[Test] Rulli Tacx Galaxia T1100

[Test] Rulli Tacx Galaxia T1100

18/01/2015
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18/01/2015

Abbiamo avuto in test direttamente da Tacx, l’home trainer Galaxia T1100. Si tratta di rulli liberi, senza cioè il bloccaggio della ruota posteriore su un telaio collegato all’unità rullo.

Rulli 3

Caratteristiche costruttive

I Galaxia T1100 sono composti da due barre di lunghezza regolabile a seconda della taglia ovvero del tipo di bici con in quali vengono utilizzati. E’ pertanto possibile utilizzarci qualsiasi taglia di bici senza alcun problema incluse le mtb con ruote da 26, 27.5, 29, qualora non si possegga una bdc. Sono ben 7 i fori di regolazione della lunghezza distanti fra loro fra il primo e l’ultimo di 12 cm.

Rulli 10

Fissati alle due barre, mediante due brugole ciascuno, vi sono tre rulli conici, la cui parte centrale è più stretta delle estremità, al fine di facilitare l’equilibrio ed evitare lo spostarsi della bici eccessivamente vicina ai bordi. Le tre unità coniche hanno poi dei binari su entrambe le estremità ove fissare un cordone elastico che, funzionando similmente alla cinghia della distribuzione dell’auto, trasmette la rotazione dei due rulli posteriori al rullo anteriore, il quale fa così girare anche la ruota anteriore. Il cordone elastico (ve ne è in dotazione uno) può essere quindi messo indifferentemente dalla parte destra o sinistra dei tre rulli.

Rulli 9

Completano le caratteristiche costruttive dei Galaxia delle rotelle poste sull’estremità anteriore delle barre principali. Mentre sulle estremità posteriori alle stesse vi sono due appoggi al terreno oscillanti che uniti alle rotelle anteriori consentono un ondeggiamento del rullo di circa 4 cm anteriormente o posteriormente per assorbire accelerazioni e decelerazioni.

Rulli 11

La prova

Abbiamo utilizzato i Galaxia nel corso di due mesi per poco più di 26 ore. Il montaggio, una volta tirati fuori dall’imballo è piuttosto agevole. Si seguono quelle poche righe di istruzioni per stabilire la lunghezza delle barre sulla propria bici, e si avvitano sei brugole, due per ogni rullo, per fissarli alle barre dopo aver inserito nei binari all’estremità degli stessi il cordone elastico che funziona da trasmissione. 10 minuti e il gioco è fatto.
L’approccio all’utilizzo non è stato facile, anzi, diremmo quasi “traumatico”. Salire sulla bici risulta un po’ più scomodo poiché, essendo posizionata sui rulli, è più alta da terra di circa 12 cm. Una volta saliti la partenza risulta molto difficoltosa, così come pedalarci sopra.

Assolutamente consigliato per le prime prove di pochi minuti usare delle scarpe da ginnastica o comunque non agganciare i piedi ai pedali per essere pronti a seguito dell’inevitabile sbilanciamento a mettere piede a terra. In pochi minuti di pratica però si prende confidenza con la pedalata, che solo apparentemente è diversa da quella su strada. Le prime decine di minuti è sempre bene stare ben concentrati e non fare troppi movimenti delle mani sul manubrio e persino cambiare rapporto è bene farlo con cautela. In un paio d’ore di pratica tutto appare molto più semplice e naturale. La sensazione, a parte lo scorrere del paesaggio ai fianchi ovviamente, è piuttosto simile a quella di pedalare su strada. La bici rimane abbastanza agevolmente e in maniera naturale al centro del rullo e per avvicinarsi ai bordi occorre concentrarsi e farlo di proposito.

Un minimo di concentrazione va sempre mantenuto per tenere la bici in linea, ma è più un aiuto ad occupare il tempo per chi tende ad annoiarsi che una reale necessità. Del resto attenzione e concentrazione sono sempre opportune anche nelle uscite outdoor se non altro per evitare buche, detriti, auto e passanti. Organizzandosi con un pc o posizionandoli di fronte alla tv si riesce tranquillamente a guardare film, video musicali, o ciò che più piace e il tempo scorre abbastanza veloce pur non essendo impegnati in lavori specifici che occupino la mente.

Il movimento oscillante, che a prima vista sembrerebbe controproducente, facilita invece e di molto, il rimanere in linea della bici, soprattutto nei cambi di velocità dovuti ad accelerazioni e decelerazioni. Ad ogni accelerazione il leggero spostamento delle barre ammortizza lo scatto in avanti che tende a fare la bici, lo stesso accade nelle decelerazioni.
Con un po’ di maggiore pratica si riesce tranquillamente anche ad alzarsi sui pedali ricordandosi in ogni caso di mantenere la bici il più dritta possibile. Inclinarsi ondeggiando diventa piuttosto rischioso per l’equilibrio. Del resto anche concentrarsi per rimanere a bici perpendicolare, è sicuramente un buon aiuto, giacché é quella la situazione in cui la spinta sui pedali è più efficiente, anche su strada.
Quel che anche dopo due mesi è risultato sempre molto disagevole è la partenza: Dare quei primi 3-4 colpi di pedale necessari a prendere l’equilibrio una volta in sella. Si può tranquillamente ovviare affiancandosi ad una parete, un tavolo una sedia, la moglie, o qualsiasi altro appoggio, ove posare una mano per i primissimi istanti. Una volta partiti, qualsiasi appoggio diventa di fatto superfluo che sia per 30/45/60 o più minuti di pedalata. Sui rulli normali si ha più o meno sempre la sensazione di pedalare sempre un po’ in salita (prova ne è il fatto che smettendo di pedalare la ruota quasi subito si arresta).

Sui Galaxia invece la totale assenza di resistenza, anche la più minima, fa si che la pedalata sia molto più sciolta, sempre leggermente in discesa, consentendo medie orarie sovente oltre i 40 kmh, che la totalità degli amatori potrebbe solo lontanamente sognare a fronte di uno sforzo relativo. Si riesce molto bene a fare agilità quindi, a sostituire quantomeno le classiche uscite di recupero per chi si allena articolatamente, così come per chi è meno professionale a mantenere attiva la gamba durante la settimana lavorativa in vista delle uscite dei weekend.

Ottimi appaiono anche per scioglimento muscolare post gara, o per riscaldare la gamba in vista di partenze a cronometro o gare a staffetta, anche se qui entriamo in esigenze più professionistiche che amatoriali. Di contro, l’unica vera mancanza che ci pare di poter denotare è assenza di resistenza utile a poter indurire la pedalata, il che rende di fatto impossibili dei lavori specifici che simulino la pedalata in salita. Nemmeno il 52×11, utilizzato come rapporto più lungo, consente range di pedalate e di intensità sufficienti a simulare una salita. I rulli su cui ruotano le ruote hanno una superficie molto liscia e per nulla abrasiva, sicché né il copertone posteriore, tantomeno quello anteriore hanno subito la classica accentuata usura di molti altri tipi di rulli.

La rumorosità durante la pedalata non è eccessiva, ma tutto sommato tollerabile. Probabilmente non avvertibile attraverso i muri di abitazioni attigue, se non nell’assoluto silenzio delle primissime ore del mattino (non abbiamo provato). Molto comodi sono da riporre in casa, sotto al letto, intercapedini muro/armadio o comunque posti angusti e non altrimenti sfruttabili.

Conclusioni

I Tacx Galaxia a nostro avviso sono una ottima soluzione per tutti coloro che tendono facilmente ad annoiarsi sui rulli o che, avendo comunque poco tempo infrasettimanale cercano, con un minimo di allenamento indoor, di mantenere un po’ di gamba e condizione da rifinire nei weeek-end con l’indubbio vantaggio, rispetto a cyclette e spinbike, di pedalare sulla propria bici settata con le proprie misure e di eseguire una seduta più dinamica e meno noiosa. Meno idonei appaiono essere per coloro che sui rulli ci eseguono preparazioni strutturate, complete di lavori in salita, scatti e cambi di ritmo necessitanti di intensità elevate.

Prezzo di listino: €363.49

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