Wout Van Aert in tribunale

Wout Van Aert in tribunale

23/10/2019
Whatsapp
23/10/2019

Wout Van Aert (Jumbo-Visma), ancora convalescente dopo il grave infortunio alle gambe dello scorso Tour de France, è stato convocato davanti il tribunale del lavoro di Malines, in Belgio.

(Photo by Luc Claessen/Getty Images)

La società Sniper-Cycling, che gestiva la squadra Vérandas Willems-Crelan, gli chiede 1,1 milioni di euro di danni ed interessi per aver rotto abusivamente nel settembre 2018 il contratto che li legava fino alla fine del 2019. Van Aert aveva giustificato la sua partenza motivandola con la fusione tra la sua squadra e la Rompoot. La squadra risultante dalla fusione, la Rompoot-Charles ha chiuso i battenti con questa stagione.

Il tre volte campione del mondo di ciclocross aveva già un contratto con la Jumbo-Visma per il 2020, ma in questo modo è riuscito ad anticipare il cambio di squadra.

La sentenza del tribunale è prevista per il prossimo 26 novembre ed in funzione del verdetto Van Aert potrebbe anche essere sanzionato e multato dall’UCI.

Commenti

  1. Che sia stata giusta da un punto di vista sportivo è un conto. Da un punto di vista legale è un altro.
    La scusa della fusione secondo me regge poco. Se sei un impiegato in banca e la tua banca si fonde con un'altra non è che ti puoi licenziare come ti pare (o meglio, lo puoi fare, ma non credo che nessun tribunale del lavoro ti riconosca delle compensazioni).
  2. Generalmente sui contratti è scritto cosa si può fare in caso di fusioni o cessioni della società in cui si lavora.
    Almeno, questo è quello che io ho letto ogniqualvolta ho cambiato azienda.
    Che poi i contratti sportivi siano diversi è un altro paio di maniche...
  3. Al di la' di quello che c è scritto sui contratti, che poi è quello che conta, il ragazzo una qualche forma di riconoscenza alla squadra per averlo fatto conoscere al mondo avrebbe potuto anche averla, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche in cui versava, lui avrebbe potuto essere un'ancora di salvezza, per poi andarsene dove voleva