per ottimizzare rigidità e robustezza solo nei punti critici, senza utilizzo di materiale ridondante.
Il carro posteriore sfrutta il sistema micro-ammortizzante “speed save”, che neutralizza solo le sollecitazioni verticali provenienti dal terreno, migliorando lo scorrimento del mezzo. I foderi bassi, ovalizzati e appiattiti, sono orientati per massimizzare la rigidità laterale e l’assorbimento verticale, un po’ come avviene sulla mtb Flash.
Il tubo di sterzo conico da 1.1/4”-1.1/8” e la forcella sono più stretti del 15% rispetto alla precedente Super Six, al fine di migliorare la penetrazione aerodinamica. Il particolare disegno dei forcellini fuori asse permette un angolo di sterzo più aperto, conservando però una eccellente maneggevolezza.
Il tubo orizzontale del telaio si restringe al centro per favorire la posizione aerodinamica delle ginocchia durante la pedalata.
Il tubo sella “delta” ha sezione ovale alle estremità e tonda nella parte centrale, in modo da flettere leggermente per proteggere dalle sconnessioni stradali. La rigidità laterale è comunque ottima, garantita dalla stratificazione esterna delle fibre di carbonio ad alto modulo.

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Allestimento
La bici in prova era equipaggiata con gruppo trasmissione Sram Red al completo, guarnitura 53-39, pacco pignoni 11-26, ruote Mavic R-Sys SL con copertoncini Schwalbe Ultremo ZX per camera d’aria, sella Fi’zi:k Antares, piega e attacco manubrio FSA (per tutti i dettagli si rimanda alla scheda tecnica a fondo pagina).
Una componentistica che consente di posizionare questa Super Six Evo nella fascia alta delle biciclette di serie, senza peraltro esagerare con leggeri e costosi esoterismi. E’ praticamente una bici “pronto gara” per amatori evoluti.
Le ruote R-Sys SL avute in prova non sono quelle che equipaggiano la versione di serie, che ha invece le Ksyrium Elite. Stesso discorso per reggisella e attacco manubrio.

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Sintesi dei test
Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
Bici in prova: misura 54 (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
Pressione tubolari adottata: 6.0 bar (anteriore e posteriore)
Uscite effettuate: 2
Tempo totale di percorrenza: 11h.56min
Distanza percorsa: 312 km
Dislivello in salita: 3.930 m.
Percorsi effettuati: misti, con salite e discese medio-lunghe, tra le zone del Triangolo Lariano lecchese e comasco, con ogni tipo di fondo stradale, con sole caldo e rovesci temporaleschi.

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La prova
Il primo contatto con questa bici, dalla livrea sobria ed elegante, è inerente al peso. Ci è sembrata subito molto leggera, e non abbiamo resistito alla tentazione di pesarla ancor prima di pedalarla. Sei chili e 220 grammi per la taglia 54, senza pedali. Un peso raggiunto con componenti di ottimo livello, ma non leggerissimi in senso assoluto. Infatti la versione “Ultimate”, tiratissima ovunque, scende vertiginosamente a 4.8 kg, con un prezzo che però sfiora i 10.000 euro.

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Questa Super Six Evo appare ben bilanciata, con una corretta ripartizione dei pesi tra avantreno e retrotreno.
In sella ci si sente a proprio agio, gli angoli sono i medesimi dell’affidabile progenitrice Super Six. Questa Evo, però, fin dai primi colpi di pedale si dimostra estremamente maneggevole e grintosa, consentendo velocissimi cambi di direzione in ogni situazione, perfino sui terreni bagnati e sdrucciolevoli.
Ciò che tuttavia impressiona maggiormente è come questa bici riesca a coniugare la maneggevolezza con una grande stabilità e precisione, qualità che solitamente si riscontra su telai ben più robusti. La direzionalità è sorprendente, non perde mai la linea impostata, neppure in presenza di fondi particolarmente rovinati.
Il telaio digerisce le asperità come nulla fossero. La forcella incassa tutto, senza trasmettere vibrazioni o colpi la manubrio. Dietro le cose vanno ancora meglio, il sistema “speed save” è dolce e progressivo anche sugli urti più violenti. Ne consegue un comfort di marcia davvero straordinario, anche dopo molte ore trascorse in sella.
Maneggevole, stabile, ma anche docile e molto facile da condurre. Un telaio che perdona tutto, le eventuali correzioni di traiettoria possono essere effettuate in uno spazio temporale quasi istantaneo, quando sembra che non ci sia più margine per rimediare. E ciò avviene anche a velocità molto elevata, frangente nel quale la Super Six Evo non perde le sue brillanti qualità.

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La reattività del telaio alle accelerazioni è micidiale. Merito anche del wheelset Mavic R-Sys SL, che a un peso contenuto e a una buona rigidità laterale unisce una soddisfacente scorrevolezza, peculiarità sconosciuta a molti altri prodotti della Casa francese.
In salita questa Super Six Evo è veramente veloce e redditizia, assecondando tanto gli scatti fulminei quanto le progressioni sulla distanza, senza mai affaticare.
In discesa è un giocattolo, trasmette una sicurezza invidiabile, e si giunge al limite senza timore, sia nelle curve veloci ad ampio raggio, sia nel misto stretto, dove gira in spazi esigui.

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La stabilità del telaio premia anche nelle frenate più violente, dove non si scompone mai, tenendo fede alla propria docilità e consentendo traiettorie pulite e rilanci fulminei.
E’ una bici le cui qualità possono essere apprezzate tanto dai professionisti quanto dagli amatori meno smaliziati alla ricerca di un telaio facile e divertente da condurre, oltre che molto performante.

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Valutazione componenti
Reggisella, attacco manubrio e ruote dell’allestimento da noi provato non erano standard. Se per attacco e reggisella la differenza con gli omologhi SL-K è risibile, per le ruote il divario è più marcato. Le Mavic R-Sys SL, accreditate per un peso di 1.295 grammi, appartengono a un rango più elevato delle Ksyrium Elite previste di serie, più pesanti di quasi 250 grammi. Logico dunque attendersi reazioni meno fulminee qualora ci si trovasse a pedalare con le Ksyrium Elite.
I copertoncini Schwalbe hanno mescola abbastanza morbida, consentendo un buon livello di comfort ed elevati limiti di piega, senza mai perdere bruscamente aderenza neppure sotto la pioggia battente.
I comandi Sram Red al manubrio sono ergonomici e precisi in tutte le situazioni. Il cambio posteriore non sbaglia un passaggio, il deragliatore anteriore necessita di una regolazione molto precisa per dare il meglio di sé. Una volta allineato perfettamente e regolato le viti di registro, si comporta egregiamente. Il suo funzionamento non è morbido come il diretto concorrente nipponico, ma la precisione è garantita ai massimi livelli.
I freni sono modulabili ed efficaci anche sul bagnato, grazie anche alla bontà della pista in alluminio dei cerchi Mavic.
La piega manubrio è un classico collaudato di FSA. Le cuffiette dei comandi sono intonate alla livrea della bici, ma si sporcano in un amen.
La sella è piuttosto rigida, priva d’imbottitura e poco flessibile lateralmente. Personalmente prediligo le selle più strette. Ma si tratta di un componente sottoposto a valutazioni strettamente soggettive, ognuno di noi ha le proprie esigenze e i propri gusti.

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Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

Rapporto qualità/prezzo
La versione da noi provata differisce dal modello di serie per le ruote, che qui sono le Mavic R-Sys SL mentre lo standard prevede le Ksyrium Elite, più pesanti di circa 250 grammi. Al di là di questa differenza, il prezzo al pubblico è molto allettante per la qualità elevata della bicicletta, il cui telaio si posiziona indiscutibilmente tra i migliori in assoluto per tecnologia e prestazioni.

Scheda tecnica
Telaio: Cannondale Super Six Ballistec Hi Mod Carbon, Speed Save, Press Fit BB30
Forcella: Cannondale Super Six Evo Speed Save, Ballistec Hi Mod full carbon
Serie sterzo: Cannondale Super Six Evo 1.1/4”-1.1/8”
Curva manubrio: FSA Wing Pro Compact carbonio, 31.8 mm, larghezza 420 mm, drop 125 mm
Attacco manubrio: FSA OS99 CSI (di serie SL-K), alluminio/carbonio (conchiglia in carbonio diametro 31.8 mm, attacco forcella 1.1/8”), estensione 110 mm
Comandi e leve freno: Sram Red double tap
Freni: Sram Red
Deragliatore: Sram Red
Cambio: Sram Red
Guarnitura: Cannondale Hollowgram SL (di serie Sram Red con grafica Cannondale), corone Sram Red 53-39 (optional 50-34), pedivelle 172.5 mm
Movimento centrale: Sram Red BB30
Pignoni: Sram PG-1070 11-26 (10 vel)
Catena: Sram PC-1071
Reggisella: FSA K-Force Carbon (di serie SL-K), diametro 27.2 mm, lunghezza 350 mm
Sella: Fi’zi:k Antares, carrello in magnesio
Ruote: Mavic R-Sys SL (di serie Mavic Ksyrium Elite)
Coperture: Schwalbe Ultremo ZX, 700×23
Prezzo di listino: 4.699 euro (con ruote Mavic Ksyrium Elite)
Peso rilevato: 6,22 kg (senza pedali)
Misure disponibili: 48, 50, 52, 54, 56, 58, 60, 63
Colorazioni disponibili: bianco/nero (in prova), nero lucido

Qui le specifiche della bici e le geometrie del telaio.

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