[Test] Bianchi Infinito CV disc

F75R9960

La Bianchi Infinito CV disc è la versione con freni a disco della endurance bike della casa di Treviglio.

In realtà la geometria definita da Bianchi Coast-to-Coast è una via di mezzo tra quella veramente molto votata al comfort con interassi e tubi sterzo molto lunghi (tipo la Trek Domane) e le bici più “agonistiche” come la Oltre proprio della Bianchi. La Infinito ha un tubo sterzo circa 2cm più lungo della Oltre di taglia corrispondente ed un interesse solo leggermente più lungo. Nel caso specifico della taglia 59 in prova, 20cm di tubo sterzo contro i 18 della Oltre per un interasse di 102cm (101,2 per la Oltre).

Il telaio presenta la costruzione in carbonio con l’aggiunta del Countervail, un materiale composito che ha la proprietà di smorzare alcune frequenze di vibrazioni che affaticano i muscoli facendoli micro-contrarre per migliorare il comfort .

F75R9971

Telaio con passaggio cavi interni e compatibilità per i gruppi elettronici.

F75R9981

Ed un carro posteriore con foderi alti sagomati per accogliere il freno a disco posteriore, conservando doti di comodità e spazio per il montaggio di copertoni fino a 28mm (di serie i 25mm -Vittoria Rubino-).

F75R9970

Seppur ancora molto controversi per utilizzo su strada, i freni a disco idraulici sono il cuore e la novità di questa Infinito. Bianchi ha scelto il montaggio SRAM con il Red 22 Hydro, con rotori da 160mm all’anteriore e 140mm al posteriore.

F75R9980 F75R9963

La forcella ha il passaggio del cavo del freno interno al fodero sinistro. Molto pulito esteticamente.

F75R9978

I comandi Red Hydro presentano il serbatoio dell’olio nella parte superiore del comando, che li rende un po’ pesanti esteticamente, anche se l’ergonomia è eccellente, consentendo anche una specie di presa stile “cronometro” proprio sulla sola parte alta del comando.

F75R9972

Comandi che hanno una forte angolazione verso l’interno, molto ergonomica.

F75R9975

Il resto della bici, oltre alla trasmissione SRAM, è montato con componenti top di gamma di FSA, dall’attacco, manubrio reggisella K-Force Light OS99, alla guarnitura della stessa serie, già da noi testata.

F75R9967

F75R9976

Curati come sempre da Bianchi i dettagli, come si può notare dalle viti del portaborraccia celesti della Carbon-Ti.

F75R9977

Le ruote sono le Vision Metron 40 per freni a disco. Cerchio in carbonio da 40mm di altezza (lo stesso con pista frenante delle Metron “normali”) con mozzi con la flangia a 6 fori per accogliere il disco.

F75R9969

Completa il tutto la Fizik Aliante personalizzata Bianchi in tinta nero-celeste. Anche questa sella è votata al comfort, seppur non leggerissima.

F75R9982

In generale tutta la bici non è concepita per essere un peso piuma, anche se ferma l’ago della bilancia a 7,4kg, senza pedali, in questa taglia. Un peso eccellente considerando l’inevitabile incremento ponderale dato dagli impianti frenanti (e la taglia).

F75R9965

 

 

Prova

La Infinito “normale” avevamo già avuto occasione di provarla in due distinte occasioni, una sul pavé della Roubaix per il lancio del Countervail, e l’altra in Franciacorta per la presentazione della gamma. La versione per freni classici è una delle migliori bici 360° in circolazione ad opinione di chi scrive: non faticosa, comoda, facile da guidare e leggera il giusto. Le intenzioni di Bianchi di farne una via di mezzo tra una bici race ed una Endurance sono a nostro avviso pienamente realizzate. Questa versione disc ha una sua personalità propria però. Fermo restando che la geometria resta eccellente, soprattutto in termini di guidabilità, l’aggiunta dei freni a disco e l’utilizzo di queste ruote si fanno sentire. In che senso? Innanzitutto per l’incremento di peso, soprattutto a livello di ruote. Le Metron 40 complete di dischi e viteria, sganci , copertoni e camere arrivano a 2,6kg (1,7kg nude) ed in salita si sentono, soprattutto se ci si alza spesso sui pedali. Se il carattere della Infinito CV “normale” è quella di una bici adatta soprattutto ai passisti (opinione personale) questa versione Disc lo è ancora di più.

E’ una bici infatti che si fa apprezzare proprio “al passo”, con andature regolari, anche nelle lunghe salite, macinando molti molti kilometri. Che poi è la ragione di questa bici: un mezzo per lunghe cavalcate e per granfondo “vere”, quelle dai percorsi lunghi, in cui andare del proprio passo senza “sgasate” improduttive, se non occasionali. Per percorsi più nervosi dove scattare e rilanciare in continuazione è la priorità la risposta in casa Bianchi a parere di chi scrive è sicuramente la Oltre.

F75R9964

Sicuramente l’aspetto più “atteso” a livello di interesse di questa bici sono però i freni a disco.

Abbiamo già detto che aggiungono peso, e forse, nel complesso, tolgono un po’ di “vivacità” a questa bicicletta (rispetto la versione freni tradizionali), ma sicuramente aggiungono anche i pregi di questo tipo di freni, che si possono riassumere nel “frenano meglio”. Se ora vi chiedete se questo “meglio” si traduce in minuti in meno nella tal discesa siete fuoristrada, questo dipende e dipenderà sempre da voi, dalle capacità e dal “pelo” di chi la bici la guida. Ma il senso di sicurezza dati dai freni a disco sono innegabili. Si tratta di un “feeling” che per essere compreso va provato. Il disco da 160mm ha potenza da vendere, e consente staccate brutali prima di ogni tornante, con il posteriore che può essere quasi dimenticato. Nessun fading riscontrato e buona modulabilità anche se bisogna prendere confidenza con la grande potenza del freno anteriore che basta solo “sfiorare” per avere frenate decise.

Anche in lunghe discese nessun problema riscontrato di surriscaldamento, con frenate sempre costanti.

IMG_1380-1 IMG_1382-3

Per dovere di cronaca va segnalato che la bici ha presentato un po’ di sfregamento del disco sulle pastiglie, un fenomeno che non ha alcuna ripercussione sulla guida o altro, ma è solo fastidioso, in particolare in salita e in fuorisella.

Il rumore durante la pedalata “normale” è spesso causa di una non perfetta chiusura del quickrelease, in particolare all’anteriore, complice anche il disco più grande. Consigliato quindi serrarlo con forza ed utilizzando sganci rapidi di qualità e non ultraleggeri, ma modelli robusti da mtb. Pena il sentire il classico “zing-zing” da sfregamento:

Altra condizione in cui si sente questo sfregamento è in fuorisella. Qui probabilmente una delle motivazioni è proprio la rigidità complessiva del sistema telaio-sgancio-ruota. Opinione di chi scrive è che la soluzione migliore probabilmente sia un perno passante piuttosto che uno sgancio rapido. Cosa che ci è stata confermata dal Product Manager di SRAM come soluzione ottimale per evitare il disc rubbing. Tanto che la loro azienda (con Zipp) si sta orientando esclusivamente a questa soluzione.

Questi rumori possono sicuramente rappresentare una sgradita novità per il mondo del ciclismo su strada, mentre fa parte del bagaglio di esperienza di chi va in mtb. Ad ogni modo è un piccolo pegno da pagare per chi ricerca la massima prestazione in frenata in ogni condizione, bagnato compreso.

Nel complesso la Bianchi Infinito CV disc è una bici eccellente, che si rivolge soprattutto a chi ricerca un mezzo sicuro e confortevole per lunghe pedalate con anche molto dislivello negativo da affrontare, con un peso più che buono vista la categoria (bici con freni a disco).

IMG_1414-5

Il prezzo è di 7990eu, che per la tipologia di bici ed il montaggio proposto, top di gamma, sono in linea con la concorrenza. 950eu in più nel caso si opti per montare le Zipp 303 disc, che presumibilmente, se con perno passante, sono un’opzione da valutare.

Sito

30 risposte a [Test] Bianchi Infinito CV disc

  1. VECCHIA 6 novembre 2014 at 15:34 #

    Ma siamo poi cosi’ sicuri che tanta potenza a disposizione sul bagnato non si traduca in pericolo di far bloccare le gomme con relativa scivolata . Dall’esperienza che mi sono fatto sul bagnato e’ che ad andare in crisi siano piu’ i tubolari che i freni . Altra cosa che ho notato su queste bici e’ un freno posteriore di dimensioni spropositate che non fa altro che aumentare il rischio di bloccaggio ruota posteriore . I dischi sono un particolare di derivazione motociclistica e la bici da corsa puo’ essere paragonata a una moto stradale super sportiva senza motore per cui se andiamo a vedere una di queste moto si nota che il disco posteriore e’ di dimensioni ridotte , meno della meta’ di un disco anteriore .

  2. Sorsavino 6 novembre 2014 at 15:45 #

    I freni a disco vanno provati prima di fare qualsiasi supposizione sulla loro bontà o meno. Stesso dicasi per cambio elettromeccanico.
    L’effetto Zing-Zing che dici tu siamo sicuri che non sia dovuto al rotore Sram? è sì più leggero di Shimano, ma sei il secondo che lamenta ciò con Sram (e non è che ci siano in giro tanti coi freni a disco su bdc). Io da Maggio uso shimano disc e non ho mai lamentato questo fastidio una volta centrata e fissata per bene la ruota

  3. VECCHIA 6 novembre 2014 at 16:07 #

    In effetti io una bici con freni a disco l’ho provata . Anch’io ho avvertito il rumore delle pastiglie specialmente in fuori sella , ma penso che la bici provata potesse essere regolata meglio . La cosa che non mi ha convinto e’ stata l’eccessiva potenza frenante al posteriore che rischiava di mandare in blocco la ruota . Rumorosita’ con stridio fastidioso nelle frenate potenti ma anche qui vale il discolso fatto prima per le pastiglie .

  4. Sorsavino 6 novembre 2014 at 17:00 #

    Il bloccaggio del posteriore è un falso problema, o meglio un problema che potresti avere nelle prime 3-4 uscite giusto il tempo di prendere confidenza, poi stop. La mescola delle pastiglie influenza gli eventuali fischi. Io se devo trovare un difetto all’impianto frenante Disc è la silenziosità: senti la decelerazione ma non avverti il rumore della frenata. Questa è la mia personae esperienza con freni shimano con tecnologia ice

  5. jacknipper 6 novembre 2014 at 17:59 #

    ricordo certi commenti anche ai tempi dell’avvento dei dischi sulle mtb.
    i dischi sono il futuro: non c’è nulla, sotto nessun aspetto, che sia svantaggioso rispetto ai freni tradizionali se non il peso che, comunque, credo sia inevitabilmente destinato a scendere quando si vedrà un’evoluzione dei cerchi in tal senso

  6. rockarolla 6 novembre 2014 at 19:28 #

    La mia esperienza in mtb mi insegna che, nonostante la maggior potenza frenante, i dischi hanno minor tendenza al bloccaggio rispetto ai freni classici. E questo relativamente a terreni con scarsa aderenza, in cui è di per sè più facile arrivare al bloccaggio.
    Me lo spiego con il braccio di leva enormemente più piccolo (su strada 80mm max, in mtb 100mm max) rispetto a quello di un paio di pattini posizionati all’altezza dei talloni dei copertoni (su strada, 311mm + l’altezza della pista frenante). Questo consente un “attacco” più graduale, e quindi di gestire potenze frenanti più elevate.
    Detto questo, data la potenza decisamente maggiore degli impianti a disco (specialmente idraulici), la possibilità di bloccare la ruota post. rimane, e anzi aumenta scaricando tutta la forza frenante di cui sono capaci. Si tratta però solo di prenderci la mano, imparando a sfruttare la grande modulabilità di cui questi sistemi sono capaci. Sicuramente quella potenza che nella maggior parte dei casi sembra ridondante risulterà comoda nelle staccate ad alta velocità.

  7. Dave76 6 novembre 2014 at 20:14 #

    Commento strettamente personale: il “zing zing” non mi piace proprio pur avendo una mtb che lo fa.

  8. faberfortunae 6 novembre 2014 at 20:37 #

    Il tester è arrivato a sospendere alcune discussioni specifiche sui freni a disco sulla bdc a causa della animosità eccessiva con la quale le opposte fazioni (pro e contro o anche semplicemente solo “perplessi”) si stavano fronteggiando.

    Io rimango della mia opinione: i dischi sulle bdc servono solo in due condizioni: o sul fango, nel ciclocross, quando non sia ha a disposizione una seconda bici in box. o in caso di pioggia, quando si vogliano utilizzare sulla bdc ruote in carbonio la cui frenata sul bagnato è, appunto, notoriamente più problematica.
    Il resto degli asseriti pregi (modulabilità, potenza di frenata, migliori prestazioni ecc… ) rispondono solo sensazioni e bisogni tipici di chi predilige la MTB (dove i dischi sono fondamentali per garantire rapidi arresti rapidi su percorsi ovviamente più tortuosi) alla BDC e finisce col perdere dimestichezza e lo stile di guida tipico dalla bici da strada dove, ogni tanto è bene ricordarlo, meno si frena meglio è e dove le discese, anche quelle alpine, non sono minimamente assimilabili ai single track dell’offroad.

    Ciò detto la bici però, è vero, è azzeccatissima.
    Adatta forse ad un settore di nicchia, ancora non sviluppatissimo nel nostro mercato nazionale, ma con un progetto e con attitudini ben riconoscibili alle spalle.

    parere personale? Io 9 mila euro per una specialissima così non li spenderei ed opterei per il più conveniente modello a caliper, ma è solo un mio parere personale; chi ha bisogno di frenate più potenti ed è abituato a ritardare la pinzata, può effettivamente pensarla diversamente.

    Infine un plauso al tester le cui recensioni si segnalano sempre per sobrietà, completezza ed imparzialità.

    • doduz 6 novembre 2014 at 22:18 #

      > lo stile di guida tipico dalla bici da strada dove, ogni tanto è bene ricordarlo, meno si frena meglio è

      Infatti: la frenata “potente” serve proprio quando si viene giù veloci!

      Sarebbe buffo (per me incomprensibile) che il successo della tecnologia dei freni a disco, dopo essere passata dalle auto alle moto e dalle moto alle MTB, non approdasse definitivamente nel mondo delle BDC.

      • rockarolla 7 novembre 2014 at 00:45 #

        Per chi non lo sapesse, aggiungerei che proprio in mtb ancor più che su strada meno si frena meglio è…principalmente per due motivi: primo perchè su fondi sconnessi è moooolto più redditizio non perdere velocità (=inerzia, la quale consente di superare più agevolmente gli ostacoli) che cercare di riguadagnarla, cosa spesso impossibile; secondo perchè la precarietà del fondo può portare ad improvvise perdite di grip. E in effetti, sono proprio queste le motivazioni che hanno portato a necessitare di una potenza frenante sempre maggiore.
        Direi quindi, se anche su strada “meno si frena meglio è” (assioma in effetti valido in tutti gli sport di guida), che questa potenza tanto inopportuna non sia.

    • Piergiorgio Sbrissa 6 novembre 2014 at 23:39 #

      Grazie dei complimenti!
      Vista tanta benevolenza correggo una baggianata che ho scritto riguardo le Zipp opzionali: non essendo il telaio, né la forcella, compatibili con il perno passante, queste ruote possono essere usate solo con gli adattatori, con nessun vantaggio.
      E visto che pesano uguale alle Vision…

  9. carlo martello 6 novembre 2014 at 21:21 #

    hembè, dei freni a disco se ne sente proprio l’esigenza, figuratevi che la sera non prendo sonno pensando alla potente frenata.
    E’ proprio che ormai sono al centro dei miei pensieri, dopotutto sono i mercati che c’e lo chiedono.
    Bisogna fare i compiti a casa e comprare i disk, è l’innovazione che c’e lo chiede.
    Dopotutto penso che una ton. di sistema frenante + una ton. di gruppo ecc. sono un must, è il carbonio che c’e lo chiede.

    • doduz 6 novembre 2014 at 22:13 #

      > dei freni a disco se ne sente proprio l’esigenza, figuratevi che la sera non prendo sonno pensando alla potente frenata.

      Se tu avessi fatto un’intera Campagnolo sotto l’acqua, forse non prenderesti sonno ripensando alle discese fatte con i freni praticamente “finiti”! 😉

    • rockarolla 7 novembre 2014 at 01:03 #

      Beh personalmente, abituato ai dischi della mia mtb, una delle cose che più mi ha messo in difficoltà alle prime uscite è stata la frenata nelle discese veloci, durante le quali mi sono trovato a volte ad arrivare lungo in curva pur non avendo staccato all’ultimo momento (o almeno credevo…). In quei momenti mi sarei stato ben felice di aver portato in salita un paio di etti in più (ovvero la differenza ponderale tra una ruota a basso profilo e una a medio-alto,non considerando che in quest’ultimo caso l’aggiunta di peso è alla periferia di una massa rotante e non al centro…).
      Insomma la necessità della “potente frenata” è soggettiva, e credo che dipenda più dalle abitudini ed esperienze personali che dallo stile di guida (=fai un paio di mesi coi dischi e ti troverai in difficoltà con i pattini…).

  10. claudio77 6 novembre 2014 at 23:19 #

    Io impazzirei con quel rumore dei dischi!!! non ce la posso fare!

  11. ibondio 6 novembre 2014 at 23:36 #

    Scommetto con il tester che tempo una settimana e chiude anche questa discussione.
    :-)

    Prova interessante!

  12. sunboy 6 novembre 2014 at 23:57 #

    nelle bici prova che ho usato io il zing-zing si sentiva dopo alcune frenate decise. ho scoperto però che spariva se si davano due-tre colpettini in sequenza alla leva come accenno di frenata. può essere anche per la bianchi o qui dipende dal tipo di sgancio?

  13. sunboy 7 novembre 2014 at 00:02 #

    OT mi sembra che l’orario del commento non corrisponda

  14. Sorsavino 7 novembre 2014 at 02:57 #

    Se ci fosse stato un bdc-forum negli anni in cui introdussero il cambio sulle leve del freno, sono convinto che qualcuno avrebbe detto che sull’obliquo andava benissimo e che non sentiva esigenza di un cambiamento del genere :-)

  15. Luca38 7 novembre 2014 at 15:37 #

    Curioso come nessuno si è “scandalizzato” per i 2,6kg di peso delle ruote. Tanti spendono cifre assurde per ruote più leggere di qualche etto, qua 2,6kg nelle ruote e tutto va bene solo perchè ci sono i dischi ? Curioso veramente….

    • _Flavio_ 7 novembre 2014 at 15:56 #

      @Luca38 i 2,6 kg son comprensivi di tutto… dal pacco pignoni ai dischi ai copertoncini; il peso delle ruote nude è un altino , ca. 1,7 kg, ma anche la versione non disc delle metron copertoncino è pesantina…

      Si sa che le fullcarbon copertoncino non eccellono per il peso come la versione per tubolare…montando una ruota disc tubolare rischi di risparmiare almeno 500gr rispetto a queste Fsa..

      C’è anche da dire che il disco va a risolvere i problemi in frenata che alcune hanno fullcarbon copertoncino…

      Io son in attesa delle Roval Rapide 40 che pesano poco meno di 1500gr ; ben 200gr in meno rispetto alle fsa Metron nonostante abbiano lo stesso profilo e siano entrambe fullcarbon copertoncino 😉

  16. claudio77 7 novembre 2014 at 16:42 #

    Il problema non sono i freni a disco, che reputo una soluzione ottima (solo nel caso tutto funzioni in modo ottimale). Qui si dice che fanno rumore…non ci sto! non si possono spendere migliaia di euro e mettersi i tappini nelle orecchie! o funziona a regola d’arte o niente o non lo si mette in commercio. Se i tempi non sono maturi, non si mette sul mercato un componente! é qui che casca l’asino e fa anche un gran fracasso! che cavolo c’entra il confronto col cambio sull’obliquo, bla bla bla!
    I cambia attuali sia meccanici che elettronici funzionano bene, hai sbagliato similitudine…! saluti

  17. ruzzo78 7 novembre 2014 at 20:24 #

    Vero, i cambi attuali funzionano bene, se sono regolati alla perfezione, così come i freni a disco. Quante volte in gruppo sembra di essere nella macchinetta per grattuggiare il formaggio? Va bene prendersela con tutto e tutti ma se venissero immessi sul mercato solo prodotti al 200% dello sviluppo, non avrebbe mai luogo un’ evoluzione tecnologica basata sui grandi numeri. Chi va anche in mtb è abbastanza abituato a quel tipo di rumorino, sicuramente meno rognoso di certi fischi che si sentono con le piste frenanti in carbonio. Io personalmente non ho intenzione di spendere quei soldi per quella bici ma se qualcuno vuole farlo, ben per lui

  18. HopHop 8 novembre 2014 at 19:53 #

    Su strada non vedo l’effettiva utilità del disco come mi sembra invece ovvia nel mtb. I caliper hanno sufficiente potere frenante e modulabilità per ogni percorso, oltre al fatto che in discesa frenare eccessivamente è più pericoloso che utile. Possono avere un’ utilità in caso di pioggia, ma se poi ci abbiniamo dei copertoncini superslick… ahimè servono a poco anche lì.
    Comunque, sia come sia, è un sistema non maturo per il momento, magari in un futuro prenderà piede, ma oggi come oggi io spendere 7990 euro per una bici di 7,4 kg solo perchè ha i freni a disco ed è una c2c/bianchi/altro… francamente non lo farei mai! Piuttosto con quei soldi prenderei una bici replica di qualche team, anche qui uno spreco se vogliamo, ma tra sprechi questo mi sembra il minore IMHO.

    PS: non dimentichiamo anche la maggior manutenzione dei freni a disco: olio da cambiare, pastiglie, centratura e poi il disco che sfrega a sinistra e poi l’altra volta che sfrega a destra… inoltre se il sistema inizierà a colpire il mercato temo che ci troveremo come all’inizio con i mtb: top di gamma freni a disco idraulici, media-bassa gamma: freni a disco meccanici, bassissima gamma: caliper. (spero di sbagliarmi, perchè per avere nella media un dico meccanico, preferirei un buon caliper).

  19. ak-47 10 novembre 2014 at 11:09 #

    onestamente dopo test e test su prodotti (seppure per mtb) e anni e anni di esperienza di freni a disco, è inaccettabile lo sferragliamento, che per la cronaca è la pastiglia che tocca sul rotore, quindi fa attrito, quindi succhia potenza.
    dopo i caschi aero che fanno guadagnare 5 watt, le tute frangivento altri 10, le bici aero che migliorano l efficienza aerodinamica del 15%, adesso un bel passo indietro. onestamente non mi aspetterei un invenzione epocale e perfetta, però una bici da 7k eu che sferraglia e fischia in frenata sarebbe lo zimbello del gruppo. rider compreso. per l efficienza non mi pronuncio sebbene conosco bene i vantaggi dei freni a disco.

  20. fabiolazzarin 14 novembre 2014 at 01:25 #

    Ho lo stesso gruppo montato sulla mia Roubaix, ed anche la mia fa “zin-zin” dopo le staccate, ma solo per i primi 100 metri fuori dalla curva.
    Vedo che anche il modello in prova monta i dischi flottanti come i miei.
    Io penso che il rumore sia dovuto alla torsione della forcella che soposta leggermente la pista frenante dei dischi. Tale caratteristica dovrebbe essere un valore aggiunto ai dischi flottanti, ma finchè il disco non ritorna in posizione centrale tocca sulle pastiglie facendo quel fastidioso rumore. Un perno passante o comunque una forcella più rigida dovrebbe minimizzare il problema.
    Fatto sta che chi ha i dischi Shimano ha questo problema, e Sram a catalogo attualmente mette il Red coi nuovi dischi Centerline che non sono flottanti. Un motivo ci sarà

  21. Simone.01 14 novembre 2014 at 02:15 #

    Ragazzi io ho una ibrida da €700 con freni a disco idraulici e non fa tutto quel rumore. Lo faceva leggermente anteriormente perché il disco è leggermente storto e non ho voluto fare storie per farmelo cambiare.

    Se il disco è dritto e la ruota montata bene con le giuste regolazioni si riesce a non fare sentire quel rumore secondo me.

  22. Mitzkal 23 febbraio 2015 at 14:50 #

    La settimana scorsa ho fatto poco più di 50km con la stessa bici in test, ma montata Ultegra Di2. L’ho trovata fantastica in tutto, a parte la piega di serie che non mi si confà molto.
    Confermo le sensazioni di questo test, ma con i freni Shimano non ho MAI registrato rumori, anche impegnandomi in fuorisella a far ciondolare la bici.
    Comunque non li ho trovati così potenti, anzi, ma han di buono che lo sforzo è davvero ridotto rispetto ai pattini. Abituato alla mtb e dovendo spingere in discesa per recuperare, li preferirei più cattivi.
    Le ruote sono a dir poco fantastiche.
    L’Ultegra Di2 è sbalorditivo, peccato solo non aver avuto la possibilità di provare il climbing shifter.
    Davvero comoda, non vedo l’ora di confrontarla con la nuova Domane :-)

Trackbacks/Pingbacks

  1. BDC-MAG Awards 2016: Best Endurance Bike | BDC-MAG.com | Bici da corsa - 21 novembre 2016

    […] un classico molto apprezzato. Una piattaforma molto equilibrata tra geometrie ed estetica che nell’ultima versione si è arricchita del Counterveil, […]

  2. BDC-MAG Awards 2016: La Bianchi Infinito CV vince la categoria bici Endurance | BDC-MAG.com | Bici da corsa - 5 gennaio 2017

    […] migliore (o più apprezzata) bici della categoria endurance i nostri lettori (voi) hanno votato la Bianchi Infinito CV, con il 28% dei […]

Lascia una risposta

Single Sign On provided by vBSSO