[First Ride] La nuova Cervélo Soloist

Veloce ed equilibrata, cosi si presenta la nuova Cervélo Soloist, il modello di bici “tuttofare” dell’azienda canadese, che ora è stato rinnovato rendendo tutti gli allestimenti equipaggiati con ruote in carbonio, misuratore di potenza e cockpit integrato per ridurre il peso e migliorare ulteriormente l’efficienza aerodinamica.


 

I due dati principali che riassumono il lavoro fatto su questa bici sono il miglioramento a livello di aerodinamica e la riduzione del peso. Il telaio offre quasi il 3% di superficie in più e la forcella supera addirittura un incremento dell’8%. La nuova Soloist presenta infatti un tubo sterzo più profondo e con una forma frontale a clessidra più pronunciata, una forcella dal profilo maggiorato e un’area del movimento centrale progettata per schermare meglio la ruota posteriore, permettendo a tutto il sistema bici di essere più prestazionale dal punto di vista aerodinamico.

 

Nonostante questo Cervélo ha ridotto il peso sia del telaio sia della forcella rispetto alla generazione precedente. Il risultato è una bici più aerodinamica, ma anche più leggera. Con un peso dichiarato di 6,85kg nella versione montata SRAM Red in taglia 56 con porta borracce aero (senza le borracce montate), configurazione tubeless con liquido e circa 3 cm di spessori al manubrio, senza pedali. La bici che vedete in foto, in taglia 58, con tutti gli spessori pesa 7kg netti.

Altre modifiche riguardano migliorie tecniche come un nuovo sistema di uscita della guaina del freno anteriore sulla forcella, ora disassato e non perpendicolare al cannotto della forcella per farlo passare a lato dove c’è più spazio visto che al centro il tubo è ora più stretto; l’attacco del freno anteriore sulla forcella compatibile esclusivamente con rotori 160mm identico a quello introdotto sulla nuova S5; ed un nuovo expander per il fissaggio del reggisella, più leggero di 12grammi. Sono stati alleggeriti anche gli altri componenti della viteria: expander, serraggio reggisella, spacers e tappo sterzo, per una risparmio complessivo di oltre 200gr rispetto i vecchi componenti. Inoltre è stata aumentata la rigidità a livello del movimento centrale. Il telaio è UDH compatibile.

Molto lavoro è stato speso dagli ingegneri Cervélo per progettare il nuovo manubrio integrato, sia per migliorarne l’aerodinamica, essendo oggi il manubrio uno dei componenti che più contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema in questo senso, sia per alleggerirlo. Ora il nuovo cockpit integrato HB18 permette un risparmio dichiarato in galleria del vento di 5,8W per una riduzione di peso rispetto al vecchio di 134 grammi.

A livello geometrico il movimento centrale è stato abbassato di 2mm su tutte le taglie per tenere conto dei pneumatici più larghi che si possono montare, ora sino a 36mm, mentre gli angoli piantoni sono specifici per ogni taglia.Ora le quote geometriche ricalcano quelle della R5.

Ovviamente su una bici che doveva essere migliorata in ogni aspetto aerodinamico non potevano mancare le borracce aero. Queste nuove borracce specifiche fanno risparmiare 4W in galleria del vento rispetto quelle tonde, rimanendo però i portaborracce dedicati compatibili anche con queste. Se poi non avete problemi di sete gli ingegneri Cervélo affermano che senza borracce si risparmiano altri 2W.

 

La gamma si compone dei seguenti montaggi, tutti con le ruote di casa della Reserve.

Mentre i telai sono disponibili già da ora dai rivenditori in tre colorazioni: Black Magic (quello della bici test), Cloud Break (bianco) e Miami Blue.

Prezzi

  • Soloist Red AXS – 10.999 €
  • Soloist Force XPLR AXS – 7.499 €
  • Soloist Force AXS – 7.499 €
  • Soloist Ultegra Di2 – 7.499 €
  • Soloist Rival AXS – 5.999 €
  • Soloist Frameset – no cockpit – 3.799 €

La prova

Ho potuto utilizzare la nuova Soloist solo negli ultimisssimi giorni potendone però apprezzare il carattere molto equilibrato, che di fatto è quello che questa bici propone. La Soloist è infatti una bici che unisce tutte le caratteristiche apprezzabili senza estremizzarne nessuna, ed in questa chiaramente si pone a metà tra la aerodinamica di casa Cervélo, la S5 e la superleggera R5, con in più il bonus di poter montare copertoni sino a 36mm effettivi (lasciando 4mm di tolleranza) che la rendono veramente una bici versatile.

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La bici intaglia 58 col montaggio Top di SRAM pesa 7kg netti. Le ruote Reserve hanno profilo differenziato 42mm all’anteriore e 49mm al posteriore, con canale interno differenziato da 25.4mm all’anteriore, e 24.8mm al posteriore che sono un ottimo compromesso su ogni terreno e permettono di montare copertoni da un minimo di 29mm (quella in prova era gommata proprio Vittoria Corsa Pro 29mm) fino appunto a dei 36mm.

La bici non manca ovviamente di rigidità alzati in piedi sui pedali, cosa apprezzabile anche per un ciclista non leggero come la taglia in prova farà intuire. D’altronde i dati forniti da Cervélo pongono la nuova Soloist come una delle bici più rigide a livello di movimento centrale sul mercato.

Come sempre le migliorie a livello aerodinamico non possiamo che fidarci di quanto spiegato dagli ingegneri Cervélo, ma è evidente come tutte le varie soluzioni adottate convergano con quelle proposte da quasi tutti i marchi oggi, quindi sicuramente sono soluzioni guidate dalla ricerca in galleria del vento.

Le sezioni generose di forcella e tubo sterzo però non si traducono in una bici troppo rigida e poco assorbente, anzi, le asperità stradali vengono assorbite bene, e la bici non si scompone o scalcia troppo ad esempio in frenata su asfalto rugoso prima di un tornante. Nel complesso quindi una bici veramente “tuttofare”, non impegnativa, dal look molto attuale e dall’ottimo peso. Il lavoro a livello di migliroamento dei dettagli si nota: la culla del reggisella è in carbonio, e le viti sono in titanio, l’expnader della forcella è tutto fresato e molto leggero, insomma le rifiniture sono davvero Top. non ultima la verniciatura che oltre che ben realizzata, come potete vedere dalle foto è veramente bella, in particolare in piena luce.

Unica cosa che non ho molto apprezzato sono le borracce aero, molto dure da inserire ed estrarre, ed in particolare quella sul piantone. Anche la forma a parallelepipedo non le rende particolarmente agevoli da manipolare mentre si guida (almeno per me). Inoltre hanno un volume di 650ml. Ad ogni modo i portaborracce sono perfettamente compatibili con le classiche borracce rotonde, meno aero, ma più pratiche.

Nel complesso una bici che mi ha ricordato la Tarmac Sl8 come dinamica, ma un po’ più comoda.

 

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