Wiggins risponde al rapporto del parlamento britannico: “al 100% non ho barato”

Wiggins risponde al rapporto del parlamento britannico: “al 100% non ho barato”

06/03/2018
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06/03/2018

Bradley Wiggins ha risposto ieri sera in un’intervista a BBC Sport alle accuse lanciate contro di lui ed il Team Sky dalla commissione del parlamento britannico con il rapporto “Combatting Doping in Sports”.

Wiggins ha negato decisamente le accuse, dichiarando di non aver mai assunto sostanze proibite e di non aver “mai in tutta la sua carriera oltrepassato limiti etici”, e di non avere “al 100% mai barato“.

Wiggins ha aggiunto che “avrei più diritti se avessi ucciso qualcuno che in questo caso“. Riferendosi al fatto che il quadro di questa inchiesta non da nessuna garanzia legale, non ha potuto fare affermazioni durante la redazione del rapporto, rapporto che non da seguito a nessun tipo di condanna o sanzione, che si è basato principalmente sulle dichiarazioni di una fonte anonima, ma che ora lo lascia con delle accuse fortissime sopra la testa.

Riferendosi alle TUE: “E’ avvenuto tutto completamente sotto controllo medico, e tutta questa cosa è solo un marasma di illazioni e pettegolezzi. Niente è stato dimostrato nei fatti, ma ora io devo vedermela con le conclusioni, il che è quasi impossibile. Come dovrei fare? Non ci sono registri medici che possano confermare o meno quello che dico, quindi sono lasciato qui in mezzo al guado, a cercare di raccogliere i cocci

Riferendosi alla fonte anonima: “Chi sono queste fonti? Che si palesino, che parlino in pubblico. Queste son accuse serie“.

Concludendo che queste accuse “sono la peggior cosa di cui essere accusati, come ho detto prima, ma anche la cosa più difficile da provare di non aver fatto“.

In effetti la commissione parlamentare ha indagato in modo abbastanza poco convenzionale rispetto una vera procedura processuale, mantenendo anonime le proprie fonti, non confrontandole con gli accusati, e tirando conclusioni su fatti mai provati, come il contenuto della famosa borsa del Delfinato. Wiggins alla domanda se sapesse cosa contenesse ha risposto “Solo Dio lo sa! La mia opinione vale come quella di chiunque altro, non ho ordinato delle medicine online ed aspettato di firmare alla consegna di DHL. Non mi occupavo della logistica della squadra, correvo il Delfinato per vincerlo, e l’ho vinto“.

Allo stesso tempo è proprio la mancanza di procedure trasparenti da parte della Sky a lasciarlo in mezzo al guado, perché la mancanza di registri medici è solo una colpa. Per non parlare di strane circostanze come il furto dell’unico computer portatile del medico che si occupava delle TUE. Tue stesse, che per la tempistica della loro somministrazione, sempre prima dei grandi giri, sono abbastanza facilmente fonte di sospetto. Tanto che Wiggins alla domanda relativa non ha potuto che dichiarare laconico:

C’è stato un miglioramento delle prestazioni? Sei tu che mi dici che c’è stato. E ci può essere stato, certo, ma erano le regole al tempo per trattare il problema (asma -ndr-). E per questo ho avuto la prescrizione. Non posso cambiare gli ultimi 5 anni“.

Dichiarazione che suona come il nascondersi dietro una foglia di fico, e che lascia spazio per la domanda su quello che l’ex-direttore tecnico della Sky, Shane Sutton ha dichiarato riguardo il non aver usato sostanze proibite, ma oltrepassato i limiti etici. A cui Wiggins ha risposto: “Mi ferisce a dire il vero. Shane sa esattamente perché ho preso quelle medicine. Non conosco la sua motivazione. È tutto quello che posso dire“.

Nel complesso quindi Wiggins conferma alcuni punti del rapporto. Se è vero che le modalità con cui è stato redatto lasciano spazio a critiche riguardo la mancanza di trasparenza e garanzie nei confronti degli accusati, le conclusioni confermano che la Sky si è mossa in modo poco trasparente, ed in alcuni casi negligente. Da vedere se coscientemente o meno. Mentre le prestazioni di Wiggins, seppur non frutto di doping “sanzionabile”, sono anche frutto di comportamenti al limite che hanno sfruttato possibilità date dal regolamento non tanto per avere guadagni marginali, ma massimizzare quelli possibili. Nel caso specifico prendere un pistard di 82kg, e grazie alle TUE (e diete e allenamenti specifici super-calibrati) per un corticosteroide averlo fatto dimagrire sino a 70kg lasciandone invariata o quasi la potenza esprimibile.

Quando i comportamenti sono al limite si aprono porte piuttosto ampie per le discussioni. Floyd Landis ad esempio ha dichiarato che il titolo di Wiggins andrebbe revocato perché si tratta di miglioramento delle prestazioni illecito. E che comunque “la Sky non sopravviverà sino al prossimo Tour de France”.