[Test] Rose Xeon X-Lite 4000

[Test] Rose Xeon X-Lite 4000

08/05/2014
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08/05/2014

La Xeon X-Lite è il modello di punta della casa tedesca Rose tra i modelli da corsa classici, che si distinguono da quelli dedicati al confort sulla distanza e da quelli aero;  è quindi una bici dalla filosofia racing nel senso tradizionale: leggera e con geometrie compatte per esaltare la reattività del telaio, senza compromessi.

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La Xeon X-Lite è costruita quindi per i ciclisti che fanno un uso della bicicletta prettamente agonistico: utilizza una fibra di carbonio T40/T60 ad alto modulo, leggera e rigida, che permette un peso del telaio pari ad 850 grammi in taglia media. Come premesso, la geometria è puramente corsaiola: nella taglia media (55) il tubo orizzontale è lungo 550mm e il tubo di sterzo 148mm, molto ridotto seppur non ai minimi della categoria. Sempre nella taglia media il piantone è lievemente più verticale rispetto ad alcune concorrenti, con un’angolazione a 74°, e lo sterzo è più chiuso, con un angolo rispetto al terreno di 73°. La misura ridotta dei foderi bassi, fissa a 406mm in tutte le taglie, indica la volontà del progettatore di conferire rigidità alla bici anche nelle taglie maggiori. La forcella a steli dritti è completamente in carbonio e ha un tubo sterzo conico da 1.5″ a 1 1/8″. Il tubo obliquo è particolarmente ampio nell’area della scatola del movimento centrale di tipo BB90, come anche il piantone che si allarga verso il basso asimmetricamente, per lasciare spazio all’attacco integrato del deragliatore anteriore, precauzioni per minimizzare la dispersione della potenza. I cavi sono completamente interni al telaio che risulta compatibile anche con le trasmissioni elettroniche. La Xeon X-Lite è proposta in 7 taglie, 51-53-55-57-59-61-63 in un’unica colorazione nero lucido-carbon/grigio.

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Il modello in prova, in taglia 57 (56cm di orizzontale), è montato completamente con gruppo Shimano Dura Ace 9000 11v e guarnitura Compact (50/34). Il trittico è fornito dalla Ritchey, attacco WCS 4 Axis, piega WCS Superlogic Carbon Evo e reggisella WCS Carbon Monolink FlexLogic da 27,2 mm di diametro. La sella è una Selle Italia SLS Monolink XC. Per completare l’allestimento, le ruote fornite sono le Mavic Ksyrium SLS con i copertoncini Mavic Yksion Pro Griplink (anteriore) e Powerlink (posteriore). Il peso della bici da me rilevato in questa configurazione (e misura) è di 6,5 kg (senza pedali e portaborraccia), lievemente superiore ai 6,25kg dichiarati sul sito Rose.

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Nel regolare le quote ho apprezzato la semplicità di utilizzo del carrello sella monolink che con due viti permette di modificare facilmente l’inclinazione ed in particolare l’arretramento della sella, cui lascia molto margine. L’attacco presenta delle viti di serraggio della piastrina frontale molto vicine tra loro. Con l’altezza sella a 800mm il dislivello sella-manubrio risulta importante ma non eccessivo, nonostante non abbia sfruttato tutti gli spessori disponibili.

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La bici in prova ha un’estetica a mio parere sobria e abbastanza minimale seppur osservandola più attentamente si apprezzano le scritte in grigio su nero che evidenziano il carattere di una bici votata alla prestazione, senza eccessi grafici.  Il tubo obliquo ha una sezione tonda molto generosa  mentre il tubo orizzontale risulta molto largo lateralmente, specie in corrispondenza del tubo di sterzo, anch’esso particolarmente generoso. Il piantone è a sezione rotonda nella parte alta per poi allargarsi e appiattirsi verso il movimento centrale. I foderi hanno dimensioni nella media, con quelli verticali ovviamente più sottili. La forcella ha steli dritti di dimensioni nella media, e si restringe prima di entrare nel tubo di sterzo molto largo, particolare estetico secondo me forse migliorabile. Il telaio nel complesso risulta essenziale e molto curato sia nella verniciatura sia negli ingressi dei cavi.

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La prova

La bici è stata utilizzata per oltre 1000 km sui percorsi impegnativi dell’alto varesotto e nella pianura milanese. Il comportamento su strada di questa bici, nel setting a me proposto con ruote a basso profilo in alluminio, è estremamente equilibrato. Approcciando la bici si nota immediatamente il peso estremamente contenuto e  alle prime pedalate si può  apprezzare la rigidità del movimento centrale, che appare davvero granitico, e quella della forcella: la sensazione è che la bici non abbia flessioni . Al contempo i pendenti posteriori e il reggisella in carbonio assorbono bene le asperità dell’asfalto mentre nella parte anteriore rimane più secca, con alcune buche che arrivano a farsi sentire sulle braccia, probabilmente a causa dell’angolo abbastanza chiuso della forcella.

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Il comportamento della bici non ha deluso in alcun contesto ma probabilmente a causa delle ruote non spicca particolarmente sui percorsi più veloci e nelle progressioni fuori dal gruppo lanciato. Al contrario, la bici si trova davvero a suo agio nelle salite, sia lunghe e pedalabili da affrontare in sella sia quelle più ripide dove si apprezza la sua rigidità nelle spinte sui pedali in fuorisella.  La bici inoltre mi ha particolarmente stupito nelle discese più difficili dove si esalta per guidabilità e stabilità del telaio: la bici tiene molto bene le traiettorie impostate, ma al contempo è molto rapida nei cambi di direzione e restituisce sempre una sensazione di grande sicurezza anche nei tratti sconnessi.

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A riguardo dei componenti montati di serie, il cambio Dura Ace 11v meccanico si è confermato precisissimo, non ha mai mancato una cambiata e la frenata si è rilevata davvero potente e ben modulabile. Le ruote sono molto leggere e rigide, seppur forse non adattissime alla pianura. A tal riguardo ho notato che i copertoni Mavic montati di serie, ufficialmente a sezione 23mm, appaiono molto stretti. Ho sfortunatamente tagliato molto presto il posteriore mentre l’anteriore mi ha dato una buona sensazione di tenuta. Un componente invece che non sono riuscito ad apprezzare è la sella, pur giocando con l’inclinazione non sono mai riuscito a trovare una configurazione comoda: questo può essere soggettivo ma la SLS di Selle Italia è l’unico componente di bassa gamma offerto da Rose. A tal riguardo, la scelta di un reggisella Monolink limita molto la scelta della sella ma il configuratore Rose in fase di ordine permette di cambiare il reggisella e la sella.

 

Conclusione

La Rose Xeon X-Lite risponde secondo me alle aspettative del granfondista o mediofondista agonista, che vuole una bici racing senza compromessi che spicchi particolarmente in salita e che sia particolarmente guidabile anche nelle discese, pur non risultando eccessivamente affaticante anche dopo molte ore in sella. Con delle ruote maggiormente votate alla velocità ritengo possa anche soddisfare l’agonista da gare in circuito, grazie alla buona rigidità del telaio.

La Xeon X-Lite 4000 viene proposta al prezzo di 3.587,21 € IVA inclusa a cui si aggiungono 32,00 € per la spedizione in Italia. Il prezzo del kit telaio, fornito solo a scopo informativo in quanto non venduto singolarmente, è pari a 1.699 € (comprensivo di forcella, serie sterzo, attacco e reggisella). La garanzia è di 10 anni sul telaio, 2 sui componenti ed inoltre Rose offre un crash replacement per  5 anni a prezzi di favore. Secondo l’opinione di chi scrive il prezzo della bici completa dei componenti montati è molto buono e concorrenziale, offrendo la possibilità di acquistare una bici ben rifinita, leggera e con un comportamento pari a quello di altre top di gamma con una cifra relativamente ridotta.

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