[Test] Trek Domane 6.9

[Test] Trek Domane 6.9

21/01/2013
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21/01/2013

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La Domane è il modello di casa Trek dedicato all’endurance, alla “lunga distanza”, una bici più “comoda” rispetto la garaiola Madone.

Già il fatto che la si definisca più “comoda” farà storcere il naso a tanti, che penseranno subito alla bici da ciclista della Domenica. Qualcuno obietterà che è la bici che usa Fabian Cancellara, che tanto “ciclista della Domenica” non è. Qualcuno ribatterà che i testimonials sono pagati per usare quello che gli danno.

Ad opinione di chi scrive, per “capire” bene la Domane bisogna lasciarsi alle spalle etichette e luoghi comuni e provarla. Cosa che abbiamo potuto fare per circa 1 mese.

Ma cominciamo dalle caratteristiche. Il telaio della Domane è in carbonio OCLV 600, con tubo sterzo conico e movimento centrale BB90.

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IsoSpeed

La grande peculiarità di questo telaio è il sistema IsoSpeed, ovvero un elastomero posizionato alla congiunzione tra tubo verticale e tubo orizzontale che, in combinazione con la flessibilità del tubo piantone, smorza le vibrazioni provenienti dall’asfalto, ma non solo, ammortizza anche buche ed irregolarità.

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La risposta alla domanda “funziona?” è “SI”. Il reggisella flette all’indietro in modo visibile e facilmente percepibile. Non si tratta di “sensazioni”, basta veramente mettersi in sella, anche da fermi, e “dondolarsi” sulla stessa per accorgersene. Idem quando si pedala a cadenza molto elevata (100rpm ca), classica situazione in cui si “saltella” un po’ sulla sella. Sulla Domane invece i colpi vengono smorzati dal questo sistema. Questo si traduce in un reale comfort su strada. Infatti anche andando a prendere in pieno irregolarità e piccole buche le vibrazioni ed i contraccolpi arrivano realmente più smorzati.

I dubbi (leciti) a questo punto saranno quelli di chiedersi quanto questo sistema faccia disperdere potenza, renda la bici “di gomma”, etc.. ebbene niente di tutto ciò.

E’ solo ed unicamente la porzione di tubo verticale e reggisella che sta sopra l’elastomero che flette. Il resto della bici è assolutamente granitico. Provare per credere.

Il sistema IsoSpeed funziona e funziona meglio di qualunque altro “sistema” antivibrazioni provato, tanto che è piuttosto “secca” la differenza tra avantreno e retrotreno in quanto a smorzamento. Un sistema veramente ben concepito, semplice, facilmente manutenibile (anche se la sua semplicità rende davvero improbabili problemi “tecnici”) e che sfrutta appieno le possibilità date dal carbonio come materiale. Troppe volte infatti si sente dire che “col carbonio si possono fare telai leggeri e rigidi, ma confortevoli”. Nel caso del sistema IsoSpeed stavolta è azzeccato. Per chi non crede consiglio davvero una prova di persona.

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Il tutto con un aggravio di peso minimo. Non abbiamo potuto pesare il telaio “nudo”, ma la bici, nella configurazione in cui ci è arrivata, con gruppo DA 7900 e ruote Bontrager Aelous 5 Clincher, con copertoni da 25mm, in taglia 60 ha fatto registrare un peso di 7, 4kg completa. Ovvero, senza ruote, praticamente lo stesso peso (80gr in più) della Madone 6 già provata in un altro test.

Geometria

Altra componente fondamentale di questa bici è la geometria. Votata alla comodità sulla carta, ma in cosa consiste questa comodità? In un tubo sterzo più lungo che alza la posizione all’avantreno. Quanto più lungo rispetto la Madone in geometria H2? Tra 0,5 ed 1 cm dipendentemente dalla taglia. Questo dovrebbe far capire che non si tratta di una bici da “cicloturismo” come forse qualcuno potrebbe pensare. Altro dato indicativo è il passo, mediamente 3cm più lungo della Madone, che rende la bici molto stabile e neutra, in combinazione anche con l’angolo di sterzo leggermente più “aperto” della Madone (1,5° in meno in media).

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Nel complesso una geometria che da grande sicurezza in discesa (anche tenendo le mani sui comandi in presa alta) e che rende realmente sfruttabile la presa bassa anche per periodi prolungati. Cosa che raramente avviene su altre bici anche con pieghe compact (chi scrive ha tranquillamente tenuto la presa bassa anche per 1h di fila senza essere un fachiro, anzi).

Montaggio e finiture

La bici è arrivata montata col gruppo DA7900 in versione compact, su cui è inutile soffermarsi, e componentistica “di casa” Bontrager. Manubrio ed attacco Rxl lite in carbonio, mentre la sella era la Affinity RL, pesante quasi 100gr in più della RXL carbon di cui era dotata la Madone test.

Eccellenti le ruote Aeolus 5 clincher. Cerchi alto profilo (50mm) in carbonio per copertoncini montati su mozzi DTSwiss 240 e raggi Dt Aero in configurazione 18/24. 1550gr la coppia. 2410gr complete di copertoni Bontrager da 25mm, sganci rapidi (non dei più leggeri) e pacco pignoni DA 12-25.

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Al contrario delle Aeolus 3 montate sulla Madone del test, non particolarmente leggere rispetto a pari profilo in alu, queste Aeolus 5 hanno un peso competitivo per delle alto profilo. Alto profilo che ha dato l’impressione di “rendere” molto bene in pianura, in particolare in combinazione coi copertoni da 25mm che amplificano la sensazione di comfort senza niente perdere in scorrevolezza. (ricordiamo che il carro della Domane può accogliere copertoni fino a 28mm). Ottime ruote davvero.

La Domane è rifinita con una spessa verniciatura in cui la parte rossa è “brillantinata”. Nel complesso uno dei punti deboli della Domane è proprio l’estetica, a gusto di scrive, piuttosto anonima, in particolare nelle colorazioni standard (nera, bianco/rosso/nera). Sono disponibili verniciature personalizzate attraverso il programma Project 1, ma a costi piuttosto elevati (anche 600eu).

Un plus davvero notevole della Domane sono gli attacchi per i parafanghi. Completamente “invisibili”, in quanto le viti per gli attacchi sono annegate nel carbonio dei pendenti alti all’altezza dei forcellini e con una vite nel retro del movimento centrale.

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Analisi Dinamica

La Domane è una bici a 360°. Sfruttabile in ogni occasione e da qualunque tipologia di utente. Assolutamente equilibrata in ogni frangente: passo, discesa ed anche salita, infatti va ricordato che la Domane è una bici che può vantare sicuramente un telaio leggero, pur con tutti gli accorgimenti a livello di diametro dei tubi per renderla sufficientemente rigida in discesa dove è assolutamente esente da shimmy o vibrazioni.

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Provata con altri set di ruote (30mm full carbon tubolari, 46mm alu-carbon copertoncini, assemblate tubolari basso profilo) il carattere della bici non cambia, il sistema IsoSpeed da una certa “neutralità” alle sensazioni ricevute in sella in modo relativamente indipendente dalle ruote e dalle pressioni di gonfiaggio (entro certi limiti). Chiaro che le cose cambiano adottando soluzioni estreme (gonfiaggio limite) a livello di trazione e guidabilità.

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Con le Aeolus 5 di cui era dotato l’esemplare in oggetto la bici è veramente molto ben equilibrata. Eccellente sul passo e per lunghe istanze, ma sfruttabile anche quotidianamente e per GF.

Conclusioni

La Domane è veramente una bici “totale”: facilmente la si può portare a pesi limite-UCI anche in taglie grandi, ha una geometria realmente sfruttabile per chiunque, un sistema davvero efficace per rendere il telaio comodo senza inficiare gli altri aspetti di “performance” con risultati oggettivi ed una versatilità che la rendono una scelta ragionata per chi fa GF ed anche randonnée. Per questo genere di discipline la Domane offre dei vantaggi di comodità realmente tangibili e non solo vaghe sensazioni dovute alle proprietà del materiale del telaio. La Domane in questo caso è veramente un esempio di come sfruttare pienamente le possibilità offerte dal carbonio, con cui, in questo caso, si è potuto fare veramente una bici comoda, performante e leggera.

Ad opinione di chi scrive non ci sono molte ragioni di preferire una Madone 6 series, quindi geometria H2, alla Domane. Anzi, la Domane ha solo punti in più a suo favore. Per chi invece “necessita” di una bici da gara con un comportamento racing senza compromessi o per il salitomane, allora la Madone 7 series in geometria H1 o tutti gli altri modelli “Pro-replica” che i vari marchi propongono sono scelte preferibili.

Il prezzo del framekit della Domane è di 3199eu. Un prezzo elevato, ma in linea con la concorrenza. E, viste le qualità, sicuramente dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Il prezzo della bici intera del test è di 7469eu (100eu meno con le ruote in versione tubolare). Che risente sicuramente del costo non indifferente delle pur ottime Aeolus 5.

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